di Giuseppe Longo

E’ allarme prezzi per la carne suina: in appena sei mesi c’è stato un tonfo del 27 per cento! Ma questo dato indica soltanto l’apice di una situazione di pesante crisi che si trascina ormai da lungo tempo, tanto che in Friuli Venezia Giulia sono stati chiusi quasi 400 allevamenti in cinque anni. E non è poco!
Allora, come correre ai ripari? Confagricoltura, ben consapevole della gravità della situazione, ha convocato a gli Stati generali della suinicoltura: l’appuntamento è a Milano il 29 marzo. L’incontro servirà ad accertare se c’è una luce in fondo al tunnel e a vedere se c’è un modo per raggiungerla al fine di raddrizzare le sorti dell’importante settore economico che nella nostra regione fa rima con prodotti di alta qualità come il prosciutto Dop di San Daniele e l’Igp di Sauris. A livello nazionale, invece, con il colosso del prosciutto di Parma. Tutte produzioni che potrebbero risentirne in modo preoccupante, come dimostra già qualche segnale.

Situazione preoccupante per la suinicoltura anche in Fvg.

“L’andamento dei prezzi dei suini pesanti da macello del circuito tutelato (Dop e Igp), quotati ogni settimana nell’ambito della Commissione unica nazionale di Mantova, sono in costante calo e ormai è stata accumulata una flessione del 27 per cento, da ottobre a oggi”, rimarca infatti Confagricoltura Fvg, presieduta da Claudio Cressati, commentando la grave crisi che ha investito il settore suinicolo. «Ciò significa che, in un anno, abbiamo perso un valore pari a 60-70 euro a capo – sottolinea David Pontello, responsabile del comparto suinicolo di Confagricoltura Fvg -. Le cause sono molteplici, ma gli allevatori sono in grande difficoltà. I consumi di carne, in Italia, sono in costante diminuzione; per motivi economici, aumentano le importazioni dall’estero; la Cina ha dirottato parte dei suoi acquisti italiani verso altri Paesi. Finora, gli allevatori del circuito Dop (San Daniele, Parma) sono riusciti a stare a galla ma, adesso, anche qualche salumificio della filiera è in difficoltà».

Claudio Cressati

Tutte situazioni, dunque, che stanno modificando la suinicoltura del Friuli Venezia Giulia, settore che, negli ultimi cinque anni, ha visto ridurre il numero degli allevamenti del 19,7 per cento (ora sono 1.533; erano 1.910, nel 2013) e il numero dei capi allevati del 2,1 per cento (attualmente sono 240.600). Un trend, insomma, in forte picchiata!
E qui parte un pressante appello al governo, affinché prenda in seria considerazione lo stato del settore suinicolo. «È assolutamente necessario ridurre la pressione burocratica sugli allevamenti – sottolinea infatti Pontello –, per non aggiungere ulteriori costi di gestione in una situazione già molto difficile. Poi, serve mettere in atto una serie di accordi con altri Paesi, anche extraeuropei, per promuovere l’esportazione delle eccellenze Made in Italy, come è stato fatto di recente con il Ceta (che riguarda il Canada) e il Giappone»

Ma, sottolinea ancora Confagricoltura, i segnali di una crisi devono essere analizzati tempestivamente per individuare i problemi e prevedere le necessarie contromisure per evitarli. Per tale motivo, l’Organizzazione nazionale ha indetto il citato incontro che si terrà venerdì prossimo, a Milano, con esperti del settore per mettere sotto la lente l’andamento di mercato e tutte le altre numerose problematiche strategiche del comparto per le dovute riflessioni e per fissare un’agenda sindacale con le azioni da intraprendere. Insomma, un completo check-up del settore, con l’individuazione della cura più adatta, prima che sia troppo tardi.

 

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In copertina, prosciutti freschi in lavorazione a San Daniele.

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