di Giuseppe Longo

Del Porto franco di Trieste si è molto sentito parlare negli ultimi tempi, soprattutto da quando, poco più di due anni fa, fu emanato un decreto del Governo che, attraverso particolari agevolazioni fiscali e normative, ha rilanciato l’attività dello scalo giuliano, facendolo diventare concorrente nei traffici internazionali rispetto ad altri grandi porti italiani ed europei.

Ma il Porto franco, come Istituzione, ha origini ben più antiche. Fu proclamato esattamente 300 anni fa dall’imperatore Carlo VI, padre di Maria Teresa, la sovrana che promosse un generale riassetto urbanistico della città, dandole nuovo slancio sociale, economico e culturale, tanto che Trieste le dedicherà una statua in Ponterosso – proprio in questi giorni un partecipato sondaggio popolare si è espresso sul bozzetto preferito – nel cuore di quello che è appunto conosciuto come “Borgo Teresiano” con quella splendida immagine del Canal Grande che introduce a Sant’Antonio Nuovo.

Il Canal Grande con Sant’Antonio Nuovo e la sovrana Maria Teresa.

Tre secoli di storia che sicuramente pochi conoscono e che saranno rievocati proprio oggi, 17 marzo, con una solenne cerimonia che avrà come centro la chiesa della Beata Vergine del Rosario in piazza Vecchia – il nucleo più antico del capoluogo regionale -, nota anche come “Chiesa degli Asburgo”. E sarà proprio una discendente della Casa d’Austria a rappresentare la dinastia imperiale alla importante manifestazione: l’arciduchessa Gabriela d’Asburgo Lorena, che già aveva partecipato in ottobre alle celebrazioni per i 650 anni del titolo di Cappella Civica nell’ambito della festa patronale della Madonna del Rosario. Ma ci saranno anche rappresentanti dell’Ordine Europeo di San Giorgio con le autorità civili e militari della città.

La visita dell’arciduchessa in ottobre.

Dopo un concerto della Banda Refolo sul sagrato, annunciato per le 16.15, ci sarà un intervento proprio dell’arciduchessa. Nel contempo, sarà rievocata, sotto il profilo storico, l’istituzione del Porto franco. Quindi, alle 17.30, nella chiesa del Rosario, sarà celebrata una Messa cantata in latino – secondo il rito di San Pio V – a suffragio appunto dell’imperatore Carlo VI d’Asburgo (1685-1740) proprio in occasione del terzo centenario della proclamazione del Porto franco di Trieste. “Al termine, sarà intonato, in melodia popolare – si legge sul bollettino parrocchiale – il Te Deum di ringraziamento per tale importante avvenimento per la nostra città”. Il solenne rito sarà accompagnato dalla Cappella corale, diretta dal maestro Elia Macrì, che eseguirà la Messa tardo-rinascimentale “Ascendens Christus” di Tommaso Ludovico da Victoria (1548-1611), il “Proprio” in gregoriano e mottetti di polifonia.

La chiesa della Beata Vergine del Rosario e il maestro Elia Macrì.

Un momento religioso di grande suggestione per ricordare appunto quella importante Istituzione di tre secoli fa che, grazie all’imperatore Carlo VI, segnò il rilancio dell’attività portuale di Trieste che ebbe poi  ulteriore impulso, come ricordavamo, proprio con salita al trono della figlia Maria Teresa, la quale incise in modo determinante per la crescita non solo del porto ma dell’intera città che per l’Impero asburgico era fondamentale e strategica come sbocco sul mare Adriatico e quindi sul Mediterraneo.

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In copertina, l’imperatore Carlo VI.

(I ritratti dei sovrani, da Wikipedia, sono opera di Johann Gottfried Auerbach e Martin van Meytens)

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