di Gi Elle

Quello che è appena cominciato, per il Vigneto Fvg sarà l’Anno del Sauvignon. La nostra regione ospiterà infatti in marzo, a Udine, il prestigioso “Concours mondial du Sauvignon” per la sua 10a edizione. E per il Friuli Venezia Giulia sarà un gradito ritorno, perché la manifestazione si era tenuta con successo già nel 2015.   Come annunciato in questi giorni dal nuovo assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Stefano Zannier, stiamo dunque per ricevere il testimone dall’Austria e la decisione di fissare in Italia il nuovo appuntamento con il prestigioso vino – i cui campioni giungeranno appunto da tutto il pianeta – era stata ufficializzata a Graz, seconda città della nazione d’Oltralpe, al termine proprio della nona edizione.
Ricordiamo che il concorso è una sfida internazionale di altissimo livello fra produttori di molti Paesi, diventato un punto di riferimento mondiale per il Sauvignon e che continua a crescere e riscuotere interesse anno dopo anno. La manifestazione conferisce, inoltre, trofei speciali ai vini che ottengono il più alto punteggio assegnato da una giuria internazionale composta da 70 esperti.

Come detto, già nel 2015 il Concorso era approdato in Friuli Venezia Giulia e l’idea di renderlo itinerante è nata dalla volontà di coinvolgere i Paesi maggiormente rappresentativi nella produzione di questo grande vino, scelta che si sta rivelando vincente. Alla scorsa edizione, tenutasi appunto in Austria – per la precisione nella rinomata regione viticola della Stiria -, avevano partecipato 950 vini iscritti da tutto il mondo, con un incremento dell’11 per cento rispetto all’anno precedente. Per quanto riguarda l’edizione 2019, erano state avanzate diverse candidature da più regioni produttrici di Sauvignon; l’organizzazione ha scelto il Friuli Venezia Giulia che, con il Consorzio delle Doc Fvg e l’Ersa, aveva già ospitato con successo proprio la prima edizione fuori dal territorio francese, nel già ricordato 2015. La nuova assegnazione del concorso alla nostra regione fa sì che questo territorio sia il primo ad ospitare per la seconda volta la rassegna mondiale. E per il Friuli Venezia Giulia si tratterà anche di un importante riscatto dopo la tempesta giudiziaria che purtroppo aveva investito questo meraviglioso vino – come è noto qui si producono vini di qualità eccelsa – poco dopo la riuscitissima edizione del 2015.

Vigneti della zona dei Colli orientali, nel territorio comunale di Manzano.

“Un grazie particolare, anche da parte dei produttori friulani – aveva commentato all’epoca della importante manifestazione, Adriano Gigante, attuale presidente del Consorzio delle Doc Fvg – va a Karin Merriot e a Thomas Costenoble, rispettivamente coordinatrice dell’evento “Italia” e direttore del concorso. L’aver scelto nuovamente la nostra regione rappresenta un grande riconoscimento al lavoro di squadra partito da un’idea del Consorzio tutela vini Friuli Colli Orientali e Ramandolo; nel 2009, un gruppo di aziende si autofinanziò per creare e far partire quello che a suo tempo venne chiamato “Progetto Sauvignon”. Sono stati anni di studio su terroir, fattori genetici, nutrizione, legame con il territorio, vigoria, effetti della defogliazione e maturità aromatica, elementi che hanno portato ad un miglioramento di questo vino bianco su tutto il territorio friulano. Oggi possiamo dire, anche dai dati delle ultime edizioni del concorso, di essere al fianco dei grandi Sauvignon mondiali. Siamo orgogliosi che una piccola regione, come il Friuli Venezia Giulia, possa rappresentare l’Italia ad una competizione internazionale, dove arrivano mille campioni da tutti i continenti. Un grazie va quindi rivolto sia ai nostri produttori, che continuano a ricercare il massimo della qualità per portare sempre più in alto il nome del Friuli Venezia Giulia, sia all’Amministrazione regionale che crede nei produttori e ci aiuta a far conoscere il grande lavoro svolto”.

Adriano Gigante

“Le motivazioni di questa scelta rese note a Graz – aveva affermato nell’occasione, in Austria, il predecessore di Zannier, Cristiano Shaurlisono per noi motivo di grande orgoglio, in quanto legate alla continua crescita qualitativa dei nostri vini, a partire dal Sauvignon, ed alla capacità organizzativa e di accoglienza, già dimostrate nell’edizione 2015. È questa una soddisfazione che voglio condividere con viticoltori, Consorzi e territorio: lavorando uniti, abbiamo dimostrato che per superare momenti difficili non serve lamentarsi bensì credere con forza alle nostre capacità ed alla grande qualità dei nostri prodotti. In un momento in cui si registra una forte crescita di alcuni vitigni nella nostra regione – aveva concluso Shaurli – bisogna accompagnarne e valorizzare la qualità. Parlo di vini come il Sauvignon, che in Friuli Venezia Giulia tocca vette altissime, ma anche dei nostri autoctoni che possono e devono continuare ad essere uno dei biglietti da visita di prestigio della nostra regione, proprio perché qui trovano condizioni e risultati ottimali”.

Come detto, il Concorso si terrà in marzo, esattamente nei giorni 8, 9 e 10, a Udine. Il Sauvignon, grazie alle sue eccezionali qualità aromatiche, è uno dei vitigni più apprezzati dai consumatori di tutto il mondo. Da questa constatazione, è nata l’idea di un concorso mondiale aperto a tutte le regioni di produzione dei due emisferi. “Questo concorso – si legge nel sito ufficiale – è destinato a favorire la promozione dei vini provenienti dal vitigno Sauvignon di buona qualità; incoraggiare la produzione e favorire un consumo misurato; iniziare il pubblico alla ricchezza e alla diversità di questo vitigno. Presente sulla scena internazionale, il vitigno Sauvignon gode del riconoscimento e dell’entusiasmo tanto dei professionisti quanto dei consumatori”.

L’allora assessore regionale Shaurli al Concorso del 2018 a Graz.

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In copertina, ecco alcuni bei grappoli di Sauvignon.

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