(g.l.)  Se c’è una sagra che attinge alla storia e a una lunga tradizione, ebbene è quella di San Pietro a Tarcento – nota anche come “festa della ciliegia duracina” -, che è ormai giunta alle ultime battute. Proprio oggi, infatti, ricorre la memoria del Patrono della “Perla del Friuli” che è venerato in Duomo dove è esposta, come ogni anno, la bella statua del primo Papa con tanto di tiara, quel solenne copricapo che i Pontefici indossavano, assieme a preziosi paramenti, durante le cerimonie più importanti. Ma la festività, come è noto, è stata soppressa poco meno di mezzo secolo fa, per cui la celebrazione è rinviata, come sempre, alla domenica successiva, vale a dire a domani. Così, nella Chiesa arcipretale, alle 11, ci sarà la messa cantata dalla corale “San Pietro Apostolo”, diretta dal maestro Michelini. Al rito tutte le associazioni tarcentine sono state invitate a partecipare con i propri labari. Invece questa sera c’è stata la messa foraniale concelebrata dai sacerdoti di quest’area diocesana alla quale hanno preso parte i rappresentanti di tutte le comunità parrocchiali con le rispettive croci astili.

Sempre domani mattina ci sarà, dalle 8, in piazza Libertà la tradizionale Fiera mercato di San Pietro con annessa mostra-mercato dei prodotti tipici delle Valli del Torre. Alle 9.30 invece nella consueta location del parco sul torrente ci sarà l’apertura dei chioschi e della pesca di beneficenza. A mezzogiorno, dopo la messa solenne, ci sarà il pranzo con la musica di “Sabina”, seguita dalle premiazioni della gara ciclistica. Alle 18.30 esibizione della scuola di ballo “Oasi Danze” di Osoppo, seguita alle 20.30 da una serata danzante con “Renè e la sua Orchestra”.

Ciliegie, storico prodotto di Tarcento.

Al termine uno spettacolo pirotecnico concluderà i festeggiamenti dedicati appunto al Patrono di Tarcento e alle sue famose ciliegie duracine che si possono acquistare ai chioschi e che un tempo erano un vero e proprio vanto dell’agricoltura locale, ma nel contempo anche una non certamente trascurabile fonte di reddito. Oggi, con i tempi che sono di molto cambiati, e con essi anche il tessuto sociale e l’occupazione delle persone, la coltura si è di molto ridotta diventando appena marginale. Ma la fama della Ciliegia duracina di Tarcento – che costituisce una vera e propria varietà autoctona – è ancora tale. E che la sagra di San Pietro concorre a perpetuare e a valorizzare. 

La vicina passeggiata sul Torre. 

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In copertina, il Duomo di Tarcento dedicato a San Pietro Apostolo.

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