di Gi Elle

Pordenone oggi è conosciuta più per le sue iniziative culturali – tra le quali primeggiano, ovviamente Pordenonelegge e le Giornate del Cinema muto – che per le sue attrattive di città che non ha solo un tessuto industriale, come si è portati a credere, ma anche storico e artistico.
Proprio per questo, è più che opportuno, anzi doveroso, valorizzare le eccellenze e gli eventi più significativi, assieme alle caratteristiche peculiari del capoluogo della Destra Tagliamento e del suo territorio: una realtà che, come l’intero Friuli Venezia Giulia, racchiude grandi richiami sotto il profilo turistico, di tipo architettonico, storico, paesaggistico, ambientale e culturale. In sintesi, si tratta delle carature di un territorio vocato al turismo, che trova momenti di grande affluenza di visitatori in occasione proprio di grandi eventi, come i già citati festival letterario e cinematografico. E che fonda la sua ricettività e l’accoglienza sull’iniziativa privata, che la Regione non mancherà di assecondare, innanzitutto sburocratizzando la selva di ostacoli normativi e regolamentari, ma anche facilitando l’accesso ai benefici e alle forme di sostegno agli investimenti.

L’assessore regionale Bini al convegno e corso Vittorio Emanuele.

Questi i contenuti dell’intervento dell’assessore regionale alle Attività produttive, Sergio Bini, a conclusione del convegno ‘Territorio, turismo ed eventi: Pordenone città che investe su se stessa”, organizzato da Comune, Federalberghi e Confcommercio Imprese, al quale hanno partecipato gli operatori dei servizi per il turismo del capoluogo e del territorio.
I lavori, svoltisi a palazzo Montereale Mantica, erano imperniati sui contenuti del rapporto della società di analisi, Format Research, illustrati dal presidente, Pierluigi Ascani, dai quali è emerso tra l’altro che nel Pordenonese vi sono oltre cento strutture di ricezione alberghiera con circa 450 occupati, mentre nei pubblici esercizi sono impiegate ben 4.700 persone.  Dati, questi, che riflettono la struttura del sistema turistico pordenonese e che fino a non molti anni fa fondavano la loro essenza sull’offerta della montagna. Oggi, invece, è stato evidenziato, il turismo moderno ha riscoperto la città e le località dell’area.
Proprio per assecondare le aspettative e le richieste di utenti che sono cambiati, che sanno che cosa ricercare e che cosa possono trovare ove si recano per un soggiorno, per le vacanze o per una visita più breve “occorre – ha detto Bini – che l’intero sistema turistico sappia compiere un salto di qualità culturale, e si sappia proiettare verso la sempre più attenta ricerca del territorio, delle specificità e delle eccellenze da parte dei turisti, sia italiani che stranieri. Per questo la Regione – ha precisato l’assessore – ha completato la riforma di PromoTurismoFvg, che deve essere il braccio operativo della promozione turistica e dell’offerta di un territorio che deve saper proporre le sue migliori qualità”.

Il municipio e palazzo Ricchieri, sede del Museo civico d’arte.

“Il Friuli Venezia Giulia turistico non ha nulla da invidiare alle realtà contermini – ha ancora osservato Bini –, ma non deve avere paura di porsi in sinergia con il vicino Veneto per un’offerta più ampia e una promozione a più ampio spettro.  Deve però puntare – ha aggiunto – alla qualità, a investimenti mirati al suo perseguimento”.  Anche rispetto all’offerta ricettiva negli appartamenti, la Regione –  ha ricordato l’esponente dell’amministrazione regionale – , si è impegnata istituendo un metodo di valutazione che dev’essere trasparente e consentire ai turisti di poter scegliere esattamente quello che essi si aspettano di trovare. “Perché la vera sfida – ha precisato l’assessore – è quella di saper dare ai clienti esattamente ciò che essi chiedono”.
“Così come la Regione – ha detto in conclusione – si è impegnata a rispondere alle aspettative degli operatori, raccolte nella serie di incontri che la Giunta Fedriga ha previsto per poter cogliere le attese del territorio prima di scegliere le strategie più adatte e percorribili. Per questo – ha anticipato – sono allo studio misure per favorire l’accesso e la fruibilità del credito per investimenti, mentre nel contesto della semplificazione e della sburocratizzazione si stanno definendo le figure con le quali gli operatori si debbono interfacciare per poter valutare la fattibilità dei propri investimenti”.

Il campanile del duomo di San Marco.

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In copertina, concattedrale e palazzo del municipio in centro a Pordenone.

(Foto Arc Morandini e Wikipedia)

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