di Gi Elle

Oggi, 13 giugno, ricorre la festa di Sant’Antonio da Padova. E proprio in coincidenza con questo giorno, secondo tradizione, salgono le mandrie all’alpeggio dando vita a quella speciale stagione, per gli allevamenti, che sa regalare i migliori prodotti della zootecnia perché il latte ottenuto con le erbe e i fiori di alta montagna regala a formaggi e ricotte sapori e aromi inimitabili. E a valle cosa si fa nel frattempo? Qualcosa di molto importante e invitante, legato all’ambiente incontaminato, ai boschi, insomma alla natura. Tanto che proprio oggi, a Malborghetto-Valbruna, comincia “Risonanze”, il festival del “legno che suona”.

A MALBORGHETTO-VALBRUNA – Legno da toccare, da suonare, da ascoltare, da gustare, da annusare. L’anima della corteccia ha linee precise. Un giorno diventerà violini, viole, violoncelli o archi. Oggi, invece, al posto di questi strumenti ci sono i maestosi “abeti di risonanza”. Ma protagoniste a “Risonanze” sono tutte le possibili declinazioni del legno. Il legno diventa il protagonista assoluto di una “tre giorni” di musica, arti figurative, sport e benessere. Quattro giorni, sette concerti, tre mostre, due conferenze, quattro talk con gli artisti. Poi trekking, pilates, meditazione con le campane di cristallo, yoga, risonanze bike, nordic walking. Non mancherà “baby Risonanze” con spettacoli, passeggiate e laboratori di pittura. Ecco, pertanto, i numeri di Risonanze.

I maestosi tronchi della Valcanale.

IL DEBUTTO A UDINE – L’evento è stato presentato nella sede della Regione Fvg, a Udine, alla presenza di Stefano Mazzolini, vicepresidente del Consiglio regionale; Boris Preschern, sindaco di Malborghetto-Valbruna, intervenuto con Alberto Busettini, assessore alla cultura e direttore artistico di “Risonanze”. E ancora Lorenzo Dante Ferro, profumiere e quest’anno uno dei protagonisti dell’evento. Una presentazione che si è aperta con un assaggio della kermesse: Busettini ha suonato un brano al clavicordo e il maestro Ferro ha “aromatizzato” il momento musicale con la nuova essenza “Risonanze”. Dopo il saluto inviato dall’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, impossibilitata a intervenire, la parola è passata a Mazzolini il quale ha ricordato che «il legno di risonanza rappresenta il territorio e quindi è doveroso che la Regione riesca a sostenere iniziative come questa. Speriamo di poter fare qualcosa di più dal prossimo anno».

La presentazione a Udine.

L’ABETE ROSSO – Un festival che propone un’immersione dentro la tradizione secolare dell’abete di risonanza, tra musica, liuteria e tutela del territorio. Dentro la pace dei boschi della Val Saisera, immerso nella Foresta di Tarvisio, da secoli l’abete di risonanza rappresenta il corpo della musica. I suoi legni pregiati sono il cuore dei grandi pezzi di liuteria italiana. Dentro questo legno c’è la grandezza della natura ma anche l’unicità del talento e la passione di un artigianato che è proprio dell’Italian dna. «Questo evento è stato una bella scommessa cominciata qualche anno fa – ha spiegato il sindaco Preschern -. Ci ha mosso l’amore per il nostro territorio. Sapevamo di avere un’eccellenza in valle, ma conosciuta da pochi, musicisti compresi. Per questo abbiamo voluto puntare sul legno di risonanza e farlo conoscere attraverso un festival. Abbiamo voluto dare un’immagine romantica, offrendo la possibilità di arrivare ai piedi di questi maestosi alberi. Andare ad assaporare la musica nel bosco, dove gli strumenti sono nati. Obiettivo futuro è riuscire a far crescere qualche liutaio locale, visto che abbiamo una materia prima eccezionale. Non c’è un’orchestra nel mondo che non abbia uno strumento nato in Valcanale: questo vogliamo farlo sapere a tutti».

Un liutaio al lavoro.

L’ESSENZA RISONANZE – Da quest’anno poi il legno che suona avrà una sua essenza speciale. Lorenzo Dante Ferro, maitre parfumeur, ha creato un profumo dell’abete di risonanza, che verrà presentato nel cuore del bosco: «Il profumo come storia antropologica, culturale, sociologica – ha raccontato Ferro -. Il ricordo olfattivo si porta nel tempo». Essenze e sapori: per la vernice del festival lo chef Stefano Basello porterà il proprio pane creato con le cortecce degli abeti. Occhi, narici, palato, ascolto: da oggi al 16 giugno la musica delle foreste diventa un’esperienza multisensoriale.

Lorenzo Dante Ferro

I CONCERTI – “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi con la Venice Baroque Orchestra e Giuliano Carmignola, il Coro del Friuli Venezia Giulia e Filippo Maria Bressan con l’Orchestra Alpina. Poi Kujacustic Trio & Woody Mann con la partecipazione straordinaria di John Monteleone, il violino di Alessandro Cappelletto, i flauti e la cornamusa di Luca Ventimiglia per i percorsi nel bosco (per i concerti in Val Saisera munirsi di plaid o cuscino per sedersi sull’erba, in caso di pioggia i concerti all’aperto si terranno al palazzo Veneziano di Malborghetto).
Domani Giuliano Carmignola e la Venice Baroque Orchestra portano a “Risonanze” quello che di fatto è il loro successo mondiale: l’esecuzione de “Le quattro stagioni” i primi quattro concerti solistici per violino dell’opera “Il cimento dell’armonia e dell’inventione” del “prete rosso”. Carmignola suonerà lo Stradivari Baillot del 1732 che la Fondazione Cassa di Risparmio di Bologna ha voluto concedergli a motivo della sua levatura artistica e dell’impegno con l’Orchestra Mozart. «Vivaldi, in effetti, mi ha accompagnato tutta la vita. Ma le mie radici musicali si possono rintracciare un po’ in tutto ciò che si è sviluppato attorno all’opera di Tartini, Albinoni, Dall’Abaco, Corelli. Quando ero bambino, il papà, un dilettante, ma un dilettante di gran pregio, un musicista molto raffinato, aveva formato un gruppo amatoriale con tanto di primario, avvocato e maestro elementare. “Pro Aris Et Juventute” si chiamava ed io, bambino, assistevo agli incontri musicali che si svolgevano nella sagrestia della chiesa di Santa Maria Maggiore a Treviso. E lì risuonavano le note di Vivaldi, Corelli e Albinoni. Sento ancora la fragranza dell’incenso e l’odore delle candele; un’atmosfera magica e indimenticabile». Durante l’esecuzione la Val Saisera sarà raccontata per immagini nella video-composizione per 4 stagioni e un video-proiettore a cura di No Borders Tree House.
Sabato,nel cuore del bosco, alle 17, il Coro del Friuli Venezia Giulia presenterà un “Lieberabend” ispirato ai cori en plein air della tradizione tedesca: musica colta e popolare insieme, cantata all’ombra di piante secolari. Alle 21 il soprano Nora Ansellem e la pianista Kira Parfeevets presenteranno un Liederabend di sapore più intimo a palazzo Veneziano, dove il suono e il colore dell’estate è rievocato dalle pagine di Gershwin, Poulenc, Debussy e Rachmaninoff. Domenica, alle 17, in Malga Saisera Filippo Maria Bressan, l’orchestra alpina HeurOpen e Vera Dickbauer (violoncello) propongono la sinfonia “Italiana” di Felix Mendelssohn e il concerto per violoncello e orchestra 129 di Robert Schumann. Come ogni artista tedesco anche Mendelssohn subì il fascino della terra dove fioriscono i limoni; e nel 1830-31 compì il suo viaggio in Italia, fermandosi a Roma, dove strinse amicizia con Berlioz, e a Napoli. Proprio a questo periodo risalgono i primi abbozzi della Sinfonia in la maggiore che Mendelssohn non si risolse mai a pubblicare, nonostante le numerose revisioni cui la sottopose successivamente, e che pertanto venne pubblicata postuma. Sabato e domenica, alle 10, Luca Ventimiglia (flauti e cornamusa) e Alessandro Cappelletto (violino) proporranno musica lungo il sentiero degli abeti di risonanza durante la passeggiata guidata.

La Venice Baroque Orchestra e il Coro del Friuli Venezia Giulia.

DUE OUTSIDER – Dante Ferro e Stefano Basello sono i due outisider di Risonanze. Maitre parfumeur il primo e cuoco il secondo. Ferro ha studiato una fragranza a misura del festival. Ecco che il profumo dell’abete di risonanza accompagnerà, sigillato in bottiglia, chi ha amato “Risonanze”. Stefano Basello invece ha saputo dare alla corteccia un sapore. Porterà il suo pane del bosco, fatto con l’anima di corteccia, al festival. «Vogliamo offrire un’esperienza culturale e di turismo – ha sottolineato il direttore artistico Busettini -. Oggi il turista non chiede solo di assistere a un concerto, ma vuole conoscere: per questo abbiamo pensato ai laboratori con i liutai, alle attività all’aria aperta, alle tante iniziative per famiglie e non solo, il tutto sempre gratuito. Quest’anno – ha precisato – abbiamo prenotazioni anche dagli Stati Uniti. Sarà un punto di partenza per conoscere altri territori. Speriamo sia una leva per il futuro. Importante, poi, che turista si porti via qualcosa che gli faccia ricordare il bosco di Risonanza. Ecco che è nata l’essenza pensata dal maestro Ferro».

Lo chef Stefano Basello.

SPORT E BENESSERE – Da oggi al 16 giugno, una quattro giorni di concerti, incontri, passeggiate guidate nella Foresta millenaria di Tarvisio (con yoga, pilates e bagni di gong), pic-nic con prodotti del territorio, mostre e laboratori di Liuteria, spettacoli e laboratori per bambini, il percorso Bikesaisera (per tutte le passeggiate e attività all’aria aperta si raccomanda abbigliamento e calzature adeguate, zainetto e acqua).

I TALK – Raccontare la musica prima della musica, conoscere da vicino gli artisti. Il festival è anche questo: abbattere il diaframma tra palcoscenico e platea. Ecco che i talk, alle 20, consentiranno al pubblico di apprezzare anche le qualità umane dei protagonisti.

SONANZE MEETS LEONARDO – A 500 anni dalla morte del grande genio italiano, Risonanze lo celebra con mostre, spettacoli, laboratori e concerti. Il filo conduttore degli eventi legati a Leonardo da Vinci sarà la “Sezione Aurea”:  la  crescita delle piante, le proporzioni degli esseri viventi e molti altri fenomeni naturali sono legati a questa costante matematica  che  troviamo  anche  nell’armonia  musicale,  nelle  proporzioni  di  un violino, di un dipinto o di una bella immagine fotografica. Durante il festival andremo alla scoperta di questa “divina proportione” tanto amata da Leonardo.

Ferro, Mazzolini, Busettini e Preschern durante l’incontro udinese.

LA PAROLA AGLI ORGANIZZATORI – L’evento, organizzato dal Comune di Malborghetto-Valbruna, gode del sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia e di Fondazione Friuli, Regione Fvg, Uti Canal del Ferro Valcanale, Consorzio Bim Drava, nasce per far conoscere una delle nostre eccellenze, che fa della Valcanale un luogo di riferimento per i liutai e i musicisti di tutto il mondo, offrendo un’esperienza fatta di ambientazioni, suoni e sensazioni impareggiabili. Forte delle oltre 4 mila presenze dello scorso anno, anche per l’edizione 2019 “Risonanze” è riuscito a proporre un programma trasversale e adatto a più tipologie di spettatori. «Quest’anno il Festival sarà un grande omaggio agli strumenti ad arco, al Barocco ma anche al genio di Leonardo da Vinci. Grandi protagonisti della musica classica come Giuliano Carmignola e Filippo Maria Bressan assieme al celebre naso di Lorenzo Dante Ferro e allo chef Stefano Basello. Ci piace portare il talento e le storie di successo in questo territorio di confine, dare valore all’unicità dei nostri boschi e della nostra tradizione» fa sapere l’organizzazione.

INFO E CONSIGLI – Informazioni più dettagliate sul festival “Risonanze” sono reperibili sul sito internet www.risonanzefestival.com o sulla pagina Facebook dedicata. C’è anche un hashtag che è #Risonanze2019.
Ingresso libero a tutti gli eventi. Per i concerti in Val Saisera munirsi di plaid o cuscino per sedersi sull’erba. In caso di pioggia i concerti all’aperto si terranno al Palazzo Veneziano di Malborghetto.

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In copertina e nelle foto qui sopra la millenaria Foresta di Tarvisio.

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