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Anche Racconti dal manicomio per la Settimana della cultura friulana con un appuntamento online oggi, alle 21, sul sito www.setemane.it. L’Associazione culturale Un Grup di Amis di Ciconicco che, da oltre 40 anni organizza e promuove la Sacra Rappresentazione della Passione di Cristo nella frazione di Fagagna, mette in connessione l’attuale dramma degli innocenti condannati ingiustamente, già rappresentato nella Via Crucis vivente del Venerdì Santo, con le storie degli internati all’Istituto psichiatrico di Sant’Osvaldo, a Udine, studiate e raccolte da Tiziana Novello.


Le storie di persone internate ingiustamente, o per cause discutibili, si intrecceranno col dramma del Calvario, animate dalle voci di Tullia De Cecco, Laura Cosco ed Alessandro Brunello, accompagnate da una musica capace di coinvolgere emotivamente l’ascoltatore. L’evento, che era già stato programmato a maggio dello scorso anno e poi annullato per la pandemia, viene ora riproposto online sotto forma di video, e propone una riflessione sulle vicende che hanno caratterizzato un pezzo di storia del nostro territorio, e che ci parlano di un contesto storico sociale e di avvenimenti che riconducono al nostro passato, alla cultura ed al costume di un tempo che oramai in Friuli è passato, ma ancora vivo nelle memorie, nei documenti e nelle lettere degli internati al Manicomio di Udine.
“L’evento “Ognun la so Cros” sarà, dunque, centrato sulla storia degli internati nell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Sant’Osvaldo negli anni che vanno dal 1904 (anno di apertura ufficiale) alla prima guerra mondiale. Durante i primi anni di vita dell’Opp gran parte dei ricoverati presentava diagnosi di frenosi pellagrosa o pellagra.


La pellagra era la malattia dei contadini poveri e dei mezzadri, e colpì in tutta l’Italia, ma soprattutto il Settentrione dove si ammalarono e morirono migliaia di persone. La Provincia di Udine (una delle otto del Veneto di allora) era fra le più colpite. I pellagrosi, poveri e perlopiù analfabeti, non hanno lasciato scritti, le loro cartelle sono scarne e di loro – uomini e donne – si può solo raccontare una storia collettiva di miseria e fame.
Quelle che saranno raccontate questa sera sono anche alcune storie di donne (ultime fra gli ultimi) conservate nell’archivio medico del Manicomio. Tali storie sono quindi tratte dalle cartelle cliniche, talvolta sono scritti autografi delle internate, altre volte sono le considerazioni degli psichiatri del tempo. Il racconto storico e l’interpretazione, intitolato “Ognun la so Cros, stories di calvaris tal manicomio” (Ad ognuno la sua croce, storie di calvari in manicomio), ha come sfondo il forte Col Roncone di Rive d’Arcano, scelto da Un Grup di Amis come cornice particolarmente attinente ai contenuti, e gentilmente concesso dal Comune collinare che ha collaborato nella realizzazione dell’evento. Alcune riprese mostreranno invece quel che rimane dei padiglioni del vecchio ospedale di Sant’Osvaldo ed alcune fotografie gentilmente concesse dall’archivio dell’Istituto psichiatrico stesso.
Inserito nella rassegna della “Setemane de culture furlane”, in collaborazione con la Società Filologica Friulana, il lavoro sarà dunque online stasera 10 maggio, alle 21, sul sito www.setemane.it

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In copertina e all’interno due scene del lavoro e l’ex manicomio di Sant’Osvaldo a Udine.

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