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Oggi 19 marzo, alle 17, sarà presentato in diretta streaming il numero 388 della rivista “aut aut”, Prendersi cura delle parole, con la partecipazione di Pier Aldo Rovatti, filosofo e direttore della rivista, di Gian Mario Villalta, poeta, scrittore e direttore artistico del festival Pordenonelegge e, dalla redazione di “aut aut”, della presidente della Sezione Fvg della Società Filosofica Italiana Beatrice Bonato e della psicoterapeuta Ilaria Papandrea. L’incontro, in continuità con gli approfondimenti sul tema del linguaggio proposti nelle ultime edizioni della rassegna “Filosofia in città”, è organizzato dalla Sezione Fvg della Società Filosofica Italiana, con la collaborazione di “aut aut” e di Vicino/lontano, che lancia il suo conto alla rovescia per la 17a edizione del festival, programmata in presenza dal primo al 4 luglio, a Udine. La diretta streaming dell’incontro potrà essere seguita dalla pagina Facebook della SFI-FVG e dal canale Youtube di Vicino/lontano, con la possibilità per il pubblico di intervenire attraverso domande in chat.
È questa la prima presentazione del numero 388 del trimestrale “aut aut”, che ospita contributi di Michele Serra, Pierangelo Di Vittorio, Stefano Bartezzaghi, Gian Mario Villalta, Massimo Recalcati, Davide Zoletto, Ilaria Papandrea, Beatrice Bonato, Donatella Di Cesare, Annarosa Buttarelli, Marco Pacini, Nicola Gaiarin, Giovanni Leghissa, Deborah Borca, Pier Aldo Rovatti. L’incontro offrirà l’occasione per riprendere a dialogare con il pubblico e tenere viva l’attività culturale, nonostante il perdurare dell’emergenza sanitaria, attraverso la riflessione su una pratica sociale che la crisi pandemica mette più che mai alla prova. Il discorso pubblico, infatti, dominato dalla preoccupazione pedagogica di diffondere comportamenti corretti, oppure teso a respingere le eccessive restrizioni in nome delle libertà individuali o dell’economia, riduce e semplifica le parole impiegate, ne piega e ne distorce il significato. Per scongiurare le ambiguità, spesso ne cancella le sfumature. Ma la “malattia” del linguaggio, che si manifesta in una varietà di sintomi, dalla banalizzazione alla violenza, è un fenomeno più generale, di cui abbiamo coscienza da tempo e per la quale fatichiamo a trovare rimedi. Si può reagire a questa assenza di cura? E come farlo senza affrettarsi ad assumere un atteggiamento terapeutico che ripristini la “salute” del linguaggio? Non si rischia così di cadere in una pericolosa illusione di controllo? Nel prendere sul serio l’esigenza di curare/curarsi delle parole, e al tempo stesso di evitare la tentazione di padroneggiarle, il fascicolo di aut aut si muove, come scrive Pier Aldo Rovatti nella premessa, verso “un gesto di etica minima”, ben lontano dal rispetto formale del parlare corretto. Il suo significato si trova piuttosto nell’unione dell’esercizio critico sui discorsi che ascoltiamo con quello della sorveglianza sulla pretesa stessa di giudicarli.

Informazioni sui siti www.sfifvg.eu e www.vicinolontano.it

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In copertina, la ex chiesa di San Francesco, a Udine, fulcro delle proposte di Vicino/lontano.

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