di Giuseppe Longo

Udine “capitale” mondiale del Sauvignon. Per tre giorni, questa settimana, il capoluogo friulano sarà infatti sede dell‘importante concorso enologico riservato a uno dei più celebri vini bianchi cui anche il Vigneto Fvg ha dedicato, soprattutto negli ultimi decenni, particolare attenzione con risultati qualificativi che si sono fatti apprezzare ovunque, anche a livello internazionale. Questo vino, grazie alle sue eccezionali qualità aromatiche, è infatti uno fra i più apprezzati dai consumatori di tutto il globo.
Conto alla rovescia, dunque, per il Concours Mondial du Sauvignon che, dopo l’Austria – Graz aveva accolto la precedente edizione -, torna in Friuli Venezia Giulia dopo pochi anni. A Udine sono arrivati più di mille campioni da una ventina di Paesi che nei due emisferi coltivano questa varietà di origine francese e che si è perfettamente acclimatata anche nella nostra regione, tanto da divenirne di fatto un vitigno “autoctono”. E in città sono attesi una settantina tra degustatori, giornalisti, esperti e critici di 23 nazionalità diverse pronti a valutare i vini presentati da cantine di tutto il pianeta.
L’apertura è fissata per la sera del 7 marzo con una cena-conferenza sulla filiera del vino. Quindi venerdì e sabato le degustazioni a palazzo D’Aronco, sede municipale, e “uscite” sul territorio regionale alla scoperta delle eccellenze tra storia, cultura ed enogastronomia. Come è noto, i risultati saranno proclamati al ProWein di Düsseldorf, in Germania, domenica 17 marzo.
È tutto pronto, insomma, per questa 10ma edizione del Concorso Mondiale del Sauvignon che il capoluogo friulano ha appunto il privilegio di ospitare grazie alla manifestazione organizzata dall’agenzia belga Vinopres con il supporto organizzativo della Pregi e la collaborazione di Regione, Ersa, Comune di Udine e Consorzi delle Doc Fvg. Ma anche di altre espressioni della vitivinicoltura regionale, fra cui Assoenologi.

 

Una settimana molto importante, dunque, per il Vigneto Fvg che già oggi vedrà porre l’accento su un altro grande bianco di cui si è parlato molto negli ultimi tempi: la Ribolla gialla. E’ stata infatti convocata per questo pomeriggio la filiera vitivinicola – il cosiddetto “tavolo verde” – che dopo il nulla di fatto di gennaio tenterà di fare una sintesi delle trattative fra i soggetti interessati avvenute in queste settimane al fine di trarre le conclusioni sulla possibilità di un accordo per la tutela del vino, molto apprezzato in questi ultimi anni anche nella forma spumantizzata. Erano rimasti in sospeso soprattutto i problemi relativi alle rese per ettaro, anche se non si era raggiunta un’intesa neanche sul sinonimo del vitigno, in quanto il nome Ribolla gialla dovrebbe essere riservato soltanto al vino prodotto in Friuli Venezia Giulia che annovera questa varietà autoctona fra le più antiche. L’auspicio è dunque che si sia finalmente raggiunto un accordo e che il vertice odierno porti a una proposta condivisa di disciplinare da inviare al Ministero dell’Agricoltura per tentare di ottenere il riconoscimento richiesto fin dalla prossima vendemmia.

Grappoli di Ribolla gialla.

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In copertina, il Sauvignon celebrità mondiale in scena a Udine.

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