di Giancarlo Martina

Con la tradizionale festa patronale di Camporosso, s’è concluso domenica 1 settembre il ciclo degli appuntamenti con il folclore della Valcanale che ha saputo presentare ai villeggianti il mosaico multicolore caratterizzante una comunità che vive ai confini della nazione, a contatto con le diverse etnie ed anche per questo arricchita da tante particolarità che sono gradite pure agli ospiti.
Ed ancora una volta regina delle manifestazioni popolari è stata l’Alpenfest. Ad aprire l’edizione 2019, il mercoledì antecedente Ferragosto, la interminabile sfilata degli splendidi gruppi in costume arrivati anche da Carinzia, Slovenia e Friuli. Una sfilata in cui sono state applauditissime anche le rappresentanze locali, dagli agricoltori di Ugovizza ai minatori di Cave del Predil, dai gruppi in costume di Fusine e Coccau, nonché del Kanalthaler Kulturverein, alle rappresentanze delle associazioni sportive.

Rituale taglio del nastro e sfilata.

Ad aprire il corteo il Gruppo bandistico Valcanale, il sindaco Zanette e le autorità, i responsabili delle Forze dell’ordine, i comandanti dei reparti militari che operano in loco. Insomma, si può proprio dire che ha sfilato anche la parte operativa della valle. E’ stato un crescendo di colori e di sapori (ai fornitissimi chioschi) che hanno coinvolto gli ospiti, le tante famiglie in vacanza e che hanno potuto godere di una via Roma interamente loro riservata da mercoledì a sabato notte, essendo stato deviato in altre strade il transito delle auto. Appunto, via Roma, dove ha fatto bella mostra fino a sabato anche un mercatino di attività artigianali e manuali, e piazza Unità, con i chioschi delle degustazioni, sono stati i luoghi maggiormente frequentati. Nella via anche artisti per strada per la gioia dei bambini.
Ovviamente, ci sono state anche allegre serate danzanti, mentre in piazzetta Pek è stato ritagliato il luogo apprezzato dai giovani e degli amanti delle passeggiate in carrozza. E nella piazzetta, a ricordo del parà Emanuele Pecoraro, s’è svolta la corsa non competitiva di solidarietà per raccogliere fondi per l’Associazione Donne operate al seno di Tolmezzo, un “abbraccio” solidale di 130 partecipanti d’ogni età.

Folla in via Roma e in piazza Unità.

In vetrina nei locali del palazzo municipale anche la storia dello sci tarvisiano. Con la mostra dello Sci Cai Monte Lussari e i grandi striscioni dedicati ai campioni del passato. Nell’occasione, l’amministrazione comunale ha voluto festeggiare il giorno di Ferragosto l’ultranovantenne maestro di sci Oscar Nicolavcich, cofondatore della Scuola di Sci Tarvisio.
Nella sala consiliare ha avuto successo anche anche la mostra filatelica, numismatica e fotografica sui 10 anni del Trattato di San Germano e su un secolo di vita in Valcanale. Esposizioni a cura del Circolo filatelico numismatico tarvisiano. Esposizioni artistiche in tema storico anche in Torre Medioevale. Gradita, poi, la mostra di pittura di Carlo Faleschini e Mara Vidoni di Treppo Carnico. Durante il Ferragosto Tarvisiano frequentatissimi i rifugi, la ciclabile Alpe Adria, i laghi di Fusine e di Cave del Predil dove ha attratto anche il Giro nell’ex miniera in trenino.
Il Santuario mariano di Monte Lussari ha fatto il pieno di pellegrini. In seguito, a Camporosso, anche la celeberrima “Baite aperte in Val Bartolo”, occasione per migliaia di persone di trascorre una giornata in un luogo incantato fra prati e boschi.

Infine, la festa a Camporosso. 

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In copertina, Alpenfest aperta a Tarvisio dalle note della Banda.

 

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