di Giuseppe Longo

Con il canto del “Te Deum” e del suggestivo “Inno Imperiale” si sono concluse domenica sera, nella chiesa della Beata Vergine del Rosario in piazza Vecchia, le celebrazioni religiose per i 300 anni dell’istituzione del Porto franco a Trieste da parte di Carlo VI, padre di Maria Teresa, la sovrana che promosse un generale riassetto urbanistico della città. Tre secoli di storia che sono stati rievocati con una solenne cerimonia in quella che è nota anche come “Chiesa degli Asburgo”.
Ed è stata proprio una discendente della Casa d’Austria a rappresentare la dinastia imperiale alla importante manifestazione commemorativa: l’arciduchessa Gabriela d’Asburgo Lorena, la quale – come avevamo già ricordato domenica – aveva partecipato in ottobre anche alle celebrazioni per i 650 anni del titolo di Cappella Civica della chiesa mariana nell’ambito della festa patronale. Ma c’erano, tra gli altri, anche rappresentanti dell’Ordine Europeo di San Giorgio.

Un momento del Te Deum e la chiesa.

Durante il rito è stata celebrata una messa cantata in latino – secondo il rito di San Pio V (lo stesso che era in uso durante l’epoca imperiale)– a suffragio appunto di Carlo VI d’Asburgo (1685-1740). Al termine, è stato intonato in melodia popolare il “Te Deum” di ringraziamento per l’importante istituzione che dette grande impulso per la crescita economica e sociale della città. Il solenne rito è stato accompagnato dalla Cappella corale, diretta dal maestro Elia Macrì, che ha eseguito la Messa tardo-rinascimentale “Ascendens Christus” di Tommaso Ludovico da Victoria (1548-1611), il “Proprio” in gregoriano e mottetti di polifonia. Il suggestivo repertorio musicale è stato infine coronato dalla esecuzione del famoso “Kaiserhymne”, il già ricordato “Inno Imperiale” che fu composto da Franz Joseph Haydn nel 1797, rimasto colpito a Londra dalla bellezza e dalla maestosità di “God Save the King”, tanto che rientrato a Vienna volle scrivere qualcosa di simile che potesse suscitare uno spirito patriottico fra i sudditi.

La bandiera imperiale.

Al termine della messa solenne – celebrata in una chiesa gremita dal parroco don Stefano Canonico assistito da due diaconi -, l’arciduchessa Gabriela d’Asburgo Lorena si è soffermata ancora a lungo per i saluti e per autografare a ognuno dei presenti la bella cartolina rievocativa della visita di Carlo VI a Trieste nel 1719, stampata in un numero limitato di copie a ricordo della manifestazione indetta per ricordare appunto quella importante Istituzione di tre secoli fa che, grazie a quel sovrano illuminato, segnò il rilancio dell’attività portuale che ebbe poi ulteriore impulso proprio con la salita al trono di Maria Teresa, la quale incise in modo determinante per la crescita non solo dello scalo marittimo ma dell’intera città, anche sotto il profilo artistico e culturale. E a lei la città giuliana è grata, tanto che le dedicherà a breve un monumento in Ponterosso, cuore di quel quartiere conosciuto appunto come “Borgo Teresiano”.

La cartolina commemorativa sottoscritta e l’arciduchessa durante gli autografi.

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In copertina, Gabriela d’Asburgo mentre firma e saluta.

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