Dopo 12 settimane di sospensione delle iniziative in presenza a causa della pandemia Covid-19, il Conservatorio Tartini di Trieste riparte ufficialmente con alcune attività strumentali per le quali sarà consentito l’accesso a studenti e docenti: la musica torna finalmente a Palazzo Rittmeyer, sede della storica istituzione musicale nel cuore del Borgo Teresiano. «Ci eravamo rapidamente riorganizzati, nel giro di poche settimane, per proseguire con l’attività didattica attraverso la formazione a distanza, utilizzando protocolli didattici online ufficiali e unificati – spiega il direttore Roberto Turrin –. Un know how che resterà prezioso valore aggiunto per i prossimi anni. Ma adesso finalmente riapre una parte dell’attività didattica in presenza, per cui sarà possibile accedere per motivi di studio solo agli studenti impegnati nelle prove di profitto e nelle prove finali di giugno».

Il direttore Roberto Turrin.

Dall’inizio del mese prossimo, infatti, saranno autorizzate alcune lezioni individuali, due o tre, per i candidati agli esami che potranno frequentarle in sede con i docenti preparatori. E dalla stessa data potranno essere autorizzate almeno 4 ore di prove assieme ai pianisti collaboratori. Dal 4 al 6 giugno è previsto lo svolgimento degli esami di profitto collegati alle prove finali che, dal 10 al 13 giugno, saranno di carattere pubblico e verranno effettuate in streaming sul canale youtube del Conservatorio, per salvaguardare la qualità della prova performante. In sede, il candidato sarà presente assieme a un tecnico preposto alla cura del suono e ai collegamenti digitali e ad un componente della commissione, mentre gli altri 6 membri assisteranno da remoto. «A salvaguardia della qualità dell’offerta didattica, il Tartini mantiene la prova performante in diretta streaming e in sede – osserva ancora Turrin – non abbiamo considerato utilizzabili, per queste prove, supporti digitali che riteniamo inadeguati per le discipline strumentali. Per lo stesso motivo, grazie agli ottimi rapporti internazionali costruiti nel segno della cooperazione con le istituzioni didattiche europee, oltre ai nostri 28 candidati in sede, abbiamo ammesso quattro studenti stranieri con esami in streaming dalle Accademie partner dei Paesi dove erano rientrati causa Covid-19: Albania, Macedonia, Bulgaria e Croazia. Una sinergia resa possibile dall’implementazione del network Ceman per Istituzioni di alta formazione musicale dell’Europa Centro-orientale: la rete didattica internazionale che, da molte stagioni d’intesa con l’Ince, sosteniamo con impegno».

La riapertura del Conservatorio Tartini alla didattica in presenza è possibile nel rigoroso rispetto del Documento di valutazione del rischio Covid-19 predisposto dai responsabili sanitari e formalizzato come protocollo: sono già in dotazione dispositivi sanitari come le mascherine e i dispenser igienizzanti, gli utenti saranno accolti da una cartellonistica di prevenzione ben visibile, gli uffici sono dotati di plexiglas estesi per ciascuna postazione e lo stesso materiale tutelerà nel corso delle lezioni e delle prove gli studenti e docenti esecutori. Tutto il personale addetto alla sanificazione potrà contare anche su camici biologici.
Dal 20 maggio sono riaperti anche i servizi di biblioteca e sono ripartite le iscrizioni in vista dell’Anno Accademico 2020/21, per le quali la deadline è 15 luglio 2020. Gli esami di ammissione si svolgeranno in presenza nel mese di settembre, per gli studenti stranieri sarà ammessa la modalità video secondo i criteri previsti dal programma Erasmus. Ma c’è di più: il Conservatorio sta predisponendo uno straordinario Open Day 2020 in modalità digitale. Un’opportunità in streaming per conoscere meglio la proposta formativa del Tartini, con open-chat e canali diretti con i coordinatori dei dipartimenti musicali.

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In copertina, il rilevamento della temperatura corporea all’ingresso di Palazzo Rittmeyer, a Trieste.

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