di Giuseppe Longo

Tre aprile, data storica per il Friuli. Proprio in questa giornata di 942 anni fa – era esattamente il 3 aprile 1077 – nasceva come vassallo del Sacro Romano Impero, con la Bolla di Enrico IV, lo Stato Patriarcale e quindi della Patria del Friuli, i cui simboli risiedono soprattutto nella basilica di Aquileia e nel castello di Udine, rimasto famoso per il suo “parlamento”, ma anche nella longobarda Cividale, dove l’ingresso del Patriarca Marquardo di Randeck viene rievocato ogni anno il giorno dell’Epifania.
Una data quindi di grande significato per questa terra e per le sue genti, sebbene non siano molti – bisogna riconoscerlo – a comprenderne il valore e la portata, che significano storia, tradizioni, cultura, spirito identitario. Il tutto inserito però in una cornice più vasta che si chiama Italia ed Europa, ma anche Mondo. Ha scritto giustamente stamattina in un post, suggeritole dalla ricorrenza, Francesca Artico “Noi cittadini del Mondo, ma soprattutto Friulani, riportando la celebre frase con cui Ippolito Nievo definì questa terra “piccolo compendio dell’universo”.

La basilica patriarcale di Aquileia.

E domenica prossima sarà Gorizia sede dei festeggiamenti ufficiali organizzati dall’Arlef, l’Agenzia regionale per la lingua friulana, che dal 2105 ha raccolto il testimone dell’Istitût Ladin Furlan “Pre Checo Placerean”. Risale proprio a quell’anno infatti l’approvazione della Legge regionale numero 6 del 27 marzo, il cui obiettivo è quello di ricordare e valorizzare le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. E il capoluogo isontino non è che la punta di diamante delle celebrazioni che, sparse in tutto il Friuli storico, contano una serie lunghissima di eventi programmati prima e dopo il 3 aprile. Data che, appunto, ricorda – come sottolinea l’Arlef – “l’istituzione che riunì fino al XV secolo il Friuli e molti altri territori in un unico organismo statuale, che per l’epoca raggiunse forme di organizzazione civile molto avanzate. Per il suo significato, il 3 aprile rappresenta un momento importante per la comunità friulana, una vera festa per rievocare e ripensare in chiave moderna le forme di autogoverno e rappresentatività che, per molto tempo, hanno caratterizzato la Patria del Friuli”. E ancora: “Il valore aggiunto di questa fondamentale ricorrenza si manifesta quando si supera il semplice aspetto filologico della celebrazione, uscendo dalla connotazione di rievocazione storica e concentrandosi sui principi di specialità che facevano della Patria del Friuli, grazie al suo Parlamento, uno degli Stati più avanzati per l’epoca”.

Il castello simbolo di Gorizia.

Sarà dunque Gorizia a ospitare quest’anno la Festa del Friuli 2019. L’evento è programmato per domenica 7 aprile, quando i partecipanti si ritroveranno in piazza Vittoria, alle 9.45, per assistere all’esposizione della bandiera del Friuli. L’accompagnamento musicale è affidato al Gruppo bandistico “Tita Michelàs” di Fiumicello, diretto dal maestro Giorgio Cannistrà. La banda accompagnerà poi il corteo verso la chiesa di San Rocco, dove i delegati delle tre diocesi di Gorizia, Udine e Pordenone celebreranno la messa in friulano, con letture e preghiere anche in sloveno e tedesco. La celebrazione sarà accompagnata dal Coro parrocchiale “Santa Lucia”, diretto da Giadia Piani.
Seguirà la cerimonia civile, nella sala Incontro della parrocchia di Borgo San Rocco attigua alla chiesa. L’evento prenderà avvio con l’Inno del Friuli “Incontro al domani” (composto da Renzo Stroili Gurisatti, per i testi, e dal maestro Valter Sivilotti), eseguito dal quintetto femminile ArteVoce Ensemble, cui seguirà lo scambio della bandiera del Friuli. Sarà consegnata al sindaco di Gorizia da un rappresentante del Comune di Valvasone Arzene che aveva ospitato la Festa nel 2018. Sarà poi data lettura della Bolla dell’imperatore Enrico IV, che rappresenta l’atto fondativo della Patria del Friuli, cui seguirà il saluto delle autorità.

Il castello di Udine simbolo del Friuli.

Ricordiamo che la Giunta del Friuli Venezia Giulia, su proposta dell’assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, aveva approvato nelle scorse settimane il Programma per la realizzazione di manifestazioni culturali per la celebrazione proprio della “Fieste de Patrie dal Friûl” 2019-2021, per il quale la Regione ha messo a disposizione dell’Arlef, per quest’anno, 50 mila euro.

“La Festa della Patria del Friuli valorizza le origini, la cultura e la storia di autonomia del popolo friulano. La Giunta Fedriga vuole dare sostegno e continuità ad una ricorrenza che rappresenta un momento importante anche per rievocare e ripensare in chiave moderna le forme di autogoverno e rappresentatività che, per molti anni, hanno caratterizzato la Patria del Friuli”, aveva indicato Roberti, ricordando come da quasi 40 anni, vengono organizzate su tutto il territorio friulano diverse manifestazioni culturali per celebrare la Festa della Patria del Friuli che culminano in un unico evento organizzato ogni anno in un Comune diverso.
“Quest’anno la manifestazione principale della “Fieste de Patrie dal Friûl” si terrà il prossimo 7 aprile a Gorizia – aveva aggiunto l’assessore -, mentre nel 2020 sarà ospitata dal Comune di Udine e nel 2021 sarà invece individuato un Comune del Friuli Occidentale”.

Al Comune ospitante è stata riservata una linea specifica di finanziamento, pari a 7.500 euro per l’organizzazione della manifestazione principale e per la realizzazione di iniziative culturali.  Pari cifra sarào utilizzati dall’Arlef per informare e promuovere la “Fieste de Patrie Friûl” fra la cittadinanza, in particolare attraverso i media.
I restanti fondi, pari a euro 35 mila euro, sono stati destinati a tutti gli altri Enti locali, mediante apposito bando emanato dall’Arlef, per finanziare le iniziative volte a far conoscere e/o approfondire la lingua, la storia e la cultura friulane, rendendo partecipi soprattutto le generazioni più giovani, diffondere ulteriormente la conoscenza e l’uso dei diversi strumenti linguistico-informatici esistenti, come il “Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan” o il “Coretôr Ortografic Furlan” ma anche per far conoscere la letteratura friulana e il mondo dell’editoria in lingua friulana e a favore di rappresentazioni teatrali e concerti musicali di qualità in lingua friulana.

Sono passati, dunque, oltre nove secoli da quel 3 aprile 1077 e da quella Bolla di Enrico IV. Ma quella data conserva il suo valore e significato anche nel Friuli di oggi, come dicevamo, aperto al Mondo, ma che deve rimanere fedele alla sua storia e alle sue origini. Perché, come è noto, per guardare al futuro bisogna conoscere anche il proprio passato.

La basilica di Cividale.

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In copertina, la bandiera del Friuli che ricorda lo Stato Patriarcale.

(Foto Arlef e Wikipedia per basilica di Aquileia e castello di Gorizia)

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