di Giancarlo Martina

TARVISIO – “Gli alpini rappresentano un modo di essere, uno stile di vita contraddistinto dal senso di fratellanza, dal rigore morale, dalla lealtà e dalla gioia di vivere nello spirito della solidarietà e dell’altruismo”, ha affermato il sindaco Renzo Zanette portando il saluto della Città di Tarvisio agli alpini che ieri hanno partecipato al Raduno in occasione dei festeggiamenti per il 90° di fondazione del Gruppo Ana “Nevio Artioli”. “Per il prezioso servizio a favore delle nostre comunità, per il passato glorioso legato agli atti eroici, per quel principio di altruismo e volontariato che fa degli alpini un esempio da seguire soprattutto dalle nuove generazioni – ha proseguito il sindaco – proporrò al consiglio comunale il conferimento della cittadinanza onoraria alla Sezione di Udine dell’Associazione Nazionale Alpini”.
All’affermazione del primo cittadino è seguito un caloroso applauso generale. E’ stato un attimo di ulteriore partecipazione a quella che è stata un’autentica festa alpina, in una giornata da incorniciare. E per Tarvisio anche l’occasione per esprimere i sentimenti di più sincera accoglienza e la profonda stima di una comunità “che crede fortemente – ha sottolineato Zanette – nei valori universali di cui gli alpini si fanno da sempre interpreti e custodi: la solidarietà autentica, la disponibilità generosa nei confronti di chi ha bisogno, senza scordare il radicato senso di appartenenza alla Nazione”.

Ed è stata una Tarvisio imbandierata di Tricolori ad accogliere il migliaio di alpini e loro familiari partecipanti al Raduno annuale della Sezione Ana Udine, la quale così ha voluto omaggiare il Gruppo “Nevio Artioli” che nel fine settimana ha festeggiato il 90°  compleanno. La manifestazione si è imperniata sulla lunga sfilata aperta dalla banda sezionale, dai labari delle Sezioni ospiti e da oltre duecento gagliardetti a testimonianza che sono giunte rappresentanze anche da fuori regione.
Le penne nere, da via degli Alpini, hanno percorso l’intera via Armando Diaz passando accanto all’ex caserma Lamarmora e poi per via Roma hanno raggiunto piazza Unità d’Italia – per la Messa celebrata da don Claudio Bevilacqua e l’omaggio ai Caduti nel Tempietto ossario -, dopo avere osservato una sosta in via Roma, al Monumento all’Alpino, per i discorsi ufficiali. Appunto, molto apprezzato l’intervento del sindaco Zanette, mentre, il presidente della Sezione di Udine, Dante Soravito de Franceschi, piacevolmente sorpreso dalla proposta del primo cittadino che ha caldamente ringraziato, ha voluto rinnovare l’invito ai politici di valutare la possibilità, come già fatto dal giornalista Toni Capuozzo, di riproporre una forma di servizio di leva per dare modo ai giovani di maturare una esperienza importante per la loro formazione di cittadini.

Dalle cifre esposte dal presidente Soravito, è apparsa in tutta la sua dimensione la valenza dell’attività svolta dell’Ana Nazionale che nel 2018 ha raccolto 6 milioni e 300 mila euro da destinare alla solidarietà ed ha sommato ben oltre 2.600.000 ore di lavoro di volontariato pari a 71 milioni di euro ed a queste opere benefiche la Sezione di Udine ha contribuito con 56.000 ore di lavoro. Numeri che dicono quanto sia importante per la società italiana quello che fanno gli alpini, un’attività, però, destinata ad esaurirsi se non ci sarà quel ricambio generazionale che potrebbe riassicurare il servizio militare.
Il capogruppo di Tarvisio, Daniele Missoni, nell’occasione ha ricordato i predecessori, consegnando dei riconoscimenti ricordo ai loro familiari o discendenti. Certamente erano altri tempi quando si fondò il gruppo nel 1929 – ha ricordato Missoni -, ma Enrico Codebò, ufficiale del 4° Alpini, seppe instradarlo e guidarlo fino al 1935, quando passò il testimone a Umberto Pio che resse il Gruppo fino al 1943. Quindi dal 1954 al 1960 fu capogruppo Mario Liva e dal 1960 al 1990 Federico Buliani e poi per due anni la carica fu ricoperta da Guido Cibin, poi nuovamente da Buliani per due anni e per 15 anni da Marco Comello, che, appunto, passò il testimone a Missoni nel 2011.

Merita un inciso il trentennio di gestione di Federico Buliani, ufficiale di grande rettitudine essendo stato capitano degli alpini. E da partigiano, pur fedele al Re, dal 1943 aveva guidato le operazioni di sabotaggio in Canal del Ferro, ma con riguardo della popolazione. Con Buliani fu inaugurata la sede di via 4 Novembre nel 1978 e successivamente si potè rendere omaggio al giovane ufficiale Caduto in Russia, Nevio Artioli, grazie a Onor Caduti che provvide a portare a casa i suoi resti ora custoditi nel Tempietto ossario. Per Buliani, tutti ricordano, si trattò del compimento di una missione. Invece non gli riuscì dopo anni di ricerche di trovare il luogo dove i partigiani titini seppellirono il corpo del maresciallo Mario Perotti, prelevato nel 1944 dalla polveriera della Valle del Lago del Predil con l’inganno, per essere ucciso e, purtroppo, il loculo a lui dedicato al Tempietto ossario è ancora vuoto. A conclusione del suo intervento, Missoni ha ringraziato calorosamente i collaboratori della tre giorni di eventi celebrativi. In primis, i Comuni di Tarvisio, Malborghetto -Valbruna e Pontebba ed i rispettivi Gruppi Ana e, fra gli altri, i pompieri volontari di Camporosso e Valbruna, i volontari della Protezione Civile, i curatori delle mostre Leopoldo Komac e Circolo filatelelico Tarvisiano, la Base Logistica Militare di via Romana e le insegnanti della scuola primaria, le quali hanno preparato gli alunni che hanno partecipato al concorso per la scelta dei disegni delle cartoline postali.

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In copertina, a Tarvisio sfila la sezione Ana Udine. All’interno, altre immagini della bellissima manifestazione di ieri.

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