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di Giuseppe Longo

La sua costruzione venne avviata nella seconda metà del 1700. E ora Tricesimo, dopo un accurato restauro, ritrova il suo gioiello: è il Duomo di Santa Maria della Purificazione che, proprio stamane, alle 10.30, durante una solenne celebrazione presieduta dall’arcivescovo di Udine, Andrea Bruno Mazzocato, sarà ufficialmente inaugurato e riconsegnato ai suoi fedeli al termine dei complessi lavori richiesti per la seconda volta dopo il terremoto del 1976 che aveva causato gravissimi danni, anche alla torre campanaria. Negli oltre trent’anni che separano dagli interventi post-sismici si erano infatti evidenziati numerosi e rilevanti problemi che hanno richiesto l’apertura di un cantiere generale, il cui iter ha offerto anche l’occasione per una serie di migliorie che hanno donato nuova luce alla più importante Chiesa cittadina. Ingente l’impegno finanziario che ha visto confluire, accanto a quelle della Pieve, le risorse assicurate soprattutto dalla Regione Fvg e dalle Officine Danieli, guidate dal concittadino Gianpietro Benedetti. Ma, evidentemente, ne valeva la pena perché i risultati oggi sono sotto gli occhi di tutti e oltre che sulla struttura, interna ed esterna, dell’edificio di culto hanno consentito di intervenire anche su sagrato e campanile. Una rivisitazione completa, insomma, del luogo sacro e quindi un buon motivo per fare grande festa, pur con i limiti imposti dalla perdurante emergenza sanitaria, secondo il programma annunciato dall’arciprete Marco Visintini che nel 2018 è subentrato a monsignor Ariedo Iogna, ritiratosi per l’età.
«La Chiesa attuale – informa una nota storica (www.viaggioinfriuliveneziagiulia.it) – fu edificata 1782 e consacrata il 5 luglio 1789. Venne realizzata dall’architetto Domenico Schiavi con vari lavori e completata nel presbiterio e nella sacrestia nel 1764. Sopraelevata e preceduta da una scalinata, la facciata neoclassica ricorda quella di Sant’Antonio Abate a Udine del Massari, scandita da quattro lesene composite due a due tra le quali è stata ricavata una nicchia sormontata da un timpano aggettante. Nel lato destro accanto al campanile è stato inserito il bel portale, un capolavoro dell’arte lombarda in Friuli, eseguito da Bernardino Gaggini da Bissone che si fermò a Tricesimo tra il 1498 e il 1505. Nelle nicchie della facciata sono state poste due statue (Annunciazione) e accanto il portale quella del Salvatore (1505) opere dello stesso artista. Sull’architrave celebre scritta del 1477 che ricorda l’invasione delle cavallette e quella dei Turchi che incendiarono e devastarono la pianura friulana giungendo anche a Tricesimo. L’interno a navata unica con tre cappelle dove si conservano dipinti di pregio quali: la pala di Palma il Giovane con la Presentazione di Gesù al Tempio; di Sebastiano Bombelli Crocifissione con Santi; due tele di Giovanni Battista Tosolini (1739-1792) Ester e Assuero e Giuditta e Oloferne, dello stesso (olio su rame) Misteri del Rosario; dell’udinese Filippo Giuseppini il Martirio di Santa Filomena (secolo XIX); di Giovanni Battista Gori di Nimis Sant’Emidio (1927 circa). L’altare maggiore è opera di Luigi Pischiutti (fine ‘700), le due statue laterali sono di Bartolomeo Ferrari (secolo XIX). La statua lignea della Madonna del Rosario con Bambino e due Angeli è di Valentino Panciera detto il Besarel; la statua di San Luigi è di Giovanni Rampogna (1928). Interessante il fonte battesimale, con una copertura di rame finemente traforata del 1610».
Davvero un gioiello ritrovato il Duomo di Santa Maria della Purificazione, sia per la bellezza e l’eleganza della struttura sia per quanto conserva gelosamente al suo interno. I tricesimani, generosi nel contribuire al restauro, ne sono giustamente orgogliosi!

Il portale del Bissone.

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In copertina, uno scorcio del Duomo di Tricesimo che sarà inaugurato stamane dall’arcivescovo Mazzocato.

 

 

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