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PORDENONE – Dopo il successo del primo appuntamento nel segno del grande jazz, con l’applaudito concerto di Cinzia Tedesco che ha riletto in chiave jazz celebri arie del melodramma italiano, prosegue la programmazione estiva del Verdi di Pordenone ideata da Natalia Di Iorio e Maurizio Baglini con appuntamenti che si alternano tra gli spazi interni al teatro e il nuovo palcoscenico “open air”. E proprio sul palco di piazzetta Pescheria è in programma per la serata di oggi 11 giugno il primo appuntamento con la prosa. Atteso alle 21 l’intenso reading teatrale di Rosario Lisma “Terra matta” sull’autobiografia postuma del contadino semianalfabeta Vincenzo Rabito, bracciante siciliano semi-analfabeta che per anni ha digitato di nascosto su una vecchia Olivetti la sua storia, regalandoci uno straordinario romanzo storico e di formazione sull’Italia del Novecento. Pubblicata da Einaudi nel 2007 è subito diventata un libro “cult”: forse la più straordinaria tra le scritture popolari mai apparse in Italia, sia per la forza della lingua, sia per l’estro narrativo dell’autore, imprevedibile, umanissimo e strepitosamente vitale. È il “libro del cuore” di Rosario Lisma – uno dei più apprezzati talenti della sua generazione – che ne ha tratto un reading di successo capace di restituirci per intero l’indomabile spirito battagliero dell’autore. Rabito con la sua tragicomica lingua si arrampica sulla scrittura, litigando con la storia d’Italia e con la macchina da scrivere. Ci regala un ritratto fedele dell’italiano medio: furbo, bisognoso, sfortunato, eroico. In costante dialogo con lui il giovane cantautore Gipo Gurrado che esegue sia antiche canzoni popolari che suoi brani originali.
Lunedì 14 giugno spazio ancora alla prosa con “Settanta volte sette”, spettacolo di Controcanto Collettivo, su ideazione e regia di Clara Sancricca, vincitore de I Teatri del Sacro. Una partitura corale, emozionale e raffinatissima, che affronta il tema del perdono e la sua possibilità nelle relazioni umane. Lo spettacolo – programmato, sempre alle 21, sul palcoscenico del teatro – percorre la vita di due famiglie i cui destini si incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi; ma anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito riescano a parlare una lingua comune. Telefono 0434.47624 biglietteria@teatroverdipordenone.it, www.teatroverdipordenone.it

Rosario Lisma

(Foto Gaia Filippi)

PORDENONE – Si conclude oggi il ciclo di tre Dialoghi digitali promosso dall’Istituto Regionale di Studi Europei, a cura dell’esperto Matteo Troìa, già consulente nel Team per la Trasformazione Digitale presso la presidenza del Consiglio dei ministri, oggi impegnato sulla Big Data Analysis e Business Intelligence in Capgemini. Appuntamento, alle 18, sui canali social Irse in prima visione Facebook e quindi sui profili Instagram e Youtube: il terzo e ultimo focus degli incontri sarà dedicato a “L’intelligenza non è artificiale”, titolo e tema del libro firmato per Mondadori dalla relatrice in dialogo con Matteo Troia, l’accademica Rita Cucchiara, professoressa ordinaria presso il dipartimento di Ingegneria «Enzo Ferrari» dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dove insegna Visione Artificiale e Sistemi Cognitivi. Ma Rita Cucchiara è anche coordinatrice del gruppo di lavoro sull’Intelligenza Artificiale del ministero della Ricerca e dell’Università e dal 2018 direttore del Laboratorio nazionale di Artificial Intelligence and Intelligent Systems del Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Il suo saggio “L’intelligenza non è artificiale” ricorda che nel 1983 la rivista Time assegnò per la prima volta nella sua storia il premio di «persona dell’anno» non a un essere umano ma al personal computer: quello fu l’inizio di una rivoluzione tecnologica verso il mondo nuovo, veloce e leggero dell’Intelligenza Artificiale. Oggi lavora con l’uomo nella medicina elaborando migliaia di immagini, nell’industria, nella finanza, supporta la sicurezza nazionale e può diventare pericolosa se progettata o utilizzata in modo sbagliato. Viene spontaneo chiedersi fino a dove potrà spingersi e se ci siano dei confini etici da non valicare. Ma anche qual è il ruolo delle persone nei confronti delle tecnologie che domineranno il prossimo futuro. Gli incontri dell’Irse offrono un aiuto per capire meglio i meccanismi legati alle tecnologie che scandiscono il nostro quotidiano: comprendere come reagire alle sollecitazioni delle nuove tecnologie e come utilizzarle al meglio spesso non è facile., per questo il dialogo con esperti nel campo della transizione digitale e dell’intelligenza artificiale ci sollecita con spunti e riflessioni profondamente umane, in questo tempo dominato dalle macchine. Dettagli e aggiornamenti sul sito https://centroculturapordenone.it/irse

Rita Cucchiara

SPILIMBERGO – Secondo weekend per il festival Le Giornate della Luce di Spilimbergo. Dopo la proiezione di stamane al Cinema Miotto, dove è stato proposto il film finalista per il Quarzo di Spilimbergo Light Award – che sarà consegnato domani, alle 20.30, al miglior autore della fotografia di un film dell’ultima stagione cinematografica – Volevo nascondermi (2020), candidato per la fotografia Matteo Cocco. A seguire il corto Bookciak, Azione! Bly di Martina Ghirlanda, fotografia di Roberta Chiroli e liberamente ispirato al graphic novel “Nellie Bly” di Luciana Cimino e Sergio Algozzino (Tunuè).
Si prosegue poi alle 17, sempre al Miotto, con la Lectio Magistralis di Daniele Nannuzzi “Cinematografia sulle punte” e il suo documentario Onegin (2013). Boris Eifman uno dei più famosi coreografi Russi è l’ideatore di questo esperimento: filmare un balletto con un sistema completamente cinematografico. «Sono stato interpellato da lui – spiega Nannuzzi – e il progetto mi è piaciuto immediatamente. Il Balletto doveva diventare un film, raccontato con primi piani, carrelli, piani sequenza, e punti di vista inconsueti per un palcoscenico. Dopo la rappresentazione al Teatro Mariinski a San Pietroburgo il Balletto è stato smontato e ricostruito in un altro teatro vuoto della città. La tecnica di ripresa è stata abbastanza complessa: quattro telecamere riprendevano la sequenza con quattro angoli e obiettivi diversi, poi si montava un carrello speciale molto veloce con ruote da skateboard perpendicolare al danzatore e ad una velocità pazzesca si ripeteva la sequenza, riprendendola in diversi tagli e primi piani. Eifman ha trasportato i personaggi dell’Onegin di Pushkin ai giorni nostri, precisamente nella “Rivoluzione” del 1991, ponendoli in nuove circostanze più drammatiche, a volte estreme. È stata un’esperienza meravigliosa che mi ha aperto la strada al Teatro Lirico dandomi la possibilità di illuminare molte altre Opere e Balletti tra cui, Casanova in Warsaw e sempre sotto la regia di Eifman Anna Karenina e Rodin».
Sempre oggi, alle 18, in Piazza Duomo, Taverne e vinattieri: Passeggiata a tema con gli Accoglitori di Città per un numero massimo di 6 partecipanti. Per prenotazioni Ufficio Turistico 0427.2274. In serata, alle 20.30 al Cinema Miotto, un altro film finalista in gara, Miss Marx (2020), con candidato Crystel Fournier. A seguire il corto Bookciak, Azione! Isola di Miriam Frosoni.
Altri due appuntamenti alle 20.30: al Cinema Manzoni di Maniago e al Teatro Pasolini di Casarsa – in collaborazione rispettivamente con il Comune di Maniago, Cineforum Maniaghese, Comune di Casarsa della Delizia e Pro Casarsa – la proiezione di Non odiare (2020) di Mauro Mancini con Alessandro Gassmann, Sara Serraiocco e la fotografia di Mike Stern Sterzynski. Entrambe le visioni saranno corredate dal dialogo di Luca Pallanch con Mauro Mancini e Mike Stern Sterzynski.
Atteso per la settima edizione delle Giornate della Luce, domani, alle 16, al Cinema Miotto di Spilimbergo, Il Mago delle Lampade: un omaggio a Giuseppe Rotunno, tra i più importanti e premiati autori della fotografia del cinema italiano e internazionale che ha lavorato con i grandissimi della storia del cinema, da Vittorio De Sica a Pier Paolo Pasolini, da Mario Monicelli a Valerio Zurlini, da Federico Fellini a Luchino Visconti. E non sono mancate le collaborazioni oltreoceano: a Hollywood ha incontrato registi del calibro di Stanley Kramer, Bob Fosse, Robert Altman, Fred Zinnemann, Sydney Pollack, e inoltre è stato il primo direttore della fotografia non americano ad essere ammesso all’ASC (American Society of Cinematographers) nel 1966. Con All That Jazz – Lo spettacolo continua di Bob Fosse nel 1980 ha ottenuto una nomination all’Oscar per la migliore fotografia. Il festival vuole ricordarlo con una chiacchierata corale tra alcuni suoi colleghi, ex studenti e amici. Il festival lo ricorderà con una chiacchierata corale tra alcuni suoi colleghi, ex studenti e amici: Fabio Ferzetti, Gianni Bozzacchi, Sandro Chessa, Caterina d’Amico, Daniele Nannuzzi, Dante Spinotti, Luciano Tovoli con un contributo video di Ludmila Ferolla e in videochiamata Dario Argento.

Daniele Nannuzzi

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In copertina, il concerto di Cinzia Tedesco in piazzetta Pescheria a Pordenone. (Foto Luca d’Agostino)

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