Neanche il tempo di godersi il positivo traguardo dei 9 mila spettatori nella stagione appena conclusa, che per il Gruppo cinema della Pro San Vito al Tagliamento è già tempo di rimettersi all’opera con un piccolo ma prezioso post-season tutto dedicato al talento di Pupi Avati, voce del cinema italiano sapientemente in equilibrio tra film d’autore e di genere, protagonista di una mini-rassegna di due giorni oggi e domani. Appuntamento dunque all’auditorium Zotti stasera, alle 21, con una doppia proiezione: “Gli amici del bar Margherita”, commedia firmata nel 2009 dal regista bolognese che ha ricostruito la sua città negli anni Cinquanta, dirigendo Diego Abatantuono, Laura Chiatti, Fabio De Luigi e Luigi Lo Cascio. A seguire, alle 23, il film horror, vero e proprio cult-movie, “La casa delle finestre che ridono”: realizzato nel 1976, permise ad Avati di raccontare come anche nella placida campagna ferrarese attorno a Comacchio si possano nascondere inquietanti segreti (nel film un magistrale Gianni Cavina assieme a Giulio Pizzirani e Francesca Marciano). Ingresso a una proiezione 6 euro, a due 10.
Domani, venerdì, al teatro Arrigoni arriverà alle 18 lo stesso Pupi Avati che si racconterà al pubblico rispondendo alle domande di Valentina Gasparet e Gloria De Antoni. Ingresso libero.

Gloria De Antoni

“Una due giorni speciale – ha affermato il direttore artistico della rassegna cinematografica sanvitese Alessandro Venier – che rappresenta un vero e proprio focus sull’arte di Pupi Avati. Uno sguardo accurato e a 360° su uno dei maestri più importanti del cinema italiano, il quale in prima persona condurrà il pubblico all’interno di un viaggio nel proprio universo creativo, svelando in prima persona gli incontri indimenticabili, i film che lo hanno segnato professionalmente e umanamente e i libri che lo hanno accompagnato durante tutta la carriera. Grazie al Festival Le Giornate della Luce di Spilimbergo e alla collaborazione con la Fondazione Pordenonelegge e il Comune di San Vito, concludiamo davvero in grande stile una stagione cinematografica estremamente positiva”.
“Dopo il meritato riposo estivo – ha aggiunto la presidente della Pro San Vito, Patrizia Martina – inizieremo a pensare alla nuova stagione della nostra sezione cinema, che ha saputo dare vita ad appuntamenti amati e attesi da parte della cittadinanza, confermando il nostro auditorium nel novero delle sale più visitate a livello regionale”.

Prosegue, dunque, con un ricco cartellone di eventi la V edizione della kermesse in corso a Spilimbergo e nelle altre località toccate dalla rassegna che celebra gli Autori della Fotografia del cinema italiano contemporaneo. Il festival “Le Giornate della Luce” –ideato e curato da Gloria De Antoni con Donato Guerra – propone per oggi un intenso cartellone di appuntamenti e proiezioni: dopo l’incontro tra la presidente della Giuria dei giovani, l’attrice Anita Kravos, e gli studenti delle scuole di cinema, la kermesse si sposta alle 17 al Teatro Arrigoni di San Vito al Tagliamento per l’incontro con il critico cinematografico Steve Della Casa e il cantante Shel Shapiro sugli anni d’oro dei “Musicarelli”, fenomeno tutto italiano degli anni Sessanta che univa cinema e musica pop. Al termine la proiezione del documentario firmato dallo stesso Della Casa “Nessuno ci può giudicare” (con Shel Shapiro, Mal, Gianni Pettenati, Rita Pavone, Caterina Caselli e la fotografia di Roberto Forza).

Shel Shapiro


Sempre alle 17 a Spilimbergo attesa al Cinema Miotto un’altra grande protagonista di questa edizione: la regista Wilma Labate conversa con la giornalista Gabriella Gallozzi e presenta il suo documentario “Arrivederci Saigon”.
Da oggi partono anche le proiezioni dei film in concorso per la migliore fotografia: alle 21 al Cinema Miotto in programma “Capri revolution del regista Mario Martone, candidato per la fotografia Michele D’Attanasio.

Cresce intanto l’attesa per i due grandi protagonisti della giornata di domani quando arriveranno al festival il maestro della cinematografia italiana Pupi Avati e l’acclamato regista e sceneggiatore Peter Greenaway. Una decina di anni fa, il regista britannico fece del Cenacolo vinciano l’oggetto di un’ambiziosa installazione multimediale. In occasione del cinquecentenario della morte di Leonardo da Vinci, le luci e i colori di uno dei dipinti più celebri del mondo verranno raccontati al Cinema Miotto di Spilimbergo (domani alle 17) secondo lo sguardo del più visionario dei registi europei, che su quel progetto realizzò il documentario “L’ultima cena secondo Peter Greenaway”. Il documentario racconta come ha realizzato questo progetto che celebra uno dei massimi capolavori dell’arte occidentale facendone oggetto di un’esplorazione e rivisitazione in chiave cinematografica. Se Leonardo rappresentava l’avanguardia del suo tempo, questa visione originale, concepita grazie alle più sofisticate tecnologie, ne rappresenta una sorta di inevitabile appendice contemporanea.
Si prosegue, poi, fino a domenica con le proiezioni dei film in concorso. Gran finale domenica con l’assegnazione dei Premi 2019 e la presenza di Simone Cristicchi.

“L’ultima cena secondo Peter Greenaway”.

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In copertina, Pupi Avati è atteso a San Vito al Tagliamento.

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