di Giuseppe Longo

UDINE – Che bella serata al “Giovanni da Udine” con le musiche di Antonio Smareglia e, per finire, di Verdi e Puccini, proposte dalla bravissima Giulia Della Peruta accompagnata al pianoforte da Federico Lovato. Come dire che non poteva avere inaugurazione migliore il 40° anno di attività dell’Accademia di studi pianistici “Antonio Ricci” che ora, sotto la guida di Flavia Brunetto, si appresta ad allestire una intensa stagione di iniziative musicali e culturali, sempre d’alto livello. A cominciare da quella odierna a villa de Claricini, a Bottenicco, dedicata allo scrittore Carlo Sgorlon nel decimo anniversario della scomparsa.
Con due brani tratti dall’opera “Pittori fiamminghi” e uno da “Abisso”, ma anche con altre famose liriche, è stato infatti reso omaggio, a Udine, al genio musicale del compositore di origini istriane e di cultura mitteleuropea – nato a Pola nel 1854, all’epoca dell’Impero Asburgico, morto a Grado nel 1929 e sepolto a Trieste -, del quale si sta registrando una importante rivalutazione, con numerose iniziative non solo nella terra natale, ma anche in Italia, in Germania e proprio in questi giorni in Inghilterra, a Londra, dove è stata interpretata un’opera giovanile, “Caccia Lontana”, composta già all’epoca in cui Smareglia frequentava il Conservatorio di Milano, in piena Scapigliatura lombarda.
Nella splendida cornice del Teatrone, resa ancora più suggestiva da centinaia di piccole luci accese sui palchi – pareva d’essere sotto un cielo stellato -, l’Accademia Ricci ha infatti presentato il 6° Concorso Internazionale di Composizione “Antonio Smareglia” che, nell’ultima edizione, aveva visto l’arrivo a Udine di ben 732 lavori da tutto il mondo, suscitando notevole interesse intorno a questo grande ma, in questi ultimi decenni, ingiustamente trascurato musicista. Il concorso, a cadenza biennale, è infatti cresciuto di anno in anno, soprattutto dopo la sua ambientazione nel capoluogo friulano che, proprio in una logica di rilancio, era subentrato a quella di Grado, dove si erano organizzate le prime edizioni, ricordando che proprio nell’isola il musicista istriano, come detto, aveva chiuso i suoi giorni.

Giulia Della Peruta e Federico Lovato.

Flavia Brunetto

La serata è stata aperta dai saluti del sovrintendente e del presidente del Teatro Nuovo, Marco Feruglio (che è anche direttore artistico per la musica e la danza) e Giovanni Nistri, mentre Flavia Brunetto ha presentato a grandi linee, per non sottrarre tempo al concerto, le iniziative dell’Accademia Ricci per la nuova stagione e quindi lo stesso Concorso Smareglia, sottolineando al riguardo la proficua collaborazione con la Casa musicale Sonzogno di Milano – una delle più prestigiose e blasonate editrici europee -, dello stesso Teatro Nuovo Giovanni da Udine, della Regione Fvg, del Comune e dell’Università di Udine, della Fondazione Friuli e dell’Archivio Smaregliano, curato, nella sua casa udinese, dalla nipote del musicista, Adua Smareglia Rigotti, intervenuta alla presentazione assieme ai familiari e ad altri discendenti. Quindi via all’applauditissimo concerto interpretato dalla calda e trascinante voce del soprano Giulia Della Peruta, accompagnata al Fazioli dal pianista Federico Lovato che ha magistralmente eseguito anche opere soltanto strumentali, come il famoso “Barcarola” dello stesso Smareglia e il brano vincitore del concorso 2018: “La Cathedrale d’Ani”, intensa composizione del belga Jean-Pierre Deleuze, mentre di Ofer Ben-Amots, l’israeliano vincitore della quarta edizione, è stata interpretata la suggestiva “Yo kon amor” per voce e piano. Al termine, dopo l’esecuzione anche di due brani di Francesco Malipiero che fu allievo di Smareglia, ben due bis con splendide arie di Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi che impegneranno nei prossimi mesi il soprano udinese in varie sedi, a cominciare dal famoso Teatro Petruzzelli di Bari.

Una bellissima serata, insomma, per dare il via al 40° anno dell’Accademia Ricci, ma anche per lanciare la sesta edizione del Concorso Smareglia che, come la ricordato la stessa Flavia Brunetto che ne cura la direzione artistica, finora si è articolato in due sezioni: pianoforte solo e pianoforte accompagnato dal canto; inoltre, la presidente ha ricordato la possibilità per un compositore di scrivere anche su testi in lingua friulana grazie alla collaborazione della centenaria Società Filologica.. “Adesso sarebbe bello – ha chiosato – fare un nuovo salto di qualità, aggiungendo la sezione operistica”. Ma è chiaro che questa ulteriore crescita comporterebbe anche una significativa lievitazione dei costi. A ogni modo, anche come è attualmente strutturato, il Concorso internazionale svolge con efficacia il suo ruolo di diffondere e valorizzare a livello planetario il genio musicale di Antonio Smareglia, affinché anche le nuove generazioni possano conoscerlo e applaudirlo. Come fecero i loro antenati udinesi di oltre cento anni fa quando all’allora Teatro Sociale fu rappresentata con grande successo “Nozze istriane”, l’opera verista più popolare e conosciuta di Antonio Smareglia, anche se ultimamente sta registrando una felice rivalutazione anche un altro grande lavoro, “La Falena”, che ha entusiasmato il pubblico tedesco.

Qui e sopra Flavia Brunetto con i musicisti, i discendenti di Antonio Smareglia e altri ospiti.

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In copertina, Adua Smareglia si complimenta con la cantante per la brillante interpretazione delle musiche del nonno.

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