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(g.l.) Due incontri letterari, al mare e in collina, che hanno quale comune denominatore il vino. Quello dei Colli orientali del Friuli, per esattezza. Si comincia oggi a Lignano e si continua domani all’Abbazia di Rosazzo, con libri molto interessanti la cui presentazione sarà coronata da un brindisi con etichette prestigiose, come quelle di Ermacora e di Livio Felluga. Ma andiamo con ordine.

LIGNANO – Al via oggi, 17 giugno, la 23ma edizione degli “Incontri con l’autore e con il vino”, la rassegna che coniuga letteratura e gusto promossa dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito, e curata dallo scrittore Alberto Garlini e dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso. Alle 18.30 al Palapineta nel Parco del Mare, si parte con “Lignano: ti racconto” (La Nuova Base), la collana di racconti brevi ambientati nella città balneare frutto dell’estro narrativo dei partecipanti al corso di scrittura creativa, organizzato dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio e curati da Alberto Garlini nel 2020. A seguire, Pietro Gigante presenta il suo “Timbuctù. La miniera del sale”. Il romanzo è ambientato nell’Africa occidentale francofona, soprattutto in Mali dopo l’indipendenza dalla Francia avvenuta nel 1960. All’epoca, quasi tutti i lavori pubblici, essendo finanziati da Parigi, erano affidati a delle grandi imprese d’Oltralpe. Oltre a poche importanti aziende agricole che fiorivano lungo il Niger, per la povera gente l’unica grande risorsa era la miniera del sale, dove si svolge una delle parti più importanti del libro.

Pietro Gigante


L’azienda agricola Ermacora di Ipplis – che da quattro generazioni è impegnata a interpretare l’essenza del luogo dove affondano le loro radici e concepiscono i vini come prezioso dono per il futuro – presenta e offre in degustazione il Friulano 2020 Doc Friuli Colli orientali. Dal colore giallo paglierino con riflessi verdi luminosi, ha un profumo dal caratteristico aroma di mandorla, crosta di pane, frutta bianca e fiori di campo. Al gusto ha un sapore asciutto e rotondo della mela Golden, della pera e della pesca bianca. All’interno del Palapineta, sarà presente un corner allestito da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri per farsele poi autografare dagli autori. A seguito dell’emergenza sanitaria da Covid-19, i posti sono limitati e sono vietati gli assembramenti. All’ingresso verranno richiesti al pubblico i dati personali, che saranno conservati per 14 giorni. Si consiglia di arrivare al PalaPineta con il modulo già compilato, scaricabile al link https://www.lignanonelterzomillennio.it/download/modulo-tracciabilita.pdf. Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili.

MANZANO – Il diario inedito del soldato friulano Igino Di Giusto, internato durante la seconda guerra mondiale, sarà la terza tappa della rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, curato da Elda Felluga con Margherita Reguitti che conduce, in calendario domani 18 giugno, alle 18, all’Abbazia di Rosazzo. Ospiti dell’incontro saranno monsignor Sergio Di Giusto, figlio di Igino e direttore della Fondazione Abbazia di Rosazzo, e Tommaso Piffer, professore di Storia contemporanea dell’Università di Udine e presidente della Giuria scientifica del Premio FriuliStoria. La testimonianza del militare dal titolo “Da Tirana a Linz”, pubblicata a cura del nipote Davide Zoratti, ripercorre attraverso il diario autografo del nonno i fatti dall’8 settembre 1943 a metà marzo del 1944. Un racconto corredato da fotografie e documenti della deportazione dall’Albania, dove prestava servizio militare, e della prigionia e lavoro forzato in Austria. Una testimonianza scritta su una rubrica tedesca di contabilità subito dopo la liberazione, nel maggio del 1945, riportando appunti scritti su foglietti nascosti per timore di feroci punizioni. Un documento che è memoria che si fa storia di un sofferto periodo della vita del protagonista che i figli Sergio e Graziella con il nipote hanno voluto condividere a cinque anni dalla morte e 100 dalla nascita.
L’autiere Igino Di Giusto arrivò in Albania nel 1941 e vi rimase fino all’armistizio. Il 9 settembre del 1943 fu catturato dai tedeschi e trasferito in un lungo viaggio durato giorni, via terra e mare, allo Stalag 398 nei pressi di Linz a lavorare per l’industria bellica germanica in condizioni terribili di malnutrizione e violenze. Una pubblicazione che ricollega il passato con il presente visto che la fabbrica dove Igino lavorò in prigionia ancora esiste. Si tratta del complesso Voestalpine dove nel 2014 è stato allestito un museo di Storia contemporanea dedicato alla vicenda poco conosciuta degli internati militari
La rassegna “I Colloqui dell’Abbazia. Il viaggio della carta geografica di Livio Felluga”, nasce e cresce grazie alla sinergia fra la Fondazione Abbazia di Rosazzo e l’azienda Livio Felluga che dal 1956 ha come etichetta l’inconfondibile “carta geografica” a significare il forte legame fra il vino e il suo territorio di vocazione. Gli incontri, che si svolgono nel rispetto delle disposizioni di sicurezza anti Covid-19. Obbligatoria la prenotazione all’indirizzo fondazione@abbaziadirosazzo.it, fino a esaurimento dei posti disponibili. La manifestazione è realizzata grazie alla Fondazione Abbazia di Rosazzo, Livio Felluga, il Comune di Manzano e l’associazione culturale Vigne Museum. Informazioni sui siti: www.abbaziadirosazzo.it e www.liviofelluga.it

Di Giusto con la moglie e i nipoti.

 

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