di Giuseppe Longo

Si alza il sipario sul “Concours Mondial du Sauvignon” che da oggi, 7 marzo, torna nel Friuli Venezia Giulia per la seconda volta dopo pochissimi anni. E’ infatti Udine a ricevere il testimone da Graz, in Stiria, dove si era tenuta l’ultima edizione. E questa sarà, come anticipa l’organizzazione, l’edizione, la decima, quella dei record: sono infatti ben 1.010 i campioni di Sauvignon recapitati da tutto il pianeta nel capoluogo friulano – quasi il doppio di quelli che si erano presentati al debutto della manifestazione – per essere degustati dalle commissioni internazionali che in sala Ajace, nel palazzo municipale, si riuniranno nelle mattinate di domani e sabato. Ma i risultati non si conosceranno subito: per valorizzare al meglio i produttori premiati, saranno infatti proclamati al ProWein a Düsseldorf, in Germania, domenica 17 marzo.

Un importante riconoscimento, questo del Concorso mondiale del Sauvignon, alla nostra regione, da sempre terra di grandi vini bianchi. Le loro varietà ricoprono infatti circa l’80 % della superficie del Vigneto Fvg e il Sauvignon è tra i vitigni bianchi più coltivati, dietro a Pinot grigio, Glera (Prosecco) e Friulano, cioè l’ex Tocai. Il Friuli Venezia Giulia fa parte di quelle regioni, come il Centre-Val de Loire con Sancerre e Pouilly Fumé, la Nuova Zelanda, il Sudafrica e la già ricordata Stiria, in cui l’aromatico Sauvignon bianco produce vini di eccellente qualità. A confronto con le altre aree viticole del mondo, il clima della nostra regione si inquadra, infatti, in una posizione intermedia tra le situazioni più fredde, definite “Cool Climates”, tipiche del Nord Europa (Valle del Reno e dello Champagne) e quelle più calde dell’Australia e delle regioni più a Sud del Portogallo, ancora nel Vecchio Continente, e della California, in America del Nord.

 

Ma torniamo al Concorso mondiale, vero e proprio, organizzato dall’agenzia belga Vinopres con il supporto organizzativo della Pregi e la collaborazione di Regione Fvg, Ersa, Comune di Udine e Consorzi delle Doc Fvg. Ma anche di altre espressioni della vitivinicoltura regionale, fra cui Assoenologi.

La tre giorni a Udine – presenti enologi, sommelier, distributori, giornalisti e purchasing advisor di diversa provenienza – si aprirà già questa sera all’hotel Astoria, dove gli ospiti saranno accompagnati in un viaggio tra storie, sapori e profumi delle eccellenze regionali. Come evento di apertura, infatti, si terrà la cena-conferenza “La filiera del vino e della vite”. Ospiti dell’incontro saranno Marco Simonit, agronomo ed esperto internazionale di potatura della vite, che si soffermerà, da un punto di vista tecnico, sulla cura del vigneto e sulla microchirurgia viticola. Assoenologi Fvg guidata da Rodolfo Rizzi, invece, focalizzerà l’attenzione sulla viticoltura in regione. Spazio anche all’Anag, assaggiatori di grappa e acquaviti, che con il presidente regionale, Enzo Di Zorzi, descriverà le attività del sodalizio e farà un’analisi su produzione e consumo di grappe e distillati in regione, così come sulle potenzialità della grappa nei mercati mondiali. Apprezzata e conosciuta soprattutto in regione, i riflettori saranno quindi puntati, con l’aiuto di Fulvio Mansutti, anche sulla brovada, dal 2011 riconosciuta con il marchio Dop e ottenuta tagliando a fettine le rape con colletto viola fatte macerare per alcune settimane nelle vinacce, i sottoprodotti della vinificazione.

Queste, dunque, soltanto le premesse. Perché i lavori veri e propri delle degustazioni cominceranno appunto domani mattina.  Una settantina in tutto gli esperti di 23 nazionalità che valuteranno, appunto l’8 e il 9 marzo, i vini presentati al Concorso e provenienti da 24 Paesi di tutto il mondo. Durante le degustazioni, i vini saranno divisi in serie omogenee organizzate in base a criteri quali la categoria, l’origine, le proporzioni dell’assemblaggio e il prezzo di vendita.

Oltre mille, si diceva, i campioni di Sauvignon in gara arrivati dalla Francia all’Italia, dalla Nuova Zelanda alla Spagna, dal Sudafrica all’Austria, dal Cile alla Slovenia solo per citarne alcuni. A farla da padrone saranno i vini francesi con una partecipazione che supera le 500 aziende partecipanti. Seguono Austria e Italia, entrambe circa con oltre 110 campioni in gara e, a seguire, Sudafrica, Spagna, Nuova Zelanda, Cile, Slovacchia, Romania, e via di seguito passando per Svizzera, Repubblica Ceca, Portogallo, Bulgaria, Germania, Slovenia, Messico e altri Paesi.

Guardando al nostro Paese, la regione in assoluto con più partecipanti non poteva che essere il Friuli Venezia Giulia, seguito dal Veneto e Trentino Alto Adige. Ma in concorso ci sono campioni arrivati anche da Lombardia, Piemonte, Toscana, Sicilia e Umbria.

La giuria ha la responsabilità di attribuire le medaglie ai migliori vini in competizione. Nello specifico, è composta da specialisti  scelti con la massima cura tra professionisti che vivono per il vino e grazie al vino durante tutto l’anno: ricercatori, enologi, giornalisti, scrittori e critici specializzati e molti altri. Le tante nazionalità rappresentate garantiscono quindi una diversità eccezionale che permette al Concorso di distinguersi nell’universo dei concorsi enologici. I Paesi da cui arrivano a Udine i giudici sono Argentina, Austria, Belgio, Canada, Croazia, Francia, Germania, Giappone, Gran Bretagna, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Olanda, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stati Uniti, Sudafrica, Svezia e Svizzera.

Le degustazioni, come detto, si terranno nelle mattine di domani e sabato dalle 9 alle 12 circa in sala Ajace. Ma per gli ospiti c’è anche un intenso e interessante programma di visite prevede, dopo un panoramico pranzo sul colle del castello, per il pomeriggio dell’8 marzo un viaggio alla scoperta della Scuola mosaicisti di Spilimbergo, famosa in tutto il mondo. Da lì, gli ospiti saranno accompagnati ai Vivai Cooperativi di Rauscedo che vantano la produzione di 100 milioni di barbatelle. Oltre alla presentazione della struttura, le guide presenteranno le attività di sperimentazione del Centro dove vengono selezionate, clonate e create nuove varietà di vitigni, fra cui quelli resistenti alle tipiche patologie della vite come oidio e peronospora, per cui consentono di ridurre  drasticamente il numero dei trattamenti. Prima della cena, sempre a Rauscedo, saranno offerte delle degustazioni di varietà appunto resistenti ottenute da incroci di Sauvignon blanc e Sauvignon vert con le selezioni clonali più diffuse di Sauvignon blanc.

Il pomeriggio successivo, il 9 marzo, il programma prevede un viaggio alla Balsameria Midolini di Manzano che, con le sue oltre 2.300 botti e botticelle, è annoverata  come la più grande del mondo a tal punto da entrare nel Guinnes dei primati nel 1998. Non poteva mancare, poi, una visita a Cividale, la città ducale riconosciuta Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, prima di dirigersi per una degustazione alla tenuta “Russiz Superiore”, seguendo il suggerimento del Consorzio delle Doc Fvg, e, successivamente, nelle scenografiche cantine medioevali del Castello di Spessa per la cena di gala che concluderà la importante manifestazione dedicata ai Sauvignon di tutto il mondo. E che il Friuli Venezia Giulia ha ancora una volta avuto l’onore di ospitare.

Alcuni bei grappoli di Sauvignon.

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In copertina, campioni di Sauvignon nel precedente Concorso mondiale.

(Foto di copertina e grafici dal sito ufficiale del Concorso)

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