di Silvio Bini

Già vent’anni fa, con un finanziamento della Comunità Economica Europea, il Comune di Palazzolo dello Stella aveva progettato “un percorso naturalistico attrezzato e una serie di piccole infrastrutture per la creazione di un’ area di richiamo turistico-ambientale, vicino alle foci del fiume Stella”. La zona interessata era quella denominata, genericamente, il Paludo, a sud di Piancada.
Prima ancora, in seguito al ritrovamento della “Bambina di Piancada” e di tracce di un villaggio del Neolitico, gli amministratori palazzolesi si fiondarono, grazie al momento di notorietà che il paese aveva acquisito, per cercare di realizzare un nuovo villaggio che rappresentasse nelle sue forme e nelle sue attività il lontano mondo dei nostri progenitori. Coniugando cultura e turismo, si pensò di accostargli un’area di sosta per camper e un altro parcheggio. Chissà come, chissà perché, i progetti delle amministrazioni comunali rimasero solo sulla carta. Ma la vocazione turistica della zona non fu perduta. Anzi, grazie all’iniziativa privata, si è consolidata una forma di turismo slow, rilassante e ‘nature’, quand’anche sportivo.

I boschi della zona.


La vasta area di campagna, in molte parti bonificata, la rinascita del Bosco Brussa, il fiume Stella, la contiguità con i boschi di Muzzana, con Marano Lagunare e la prospiciente Lignano Sabbiadoro sono state di per sé un’ attrazione naturalistica, mantenendo un habitat che ha richiamato la presenza stanziale di animali da branco, come i caprioli e i cinghiali, e di uccelli come l’airone e, quest’anno, perfino l’ ibis sacro, seppure questo per un solo mesetto di… vacanza.

La campagna di Palazzolo.

Oggi, il piano dell’offerta, turistica, si è aggiornato e sembra funzionare. All’altezza di Piancada, c’è un cantiere, da tempo affermatosi come Centro di rimessaggio, manutenzione e riparazione di imbarcazioni fino a 100 tonnellate. Sull’ansa di Titiano, riva destra dello Stella, c’è una darsena attrezzata, anche per il relax, più in giù, tornando sulla riva di Palazzolo, c’è un’aviosuperfice per ultraleggeri, deltaplani e aerei da turismo. Al centro della zona, si trovano la storica azienda agricola Marianis, con la produzione di latte biologico nel più grande allevamento di Pezzata Rossa Italiana a livello nazionale, e la Tenuta Regina con il suo agriturismo.

L’aviosuperficie per piccoli velivoli.


Sullo Stella, la Bilancia di Bepi cala nelle acque del fiume per offrire il freschissimo pescato. Nel Paludo di destra, ovvero la Fraida (i nomi dei posti ricordano lo stato del territorio, prima della bonifica del 1927), l’ affermata trattoria “Al cacciatore”, molto apprezzata, anche dai turisti tedeschi, per come propone la selvaggina e le carni alla brace, mentre, in zona, ancora imperversa l’attività venatoria, come un tempo dentro la palude. Poco più in là, ha finalmente riaperto la Trattoria al Bronzan di Linda Tosoratto. Dopo 26 anni di carriera, seguendo la gastronomia internazionale, lo chef Francesco Angerami, calabrese , ha  assecondato l’ idea di Linda, palazzolese, conosciuta a Francoforte in Germania, e insieme hanno deciso di rientrare in Italia. Per Linda un ritorno a casa, per lo chef una sfida da vincere, proponendo la cucina mediterranea, con menù regionali, di pesce fresco e carni rosolate. Inaugurazione proprio oggi, 13 luglio.

La famosa “Bilancia di Bepi”.

Insomma, il retroterra di Lignano è diventato un patrimonio turistico da non sottovalutare, proprio a beneficio di chi frequenta la città balneare. Non conosce stagioni, è per chi ama storia e natura, e apprezza l’enogastronomia. Una campagna inondata dal Prosecco, le cui viti fanno oggi paesaggio più e meglio del mais e della soia. Per completare l’opera, ci vorrebbe una ciclabile. Magari se ne occuperà il Parco dello Stella.

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In copertina, un piatto che regala i sapori e i profumi del mare.

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