di Giuseppe Longo

Nimis non ha mai rinunciato alla sua festa patronale. E così oggi,  anche se per tutti è soltanto martedì, il paese pedemontano osserva, secondo tradizione, un giorno di riposo, per celebrare la Natività della Madonna venerata nel Santuario delle Pianelle che si trova alle porte del primo borgo per chi arriva da Tarcento. In realtà, i Santi Patroni della Pieve sono Gervasio e Protasio, titolari dell’antica Chiesa matrice, ma da sempre la comunità ha scelto come festa patronale proprio l’8 settembre, la data della sentita ricorrenza mariana. Che quest’anno, complice l’emergenza sanitaria da Coronavirus, avviene sotto tono, non tanto per l’aspetto religioso che ha visto durante l’Ottavario la consueta e partecipata successione di riti (tre Messe al mattino e Rosario la sera), pur con le immancabili mascherine e sotto l’ampio tendone per le note esigenze del distanziamento sociale, quanto per quello dei tradizionali festeggiamenti.

Le tradizionali campanelline.


Infatti, anche l’antica “Sagre des Campanelis”, come la generalità delle feste friulane, è stata bloccata dalla pandemia che in questo 2020, bisestile sotto tutti gli aspetti, ha messo a soqquadro il mondo: che tristezza in questi giorni vedere il prato delle Pianelle senza il consueto movimento di chioschi e bancarelle! Ma, quale memoria della ultracentenaria “Madone di Setembar” – vanta più di cinque secoli di storia -, la Pro Nimis ha organizzato, soltanto per la odierna giornata, il pranzo e la cena per il paese, allietati dalla musica con dj, tra ginnastica e giochi per bambini. Un modo lodevole e sicuramente apprezzato per poter dire che, nonostante tutto, anche quest’anno non si è interrotta la tradizione che vanta, appunto, una lunghissima storia e una grande fama, soprattutto quando le sagre erano poche. Al riguardo, è bello ancora una volta ricordare che prima dell’ultima guerra a Udine si organizzavano corse speciali del “tram bianco” diretto a Tarcento. I festaioli, arrivati alla fermata di Tricesimo, scendevano e, potendo usufruire di un apposito servizio di biciclette a noleggio, potevano raggiungere in poco tempo il prato delle Pianelle dove ad attenderli c’era il gioioso tintinnio delle tradizionali campanelline di terracotta che si mescolava con l’inconfondibile suono delle campane dell’amato Santuario, lo stesso che accompagnerà anche la festa di oggi. Chi, invece, aveva voglia di fare una salutare camminata si avviava a piedi verso Adorgnano e Qualso e quindi Nimis, una volta superato il Torre.
Pienamente rispettate invece le celebrazioni dell’Ottavario, la sentita iniziativa pastorale che fu introdotta oltre un secolo fa da monsignor Beniamino Alessio, poco dopo il suo arrivo a Nimis, per onorare la Natività della Madonna che era stata mirabilmente raffigurata da Giacomo Monai nel soffitto del Santuario, purtroppo andato completamente distrutto, salvo piccoli frammenti, a causa del terremoto di 44 anni fa. Molto partecipate, come si diceva, le Messe di ogni mattina che hanno avuto un diacono quale bravo predicatore. I vari temi legati alla figura e alla vita della Vergine Maria sono stati affrontati infatti, con efficacia, da Diego Mansutti, che da parecchi anni ormai si occupa delle comunità cristiane del Taipanese rimaste senza sacerdote. Unica pausa quella di domenica scorsa, quando si è rinnovata la bella consuetudine della Messa dedicata alle coppie che si sono sposate nella Chiesa delle Pianelle che, al termine del rito nel tendone, sono state benedette da monsignor Rizieri De Tina ai piedi dell’altare della Madonna, dinanzi al quale i coniugi si sono promessi fedeltà per tutta la vita.
E per oggi, ricorrendo appunto la grande festa della Natività, le quattro Messe del mattino sono state programmate tutte sotto il pronao. Dopo l’ultimo pellegrinaggio, quello di Vergnacco,  alle 11 ci sarà il rito solenne, cantato dal Coro di Sant’Elena. Nel pomeriggio, la funzione mariana concluderà questo singolare Ottavario, contrassegnato dalle prescrizioni anti-contagio, che però non ne hanno impedito la organizzazione, consentendo così di mantenere viva una delle più belle e sentite tradizioni di Nimis.

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In copertina, la statua della Madonna con Bambino e qui sopra l’amato Santuario delle Pianelle a Nimis.

 

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