“Das Lied von der Erde” (Il canto della terra) è, da molti punti di vista, il più grande capolavoro di Gustav Mahler, nel quale culmina quella sintesi ideale fra Sinfonia e Lied, che aveva occupato il grande musicista fin dagli anni dalle sue composizioni giovanili. L’esecuzione del Canto della Terra, definito dallo stesso compositore una “sinfonia per voce di contralto, di tenore e grande orchestra”, è attesa a Pordenone il prossimo 20 ottobre e vede il debutto al Verdi della Kärntner Sinfonieorchester, importante realtà musicale della vicina Austria.

Per presentare l’importate esecuzione ad apertura di Stagione ed esplorare tutto il cartellone musicale 2019/2020, il Teatro Verdi ha creato una particolare occasione pubblica proprio per oggi con l’incontro “Il signor Mahler e il Canto della terra”, in programma alle 18 al Ridotto del Verdi. Un incontro ad ingresso libero, organizzato in collaborazione con Pordenonelegge, dove si intrecceranno la presentazione del libro “Marie e il signor Mahler” di Paola Capriolo in dialogo con il consulente artistico per la musica Maurizio Baglini che introdurrà anche l’atteso concerto “Il Canto della Terra”. Una figura immensa e piena di ombre, quella di Mahler, che Paola Capriolo delinea con mano lieve e luminosa, lungo pagine rivelatrici che sono un apologo sull’amicizia tra generazioni, sulla possibilità di incontrarsi e rinascere se ci si ascolta davvero. Un grande musicista con un immenso dolore nell’animo. Una giovane ragazza che apre gli occhi sul mondo. Una capanna nel bosco per ritrovare silenzio e musica, insieme.

Paola Capriolo in una immagine di Gaia Marturano.

Il 12 settembre 1910, alla Neue Musik-Festhalle di Monaco, Gustav Mahler dirige la prima esecuzione della sua Ottava Sinfonia, interpretata da un organico di quasi mille elementi. In platea, un pubblico d’eccezione: da Henry Ford a Thomas Mann fino alla bellissima Alma, moglie del compositore. Meno di un anno dopo, in maggio, Mahler si spegne a Vienna. Ha solo cinquant’anni. Nelle stesse ore, mentre la primavera scioglie le nevi sui prati del Tirolo, una ragazza segue i suoi ultimi istanti attraverso la stampa, commossa eppure consapevole che per Gustav giunge finalmente la pace. Lei è Marie, nipote quindicenne dei proprietari del maso dove Mahler ha trascorso le ultime tre estati, incaricata di accudirlo quando il Maestro ha disdegnato le undici stanze della casa e scelto per sé la più bizzarra delle sistemazioni: una capanna in mezzo al bosco, lontano da tutto. Piano piano, nel silenzio, il candore della fanciulla e il tormento del musicista hanno dato vita a un dialogo capace di rivelarli a sé stessi. “Io credo nel bene, non nel male; però non riesco più a credere nella sua vittoria, e soprattutto non riesco a credere nell’ordine. Forse per questo non ho mai voluto scrivere una vera sinfonia, ma il rimpianto di quella forma, che sentivo così prossima al tramonto”, le spiegava il Maestro.
Paola Capriolo, milanese classe 1962, ha esordito come narratrice nel 1988 diventando poi anche saggista e autrice di libri per ragazzi e da anni traduce classici della letteratura tedesca, da Goethe a Kafka, da Kleist a Thomas Mann.

Maurizio Baglini, consulente musicale del Teatro di Pordenone.

Intanto, prosegue al Verdi la campagna abbonamenti mentre si sono inoltre aperte le prevendite per i singoli biglietti di tutti gli spettacoli della Stagione: fino al prossimo 15 ottobre proposta speciale online con acquisti a zero commissioni. Info biglietteria@comunalegiuseppeverdi.it  www.comunalegiuseppeverdi.it

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In copertina, un celebre ritratto (da Wikipedia) di Gustav Mahler, scomparso ad appena 50 anni.

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