Proiezioni dei film in concorso, incontri con gli autori della fotografia, registi e attori, ma anche percorsi espositivi al festival Le Giornate della Luce, in corso a Spilimbergo fino a sabato 29 agosto. Tra gli allestimenti, s’inaugura oggi alle 12, a Palazzo Linzi, la mostra-omaggio a Gianni Di Venanzo, uno dei più importanti direttori della fotografia del cinema italiano, che contribuì al successo di celebri film degli anni Cinquanta e Sessanta (come “I soliti ignoti” di Monicelli o “Salvatore Giuliano” di Rosi), scelto espressamente da Fellini per 8½. Un omaggio reso con le foto, per la maggior parte inedite, di Paul Ronald, fotografo di scena del film. Foto che documentano il magnifico set: Marcello Mastroianni, Sandra Milo, Claudia Cardinale, Barbara Steele, Rossella Falk, oltre alla troupe e a Fellini stesso, ripresi durante la lavorazione del film. Paul Ronald, che era il fotografo di fiducia di Luchino Visconti, fu impegnato casualmente sul set dell’episodio felliniano “Le tentazioni del dottor Antonio”. Fellini ne apprezzò, oltre che la bravura, anche la discrezione (era abituato all’esuberanza e all’invadenza di Pierluigi, fotografo de “La dolce vita”) e gli chiese di seguirlo per il successivo 8½. Così il fotografo ricorda l’episodio: «Un giorno mi telefona Nello Meniconi, il direttore di produzione di Fellini: “Aspetta, ti passo Federico”. E Fellini scherzando mi dice: “Cosa devo fare? Devo venire con gli Oscar in mano per chiederti di fare il mio film?”. “Vengo subito”. Così mi sono ritrovato coinvolto nell’avventura di 8½». Per anni rimasti nella soffitta del fotografo, gli scatti di Paul Ronald sono tornati alla luce in occasione del centenario felliniano. Negativi donati al curatore della mostra Antonio Maraldia, cui lo lega lunga amicizia. “Gianni Di Venanzo, direttore della fotografia di 8½” sarà visitabile fino al 13 settembre.

Gli altri appuntamenti del festival previsti per oggi iniziano alle 10 (fino alle 12 e poi dalle 15 alle 18) al Cinema Miotto di Spilimbergo con “Un cinema racconta”: con il gruppo Fai di Spilimbergo, un magico viaggio nella memoria alla scoperta della sala cinematografica storica per eccellenza della provincia di Pordenone. Una visita all’ora per un massimo di 15 persone. È consigliata la prenotazione (0427.591170).
Alle 18, a Palazzo Tadea, il concerto del Quartetto Patronum: Matteo Sarcinelli al pianoforte e arrangiamenti, Davide Ceccato al violino e altri strumenti, Alice Populin Redivo arpa e voce e Chiara Monculli ai flauti. Uno spettacolo originale, nato per far rinascere le più belle musiche da film di tutti i tempi. Melodie popolari che tuttavia celano una scrittura complessa e ricca di rimandi. Musica colta a tutti gli effetti, eseguita interamente in arrangiamenti originali che permetterà rielaborando temi, tra gli altri, di Luis Bacalov, Ennio Morricone, Nino Rota e Nicola Piovani di riassaporare le emozioni delle pellicole.

In serata, alle 21, ci si sposta a Sequals alla Tenuta Fernanda Cappello per la proiezione del documentario “Boia, Maschere E Segreti. L’horror Italiano Degli Anni Sessanta” (2019) di Steve Della Casa. Negli anni Sessanta, il cinema horror conosce una stagione di grandi successi in tutto il mondo. Per la prima volta anche in Italia si intraprende la produzione di piccoli film che hanno però un grande successo internazionale, una sorta di approccio italiano a questo genere. Con il contributo di alcuni maestri (Dario Argento, Pupi Avati) e di importanti critici francesi si ripercorrono le particolarità e i punti forti di un’idea originale dell’horror, nel quale l’estetica pop e i contenuti trasgressivi hanno un ruolo molto importante, che rende unica questa produzione italiana nel decennio.Presente in sala l’autore che dialogherà con Silvia Moras. In caso di maltempo, la proiezione avverrà nella sala Kirschner di palazzo Tadea.

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In copertina, Gianni Di Venanzo sul set di 8½ con Federico Fellini; all’interno, lavorazioni di altri film.

CREDIT FOTO: © ph Paul Ronald / Collezione Maraldi

 

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