di Gi Elle

Ma che bella festa quella del Risveglio del Pust, ieri sera, a Cergneu!  Moltissime persone incuriosite dall’evento della vigilia epifanica – oltre un migliaio – sono infatti salite nella frazione più orientale di Nimis per assistere alla simpatica e singolare manifestazione che dà avvio al Carnevale con un giorno di anticipo rispetto al resto del Friuli.
Il Pust, che nell’antico dialetto di matrice slava significa proprio Carnevale, “dormiva” incatenato dal Martedì Grasso (Carnevalon, in friulano) dell’anno scorso nel “Cantun”, un antro che si trova nei boschi che circondano la borgata sotto Nongruella. Qui sono saliti alcuni compaesani a “svegliarlo” dal sonno durato tanti mesi e a farlo scendere, chiedendo alla folla: “Lu moleno?” (Lo liberiamo?) e ottenendo per risposta in coro: “Molailu” (Liberatelo). Così, il Pust è uscito dalla grotta e, ancora incatenato, si è diretto divincolandosi e urlando per cercare di liberarsi verso il ponte sul torrente Lagna, dove lo aspettava la folla con le torce accese, il suono delle fisarmoniche e dei tamburi, nonché le coloratissime maschere di Rodda, paesino in Comune di Pulfero nelle Valli del Natisone, dove pure la parola Pust significa Carnevale, come del resto in Val Resia, dietro il Gran Monte.

La liberazione del Pust e le maschere di Rodda, nelle Valli del Natisone.

Quindi in un corteo festoso e rumoroso il Pust, che cercava sempre di scappare, è stato accompagnato tra le prime case di Cergneu Superiore, dove era stato allestito un enorme falò epifanico – palavin, come è chiamato qui – e che il Pust stesso ha acceso, rispettando la tradizione. Tantissimi coloro che hanno assistito al “rito”, fra i quali anche un gruppo di “pignarulars” di Sedilis, reduci dalle manifestazioni di Tarcento dove, proprio oggi, al calare della sera sarà acceso il Pignarul Grant di Coja, dal cui fumo il Vecchio Venerando “leggerà” il futuro che ci aspetta nell’anno cominciato da sei giorni.
Naturalmente attorno al fuoco di Cergneu non sono mancati i brindisi al 2019 con un buon bicchiere di vino, magari mettendo qualcosa di buono sotto i denti. Dalle cucine della breve festa – perché tutto è durato soltanto poche ore – sono usciti in particolare salame nell’aceto e frico, due capisaldi della tradizione gastronomica friulana, che sono andati letteralmente a ruba.

Carnevale, dunque, a Cergneu è cominciato e il Pust è libero di scorrazzare fino al prossimo Martedì Grasso, prima delle Ceneri, quando sarà nuovamente rinchiuso nel Cantun, in attesa del 5 gennaio 2020. E intanto la storia continua…

Fisarmoniche e clarini in corteo, l’accensione del “palavin” e folla con i “pignarulars” di Sedilis.

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In copertina, si libera il Pust dal Cantun, a Cergneu Superiore.

(Foto di Daniel Longo)

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