di Gi Elle

Nasce “Staranzano Slow”, un progetto per la valorizzazione dei percorsi ciclopedonali e ippici alla foce dell’Isonzo – Isola della Cona, un “paradiso” naturale che molti definiscono, giustamente, la Camargue di casa nostra. L’interessante iniziativa sarà presentata nel pomeriggio di oggi, giovedì, alle 18, alla stampa e agli operatori di settore, nella Biblioteca Comunale in sala Del Bianco. Il progetto cofinanziato da Comune di Staranzano e Pro Loco, ha ottenuto uno specifico finanziamento da parte di Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia nell’ambito delle iniziative di CarigoGreen3, percorso triennale per la valorizzazione del territorio attraverso una fruizione a basso impatto ambientale e ad alto contenuto tecnologico, all’insegna di sostenibilità, paesaggio e innovazione. Saranno presenti all’incontro la presidente di Fondazione Carigo Roberta Demartin, il sindaco Ricardo Marchesan, l’assessore al Turismo e Commercio Manuela Tomadin e il presidente della Pro Staranzano, Gian Guido Bellan.

Roberta Demartin

Si tratta, appunto, di un progetto di valorizzazione dei percorsi ciclopedonali e ippici che – partendo da Staranzano come fulcro attrattivo grazie alle sue valenze naturalistiche ambientali, quali la Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo, l’area Natura 2000, il ricco paesaggio rurale e la strategica vicinanza con il polo intermodale Trieste Airport – mira a mettere in positiva sinergia e sostenere le imprese locali con una azione di promozione integrata delle loro attività. Il territorio del Basso isontino è attraversato da una rete di percorsi ciclo-pedonali e ippici che da anni segnalano un flusso crescente di fruitori attirati dalle ricchezze naturalistiche e paesaggistiche che vedono nella Riserva della Foce dell’Isonzo – Isola della Cona – appunto la Camargue Fvg famosa per i suoi cavalli bianchi, introdotti proprio dalla magnifica oasi francese nel Delta del Rodano – luogo di eccellenza per la preservazione dell’ambiente fluviale e delle zone umide lagunari e di risorgiva. Numerose risultano le iniziative promosse sempre più negli ultimi anni dalle associazioni volontaristiche volte alla promozione della mobilità sostenibile. Il territorio tuttavia non ha ancora saputo cogliere economicamente le potenzialità fornite dallo sviluppo di un turismo sostenibile, sempre più attento all’impronta ambientale e al consumo consapevole.

La realizzazione, la cura e la manutenzione delle reti ciclabili devono diventare un programma ordinario delle amministrazioni locali per i tracciati urbani, ma ancor più per l’amministrazione regionale che ha in carico la manutenzione ordinaria delle reti regionali come la ciclabile FVG2 lungo il litorale. I flussi di visitatori si concentrano infatti per la maggior parte lungo la fascia costiera, percorrendo la ciclovia FVG2 e l’Alpe Adria, verso La Riserva Naturale della Foce dell’Isonzo e il litorale gradese. Il progetto ha l’obiettivo di dare visibilità e promuovere il territorio attraverso la valorizzazione delle realtà esistenti, coordinate in una immagine comunicativa comune.
Pensato per un pubblico molto ampio con un bacino naturale nelle vicine Slovenia e Austria, nelle regioni italiane più prossime e nel turismo interno dal Friuli Venezia Giulia, Staranzano Slow propone un approccio al territorio basato sulla scoperta lenta che pone al centro il paesaggio e la natura. La chiave del progetto sono gli oltre 20 gli itinerari diversi, concentrati sul Mandamento, tutti con base a Staranzano, che nel loro snodarsi tra sentieri e canali toccano anche San Canzian, Turriaco, Ronchi dei Legionari e Monfalcone. Specifici itinerari portano anche i visitatori da (e fino a) Grado, Aquileia, Gradisca, Gorizia, Trieste intercettando così flussi turistici più consolidati e incanalandoli in un’area di grande di interesse per il turismo lento, amante della vita all’aria aperta, dell’ambiente e del paesaggio.

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In copertina, ecco i bianchissimi cavalli sull’Isola della Cona alla Foce dell’Isonzo. (Foto Candotto)

 

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