Qualità della produzione in aumento, numeri positivi e sguardo al futuro con nuovi investimenti per Friulfruct, la più grande cooperativa di melicoltori del Friuli Venezia Giulia i cui soci, riunitisi in assemblea nella sede che si trova nella zona industriale di Spilimbergo, hanno approvato all’unanimità il bilancio dell’anno chiuso al 31 luglio (come noto i bilanci delle cooperative agricole vanno da metà anno solare a quello successivo). E, tra le buone notizie, anche una prima “ritirata” delle cimici asiatiche, anche se è vietato abbassare la guardia contro questo vorace insetto. Presente alla riunione l’assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche Stefano Zannier, il quale ha confermato la vicinanza della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia al comparto attraverso la legge 80, il Piano di sviluppo rurale e altri strumenti finanziari in corso di definizione, nonché Luigi Piccoli, presidente di Confcooperative Pordenone e Marco Bagnariol direttore della stessa e l’assessore comunale alle Politiche agricole di Spilimbergo Armando Spagnolo. Sono intervenuti pure il presidente dei  sindaci revisori Bidoli e il revisore dei conti Tosolini.
“Abbiamo chiuso l’anno – ha commentato il presidente di Friulfruct, Livio Salvador – con un bilancio positivo di 80 mila 553 euro, che saranno reinvestiti nella cooperativa. Un risultato frutto anche di un fatturato di 7 milioni di euro che ci ha visto vendere le nostre mele di qualità non solo in Italia, per esempio nella rete di Coop Italia, ma anche all’estero, dove sono molto apprezzate in Europa e nei Paesi arabi. Abbiamo una costante attenzione al ritorno economico per la nostra base associativa composta da una trentina di soci, nei cui meleti stiamo investendo per il rinnovo delle varietà di mele in modo da privilegiare quelle sempre più richieste dal mercato”.

Due immagini dell’assemblea.

L’occasione è stata utile per tracciare un bilancio della raccolta 2019, che si è conclusa a fine novembre con una previsione di tenuta rispetto allo scorso anno. “Un risultato da sottolineare – ha aggiunto il direttore di Friulfruct, Armando Paoli – visto che causa l’andamento climatico della primavera-estate le altre principali aree di produzione europee hanno registrato anche cali del 20-30%, mentre noi con 118 mila quintali siamo in linea con lo scorso anno se non pure di più, visto che stanno diventando più fruttiferi i nuovi meli messi a dimora, soprattutto della sempre più richiesta varietà Gala, piante che garantiscono alta qualità del prodotto. Basti pensare che tre anni fa eravamo a soli 200 ettari di meleti e ora siamo a 300, puntando entro il 2021 ad arrivare a 360: nessuna cooperativa, in Italia, è cresciuta tanto nell’ultimo periodo, tanto che prevediamo di raggiungere tra due anni la produzione di oltre 190 mila quintali di mele”.
Produzione che necessiterà di un potenziamento della sede centrale, dove i soci conferiscono le mele che vengono conservate in celle ad atmosfera controllata e frigorifere: già con i prossimi mesi si vuole partire con un primo lotto di investimenti per 4 milioni e mezzo di euro che puntano a raddoppiare l’area di lavorazione con un nuovo capannone. Una crescita di cui beneficerà anche il territorio dello Spilimberghese con nuovi occupati: si prevede che tra personale direttamente impiegato in Friulfruct e nell’indotto si creeranno una settantina di nuovi posti di lavoro.

Come detto, sensazioni positive anche per la cimice asiatica: la sua presenza si è ridotta grazie a un antagonista naturale che è stato ritrovato pure nei meleti Friulfruct. Questo però non vuol dire che la battaglia è vinta, ha sottolineato l’assessore Zannier, perché magari c’è meno fastidio nelle abitazioni private per il calo degli insetti ma quelli che rimangono sono ancora dannosi per i frutteti di tutta la regione e bisogna contrastarli, grazie anche alla strada che l’Ersa ha intrapreso e che sta dando i suoi risultati positivi.

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In copertina, mele di Friulfruct: ottima la produzione 2019.

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