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La musica come strumento per superare le difficoltà di questo 2020 segnato dal Covid-19: le cooperative pordenonesi che gestiscono scuole di musica nel rispetto delle norme sanitarie stanno proseguendo in sicurezza la loro attività didattica, sia in presenza che online, conscie che – sia adesso che l’emergenza è nel vivo come anche quando si spera tutto sarà passato – note e melodie potranno essere alcuni dei mattoni su cui ricostruire la società e soprattutto l’educazione dei più giovani. Un mondo, quello delle cooperative musicali del Friuli occidentale, che conta quattro realtà, un centinaio di insegnanti e oltre 1500 allievi: l’attuale crisi sanitaria per loro si sta trasformando in crisi economica, anche perché il mondo dello spettacolo al momento non ha avuto accesso ancora ai ristori. “La musica continua, visto che le cooperative sono pienamente operative. Pur nel difficile momento attuale – ha spiegato il presidente di Confcooperative Pordenone, Luigi Piccoli – stanno cercando di garantire il servizio alle comunità in cui sono attive. I recenti chiarimenti della Protezione civile regionale hanno evidenziato come le lezioni individuali nelle scuole di musica siano permesse in presenza, ovviamente rispettando le norme anti-contagio: a questo si stanno aggiungendo una serie di interessanti iniziative a distanza che grazie alle tecnologie digitali permettono il rapporto docenti-alunni. La situazione è pesante, soprattutto dal punto di vista economico, ma si cerca di guardare al futuro con fiducia: Confcooperative Pordenone è al loro fianco per sostenere i loro progetti”.

Luigi Piccoli


Polinote Pordenone ha 40 insegnanti e 700 allievi. Durante il primo lockdown di primavera ha garantito le lezioni online e con l’estate e prima parte dell’autunno era ripartita con le lezioni in presenza. Ora la seconda ondata ha fatto ripartire la didattica a distanza e le lezioni individuali, anche se rimangono diverse problematiche, come quelle economiche, da affrontare, condizione che coinvolge pure le altre cooperative. “Quest’ultima chiusura – spiega la presidente Giulia Romanin – mette in discussione non tanto l’attività del singolo insegnante, ma un impegno imprenditoriale e sociale a favore della collettività. Fare impresa culturale e creativa comporta molto impegno, non è un passatempo: scegliendo di costituirci in cooperativa ci siamo vestiti di una forma giuridica che si impegna ad assumere i propri insegnanti e insieme a loro a generare e creare lavoro e cultura. Per tutti i nostri operatori ed i nostri insegnanti, abbiamo attivato gli ammortizzatori sociali e per quanto possibile la cassa integrazione. Paghiamo affitti mensili, una miriade di spese fisse. Qui sono a repentaglio le scuole di musica, il lavoro di molti, il lavoro di una vita. La nostra cooperativa garantisce l’insegnante, ce la mettiamo tutta per garantirgli una sede, un contratto, lavoro, sicurezza”.

Accordo cooperativa sociale onlus ha 28 docenti che operano in 17 sedi per un totale di 560 alunni che svolgono attività musicale continuativa. Fornisce, inoltre, l’intero corpo insegnanti alla Scuola di musica Città di Pordenone. “La nostra realtà – spiegano Marco Lagni, presidente della cooperativa, Massimo Micossi, presidente della Scuola di musica, e Massimo Mascherin, direttore artistico – si distingue, tra tutte le 14 scuole friulane e venete iscritte al Cosmus (Coordinamento delle scuole di musica), come una delle due realtà che vantano il maggior numero di allievi che hanno sostenuto esami presso i Conservatori di Musica negli ultimi tre anni. I nostri allievi, inoltre, hanno ottenuto voti eccelsi in esami per Certificazione Abrsm (circuito della Royal Academy of Music di Londra). Siamo una scuola dalla didattica innovativa e sensibile alla disabilità e all’inclusione che propone corsi specifici con docenti specializzati. Lavora offrendo progetti musicali continuativi in asili, scuole d’infanzia, scuole elementari e scuole medie”.

Farandola Pordenone è attiva nei laboratori di tecniche espressive musicali per bambini dai 5 agli 11 anni denominati Musicandola e organizzati insieme al Centro psicologia e ricerca di Latisana dello psicologo Luca Fabio Bertolli. La coordinatrice Valentina Gerometta ha recentemente partecipato, assieme ad altri membri del Cosmus a un incontro online con il prefetto di Pordenone, Domenico Lione, al quale è stata esposta la situazione del comparto, trovando un canale di dialogo leale e aperto con l’esponente dello Stato. “L’incontro è stato cordiale e costruttivo – racconta -: si spera possa sbloccare la situazione, anche se non sarà in tempi brevissimi. Il prefetto è apparso persona disponibile, con la quale poter costruire un rapporto di collaborazione. L’osservazione che facciamo alle normative è che noi lavoriamo in collegamento con il Conservatorio, che siamo le scuole che preparano a entrare in esso, del quale siamo la scuola elementare e media e non solo de facto, ma, in virtù delle convenzioni, anche de iure. Per questo la nostra attività dovrebbe continuare”.

SoundCem, infine, da poco insediatasi a Pordenone, ma che è attiva in diversi Comuni, e conta una partecipazione attiva di allievi (bambini, ragazzi e adulti) che supera i 350 iscritti. L’emergenza sanitaria ha portato all’attivazione della didattica a distanza. “Diversi studenti – ha spiegato il presidente Fabio Botosso – hanno accettato di condividere le lezioni online, ma tanti altri riconoscendo il valore della presenza con il docente e lo scambio diretto delle emozioni in aula hanno preferito sospendere, in attesa di poter riprendere le lezioni in presenza. Nel frattempo, la nostra scuola si è impegnata a soddisfare tutti i requisiti necessari per poter riprendere in sicurezza, sospendendo tutte le attività di gruppo e proseguendo solo con lezioni individuali”.

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