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Ma Spilimbergo non poteva dimenticarsi di Dante nella ricorrenza dei 700 anni della morte. Prosegue, infatti, con un omaggio al Sommo Poeta il festival “Le Giornate della Luce”, ideato e curato da Gloria De Antoni e Donato Guerra. Così, oggi 10 giugno, alle 15, al Cinema Miotto “Dante senza parole (e con)”, con la regista Maria Martinelli e Carlo Montanaro introdotti da Silvia Moras: un evento che nasce dalla collaborazione tra Le Giornate della Luce e il Ravenna Nightmare Film Festival, al quale hanno aderito anche Le Giornate del Cinema Muto e la Cineteca del Friuli.

Dante e la Divina Commedia.

Luce e ombra sono due elementi fondamentali nella trattazione dell’opera dantesca e questo è stato il motivo portante che ha ispirato la collaborazione tra questi Festival che proprio su questi due elementi hanno costruito la propria identità. Il rapporto luce-oscurità, da sempre sinonimo di relazione e contrasto tra bene e male, è una tematica che va a sfociare in vari modi nel meraviglioso e sublime mondo della settima arte. Da un lato “Le Giornate della luce” festival dedicato alla fotografia cinematografica, figlia privilegiata della fonte luminosa, dall’altra il Ravenna Nightmare Film Fest, storica manifestazione dell’omonima città che ha l’onore di ospitare le spoglie mortali di Dante, che fa del lato oscuro del cinema il suo cavallo di battaglia.
A seguire il corto “L’inferno” (1911) di Giuseppe Berardi e Arturo Busnengo, con Giuseppe Berardi e Armando Novi. Girato nelle campagne intorno a Velletri, nei pressi del lago di Giulianella, dichiaratamente ispirato alle illustrazioni di Gustavo Doré, il film racconta in 23 quadri e 18 didascalie le “principali, e più cinematografabili visioni dell’Inferno dantesco – quanto di vero interesse si possa proiettare al pubblico”, come diceva un comunicato della stessa casa di produzione.
Chiuderà l’evento dedicato a Dante la proiezione di “The sky over Kibera” (2019) di Marco Martinelli. Kibera in swahili significa “foresta”, ed è tra le strade labirintiche della più grande baraccopoli di Nairobi che Martinelli ha cercato di reinventare la Divina Commedia in chiave contemporanea all’interno di un progetto che ha coinvolto 150 bambini e adolescenti. Tre ragazzi danno volto e voce a Dante, Beatrice e Virgilio e sono la guida in questo poetico viaggio nella baraccopoli, una “selva oscura” di povertà, conflitto, violenza in cui è rivelata la dimensione universale, e oltre il tempo, della parola dantesca.
Sempre oggi, alle 17, ancora al Cinema Miotto, l’incontro Artigiani sul set: Giuliana Puppin conversa con Ferdinando Vicentini Orgnani, Laura Delli Colli, Guido Torlonia, Silvano Pascolo, Luchino Visconti di Modrone e Paolo Vidali.
A seguire le proiezioni – organizzate in collaborazione con Confartigianato Imprese e con Cata Artigiani Fvg – del documentario di Ferdinando Vicentini Orgnani “I Mestieri del Cinema” (2021) e di “Homemade Cinema” (2012) di Guido Torlonia.

Vicentini Orgnani, Spinotti e Pes.

Non solo attori, registi e produttori, il cinema è anche un’industria che produce lavoro e che necessita di maestranze artigianali e grandi professionisti. Dai tecnici del suono, della luce e della regia, ai maestri di sartoria, esperti specialisti della scenografia così come della scelta dei luoghi in cui girare. A raccontare come questa non sia solo la settima arte, ma anche un settore che produce ricchezza, particolarmente in espansione nella nostra regione, è il lungometraggio “I Maestri del Cinema” girato dal regista spilimberghese Ferdinando Vicentini Orgnani e realizzato da Confartigianato Imprese Pordenone in collaborazione con Camera di Commercio di Pordenone-Udine, Fondazione Friuli, Regione Friuli Venezia Giulia e Myro Communications.
Trasformare un attore in un personaggio, cucire un abito prezioso o un paio di scarpe d’epoca come fossero un’opera d’arte, costruire una scenografia, ma soprattutto dipingerla, “invecchiarla”, facendo diventare il bozzetto di uno scenografo una meravigliosa ricostruzione, tutto questo è “Homemade Cinema”, realizzato da Laura Delli Colli, giornalista, e da Guido Torlonia, che ne firma anche la regia. Il doc racconta la grande famiglia del cinema italiano che ha salvato il patrimonio della sua manualità e di un’arte che tutto il mondo ci invidia.

Gli altri appuntamenti odierni sono alle 10, al Cinema Miotto, con “Un fiore dalle ceneri”: Luca Pallanch conversa con Maura Morales Bergmann e Angelo Bertani. A seguire il Doc Entierro (2020) di Maura Morales Bermann, che ne cura anche la fotografia. Alle 14, sempre al Miotto, la presentazione degli studenti delle scuole di cinema e del presidente della Giuria dei Giovani Luca Verdone. In serata, alle 20.30, la proiezione del Film finalista – Candidato Sandro Chessa – Assandira (2020) di Salvatore Mereu, con Gavino Ledda, Anna Koenig e Marco Zucca. E per Bookciak, Azione! La casa del Poeta, degli studenti del Primo anno Biennio 2019/2020 Laba Libera Accademia Belle Arti di Brescia, coordinati dalla docente Alessandra Pescetta.
Infine, a Pordenone, a Cinemazero, sempre alle 20.30, Una Grande famiglia dietro le spalle: Andrea Crozzoli conversa con Alessandro Rossellini che presenterà il suo documentario The Rossellinis. Roberto Rossellini, uno dei grandi registi del cinema italiano, autore del capolavoro Roma città aperta, è stato un padre anticonformista, che ha avuto moltissime donne e una vita sentimentale così ricca da sconvolgere la rigida società degli anni ‘50. All’età di 55 anni, Alessandro Rossellini, nipote di Roberto, decide di incontrare tutti i componenti della famiglia per comprendere se anche loro siano affetti da una malattia che lui definisce come “rossellinite”.

Alessandro Rossellini

Il festival Le Giornate della Luce è organizzato dall’Associazione Culturale Il Circolo di Spilimbergo con il sostegno di MiC, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Città di Spilimbergo, Fondazione Friuli e Friulovest Banca.

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In copertina, ecco una scena del corto “L’inferno”, rara pellicola del 1911.

 

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