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PORDENONE – Da stamane è presente sui canali social e youtube di pordenonelegge al link https://youtu.be/8oXnITtqPYY la video produzione “L’estate della neve”, realizzata da Fondazione Pordenonelegge.it con il sostegno della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, protagonista lo scrittore Marco Balzano che ha vinto la 3a edizione del Premio Letterario Friuli Venezia Giulia “Il racconto dei luoghi e del tempo”. Il docuvideo – un mediometraggio della durata di 42 minuti – è stato girato in Carnia, a Trieste, Pordenone e in altre sedi della regione, e porta il nome del racconto lungo che Marco Balzano ha composto in veste di vincitore del Premio, ricevuto nel settembre 2022 a pordenonelegge e qualche settimana dopo siglato dalla pubblicazione de “L’estate della neve” per opera dell’editore Italo Svevo. «Con Fondazione Pordenonelegge.it – racconta nel docuvideo il presidente della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga – abbiamo deciso 3 anni fa di istituire un Premio che collegasse strettamente la letteratura e il territorio: un riconoscimento per divulgare l’essenza dei luoghi, non una semplice vetrina, non una fotografia o una cartolina, ma il racconto di persone che vivono il Friuli Venezia Giulia. Dopo i primi focus dedicati ad Aquileia e alla Udine del Tiepolo, quest’anno il racconto del vincitore è ambientato in Carnia, un luogo bellissimo e rappresentativo della regione. Un paesaggio ruvido, che si caratterizza per la sua comunità: illuminare le peculiarità dei luoghi attraverso il racconto è appunto il senso del Premio, il protagonista del racconto ritroverà a poco a poco il senso dell’appartenenza a questa comunità». Marco Balzano conosce bene il Friuli Venezia Giulia, «un territorio di cui si parla ancora poco e con il quale dal punto vista storico non si sono fatti ancora bene i conti», osserva nel corso della video produzione l’autore, che ha vissuto e conosce Trieste. «Ma poi ci sono i libri che ti portano a incontrare molte persone e quindi -aggiunge Balzano – c’è il rapporto di affettività, amicizia e appartenenza costruito con pordenonelegge e c’è anche la Carnia, dove sono tornato spesso per incontri con la comunità e le scuole, tanto da averci ambientato il racconto “L’estate della neve”. Pagine che parlano di memoria, di un protagonista – Martino – che deve improvvisamente ritornare e che, a poco a poco, si troverà a rivedere i progetti futuri. Il Friuli Venezia Giulia ha in sé il senso di percorsi incompiuti e ancora da costruire, e io stesso – svela Balzano – ho in animo di collegare a questo territorio il mio prossimo romanzo. Non è nella montagna che sono nato e vissuto, ma l’impatto con la montagna è stato forte, come si evince nel mio romanzo “Resto qui”, finchè la montagna è diventata paesaggio interiore e una parte di me».
Nel corso della produzione, realizzata per le riprese, il montaggio e la post-produzione di Alessandro Pasian e Francesco Guazzoni, portano la loro testimonianza anche il direttore artistico di pordenonelegge Gian Mario Villalta e i curatori di pordenonelegge Alberto Garlini e Valentina Gasparet, e porta un contributo Tiziana Gibelli in veste di Assessore alla Cultura della Giunta regionale del Friuli Venezia Giulia: «Marco Balzano racconta la Carnia dal punto di vista di chi la conosce, ma non la vive, per questo l’ha descritta a tutto tondo, nei suoi aspetti più e meno positivi. D’altra parte è questo il punto di vista che ci interessa valorizzare attraverso il Premio: lo sguardo di chi racconta la Regione Friuli Venezia Giulia attraverso gli occhi e le parole di chi non ci vive, ma viene a scoprirlo o a ritrovarlo». Aggiunge Gian Mario Villalta che «l’idea alla base del Premio è quella di chiamare qualcuno che guardi alla nostra regione con lo sguardo di chi ne vive fuori, per questa edizione abbiamo focalizzato la dimensione della contemporaneità e inquadrato il territorio della Carnia. Martino Pozzi, il protagonista del racconto di Marco Balzano, gravita fra Milano, la città di elezione, e la Carnia, che aveva lasciato a 18 anni e dove sarà costretto a tornare, nei luoghi delle sue radici: paesaggi dal fascino dimesso che lo porteranno sulla soglia della decisione che potrebbe cambiargli la vita e che accenderanno un ritrovato senso di sè». «Martino Pozzi – commenta Alberto Garlini – appare all’inizio come un personaggio sradicato, ma il suo sentire è quello di un “cercatore di sentieri”. Tornato ad Ampezzo sembra avvenire un nuovo radicamento ai luoghi della sua giovinezza. Balzano indaga il rapporto fra attaccamento al luogo e desiderio di altrove, e l’equilibrio che ricerchiamo per tenere cuciti insieme questi due bisogni». E, spiega ancora Valentina Gasparet, «il rapporto tra radicamento e memoria passa anche attraverso le diverse generazioni. Sarà proprio il figlio di Martino, Filippo, uno studente in partenza per l’Erasmus, a risvegliare il padre e a metterlo di fronte alla semplicità e all’ineluttabilità di una scelta. Perché sentirsi parte di qualcosa è per natura condiviso, in un quotidiano patteggiamento con chi abbiamo vicino».
Attraverso il Premio Letterario “Il racconto dei luoghi e del tempo”, edizione dopo edizione, si compone una mappa di autorevoli “compendi narrativi” legati al territorio regionale. Da Aquileia, scenario elettivo della prima edizione del Premio assegnata allo storico e saggista Valerio Massimo Manfredi, i riflettori si sono spostati nel 2021 sul capoluogo friulano, Udine, e sulla pittura del Tiepolo con la scrittrice Melania Mazzucco. La terza edizione ha offerto l’occasione per ritrovare una scrittura di alta efficacia evocativa, quella di Marco Balzano, scrittore sensibile al legame tra un luogo e l’anima delle persone.

Michele Rech

UDINE – Va a Zerocalcare, alias Michele Rech, per “No Sleep Till Shengal” (Bao Publishing) la 19ma edizione del Premio letterario internazionale Tiziano Terzani, riconoscimento istituito e promosso dall’associazione culturale vicino/lontano di Udine insieme alla famiglia Terzani, nel nome del giornalista e scrittore fiorentino. Lo ha annunciato ieri la presidente di Giuria Angela Terzani Staude, moglie di Tiziano Terzani. Michele Rech riceverà il Premio Terzani sabato 6 maggio a Udine (ore 21, Teatro Nuovo Giovanni da Udine). Sarà il protagonista della serata-evento che costituisce da sempre il momento centrale del festival vicino/lontano, quest’anno in programma dal 3 al 7 maggio nella sua XIX edizione. «Questo premio – ha commentato il vincitore 2023 – significa davvero molto per me. Non lo dico per cerimonia. La figura di Tiziano tra la fine degli anni ‘90 e l’inizio degli anni 2000 è stata uno dei pilastri della mia formazione “civica”. Quando iniziavo a cercare una chiave per leggere il mondo e mi costruivo un pantheon adolescenziale che sapesse indicarmi dei punti cardinali, Tiziano era uno dei miei riferimenti. Essere incluso nella cinquina finalista per me è stato già come vincere».
«Zerocalcare – si legge nella motivazione – ci consegna un reportage di irresistibile presa fin dalla prima tavola, fin dal primo fumetto, che contiene già un universo di pensieri, una visione originale del mondo e l’impegno di una coscienza che è impossibile mettere a tacere”. “No Sleep Till Shengal” è il racconto del viaggio compiuto nella primavera del 2021 da Zerocalcare, insieme a una delegazione italiana, nel nord dell’Iraq, a Shengal. Tra dolore, rabbia, paura, e sempre sotto la guida del dubbio e dell’autoironia, a cancellare ogni rischio di retorica, immagini e parole documentano le condizioni di vita e la lotta della comunità irachena degli ezidi, un popolo sopravvissuto al genocidio dell’Isis, protetto dalle milizie curde, con cui condivide il progetto politico di confederalismo democratico, che prevede uguaglianza di genere, giustizia sociale, convivenza tra i popoli, rispetto per l’ambiente: “Tutta roba che ci serve pure a noi” scrive Zerocalcare, e aggiunge che quelli sono “i posti in cui bisogna stare… tra uomini e donne che stanno capovolgendo una società ingiusta e oppressiva radicata da secoli». Gli fa eco Angela Terzani: «Esattamente come pensava Tiziano, che partiva per imparare dagli altri, non certo per distribuire consigli”. “No Sleep Till Shengal” racconta una storia che la geopolitica ha rimosso dalla sua narrazione e di cui nessuno vuol sentir parlare. Zerocalcare lo fa attraverso il segno essenziale della sua matita, capace di costruire personaggi indimenticabili, icone del nostro tempo e maschere delle nostre nevrosi. Un segno capace di restituire atmosfere e situazioni di dolore assoluto, che esigono silenzio, pudore e rispetto, perché nessuna parola potrebbe raccontarle. “Ed è per questa pietà senza retorica –conclude la motivazione –, che non rinuncia a immergersi nell’abisso di indicibili massacri, pur conservando lo stupore e l’innocenza dello sguardo; per la capacità di raggiungere i giovani e i meno giovani con un linguaggio contemporaneo” che la giuria ha deciso di conferire il Premio Letterario Internazionale Tiziano Terzani 2023 a No Sleep Till Shengal. “Tiziano diceva spesso – ha commentato ancora Angela Terzani – che solo chi lascia il cuore volare è capace di pensare “diversamente”. Ed è questo di cui oggi avremmo bisogno. L’indagine di Zerocalcare, per la sua autentica curiosità e la sua attenzione verso quelli che di solito nessuno ascolta, non può che produrre un pensiero “diverso”, certamente non banale né omologato».
La Giuria che ha assegnato il Premio Terzani 2023 è composta da Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Ettore Mo, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Politeo, Marino Sinibaldi.

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In copertina, Marco Balzano in una immagine di Maria Cristina Traversi.

 

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