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Importante cancellazione a causa dell’aggravarsi della pandemia. Il secondo appuntamento del festival di musica contemporanea Trieste Prima in programma domani, alle 18, on-line, trasmesso in diretta dal Conservatorio Tartini di Trieste, non si farà. Questo per le diverse incertezze organizzative in materia di cultura e gestione degli spazi che hanno portato l’organizzazione Chromas a privilegiare la prevenzione e il buonsenso, rinviando a data da destinarsi il concerto nato in collaborazione con la Scuola di Musica e Nuove Tecnologie dello stesso Tartini e i giovani e talentuosi pianisti Maria Iaiza e Luca Chiandotto che si sarebbero dovuti esibire in un recital dedicato al compositore tedesco Karlheinz Stockhausen, maestro d’avanguardia del XX secolo, tra i massimi esponenti della musica elettronica, aleatoria e seriale. “Mantra” era l’opera in programma, del 1970, composta per due pianoforti e modulatore ad anello, lavoro esemplare anche per gli intenti programmatici di questa edizione di Trieste Prima che vuole indagare “La musica nel tempo”. Con la regia del suono affidata a Giorgio Klauer, la composizione di Stockhausen nel capoluogo giuliano sarebbe stata con molta probabilità una prima assoluta, esempio concreto del concetto di elaborazione elettronica del suono di due pianoforti, cui si aggiungono rintocchi rituali per un effetto del tutto inconsueto, paragonabile ad una sorta di espansione tecnologica del pianoforte preparato di John Cage. Tutte le informazioni sui prossimi appuntamenti del festival e su eventuali rinvii o annullamenti, sono consultabili sul sito chromas.it

Maria Iaiza

Luca Chiandotto

Intanto, sempre al Tartini, ha avuto molto successo lo storico esperimento del progetto LoLa, nell’ambito del quale tre solisti suonano da tre città diverse, ma la partitura è comune e i tre musicisti appartengono allo stesso Jazz Trio. E’ infatti l’ultima frontiera della tecnologia LoLa 2.0 (Low Latency), la nuova versione del sistema messo a punto dal Conservatorio di Trieste con la Rete Garr, per suonare e fare didattica superando i confini geografici e riducendo a livello impercettibile le latenze dovute alla distanza, con una qualità audio e video altissima. Il test è avvenuto durante il Congresso 2020 dell’Associazione Europea dei Conservatori, con i musicisti “disseminati” in diverse città del Vecchio Continente: a Trieste si trovava il violinista Sebastiano Frattini, mentre il contrabbassista austriaco Christian Kalchhauser si esibiva, in sincrono, in collegamento dall’Università di Musica e Arti Performative di Vienna, e il pianista Blaz Avsenik si trovava invece all’Accademia della Musica di Lubiana. Una seconda formazione del Trio si è esibita con la pianista Kirke Karja nella sede dell’Accademia di Musica e Teatro di Tallinn, in Estonia, in sostituzione del pianista sloveno.

Fare musica in contemporanea tra due sedi era già possibile con la prima versione di LoLa, ma questo nuovo test ha reso possibile estendere a tre i luoghi collegati, utilizzando fino a quattro telecamere per una migliore esperienza della performance live. «Una modalità che risulterà utilissima anche per la didattica da remoto – spiega il direttore del Conservatorio Tartini, Roberto Turrin -. LoLa esordiva nel 2010: dieci anni dopo, nel 2020 pandemico,l’interazione a distanza è diventata una necessità stringente. Per questo il Conservatorio Tartini è lieto di poter presentare una tecnologia ulteriormente innovativa, che conferma l’istituzione triestina fra le realtà di formazione musicale più avanzate in Italia e nel mondo per l’adozione di nuove tecnologie applicate all’educazione musicale». Fondamentale per raggiungere questo risultato è stato il progetto Swing, nell’ambito del quale è stato possibile mettere a frutto le nuove soluzioni tecnologiche. Swing è un progetto finanziato nell’ambito del programma Erasmus+ e dal 2018 lavora alla creazione di un nuovo profilo di insegnante di musica, in grado di lavorare con le più avanzate tecnologie Ict e con il loro utilizzo ai fini di arricchire la didattica musicale. «L’inaugurazione di una innovazione è sempre emozionante”, racconta Claudio Allocchio, coordinatore del progetto Swing e Senior Technical Officer Garr. “Vuol dire rispondere – aggiunge – ad esigenze ben definite. Nel progetto Swing abbiamo un’interazione continua tra i docenti e gli studenti, che usano la tecnologia, e coloro che la tecnologia la sviluppano. Questo approccio è fondamentale per lavorare su ciò che è utile davvero».

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In copertina e qui sopra immagini del riuscitissimo esperimento LoLa 2.0: il violinista del Conservatorio Tartini suonava in sincronia con i musicisti collegati da Vienna e Lubiana.

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