di Giuseppe Longo

Aquileia, uno scrigno di storia, arte e cultura che compie esattamente 2.200 anni. Fu fondata, infatti, come colonia romana nel 181 avanti Cristo e conobbe un enorme sviluppo divenendo una delle principali metropoli dell’Impero. E questo si mantenne fino al 452 dell’era cristiana, quando, dopo secoli di gloria, fu rasa al suolo dalle truppe di Attila: la distruzione è rimasta nota nella storia come “Sacco di Aquileia”, vale a dire uno degli episodi più devastanti delle guerre che il re degli Unni scatenò contro l’Impero romano d’Occidente. E da allora quello splendore non venne mai più ritrovato. Tuttavia, uno straordinario ruolo venne assunto dalla città nell’età patriarcale sia dal punto di vista religioso che della organizzazione sociale. Pochi giorni fa, il 3 aprile, ricorrevano infatti i 942 anni della Bolla del 1077 con cui Enrico IV creava uno Stato vassallo del Sacro Romano Impero a capo del quale c’era appunto un Patriarca. E Popone è quello che dette il via alla costruzione della imponente basilica che tutti ammiriamo ancora oggi, soprattutto per i suoi preziosi mosaici.

La bandiera della “Patria del Friuli” sul campanile della basilica.

Ora, in occasione delle celebrazioni proprio per i 2.200 anni dalla fondazione della città romana, nell’ambito di una cooperazione tra la Società friulana di archeologia e il Dipartimento di Studi umanistici e del Patrimonio culturale dell’Università di Udine, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, è stato organizzato un importante incontro – che si articolerà in due giornate – in cui presentare al pubblico i risultati delle ricerche archeologiche (scavi e indagini di superficie) condotte negli ultimi due decenni ad Aquileia e nel suo suburbio, cioè nelle aree periferiche al centro urbano.
“Si tratta in molti casi – sottolinea Maurizio Buora, della Società friulana di archeologia, che collabora con Stefano Magnani, del citato Dipartimento dell’Ateneo friulano – di ricerche di ampio respiro, condotte da numerose istituzioni italiane e straniere, in stretta collaborazione con la Soprintendenza regionale, articolate su piani e temi diversificati e complessi, che hanno condotto all’acquisizione di numerosi elementi di interesse e di novità nel panorama degli studi aquileiesi. L’incontro costituisce l’occasione per la divulgazione scientifica dei dati raccolti, in parte ancora inediti o poco noti, e al tempo stesso per una informazione aperta al più ampio pubblico”.
Come detto, l’importante iniziativa – che riunirà molti studiosi del luminoso passato della città nata in riva al fiume Natissa, il cui porto era in epoca romana un attivissimo crocevia di scambi commerciali – si svilupperà durante due intense giornate, il 12 e 13 aprile, nella Casa Bertoli di via Popone 6 e vedrà la partecipazione di illustri relatori in rappresentanza delle Università di Udine, Venezia (Ca’ Foscari), Padova e Verona. Numerosi e affascinanti gli argomenti che saranno sviluppati.

Mosaici e nelle foto sotto esempi di quanto hanno svelato gli scavi.

Si comincerà, pertanto, domani alle 14 con i saluti di benvenuto e di introduzione alle importanti tematiche in agenda. Questi i titoli: Insediamento e territorio prima della storia: l’occupazione dell’area aquileiese tra età del Bronzo ed età del Ferro;  Aquileia, città metropolitana. Modelli di insediamento antico oltre le mura; Gli scavi nell’ex Fondo Pasqualis; La domus di Tito Macro presso i fondi Cossar di Aquileia: dallo scavo alla valorizzazione; Lo scavo del teatro romano di Aquileia; Fiume, uomo e ambiente: nuovi dati dalla sponda orientale del porto fluviale di Aquileia; I sistemi di smaltimento delle acque nel mondo antico (presentazione del volume degli Atti del convegno Aquileia 6-8 aprile 2017).
Quindi, sabato, gli altri temi saranno:  Le Grandi Terme di Aquileia: passato, presente e futuro di un edificio pubblico tardoantico; Indagare i quartieri settentrionali di Aquileia: l’insula della Casa delle Bestie ferite; Gli scavi del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste lungo la via Gemina; Sistemazione e scavo del porto fluviale; Indagini inedite lungo il lato occidentale delle mura tardoantiche di Aquileia. Le due intense giornate saranno concluse sempre sabato, alle 12, da una tavola rotonda sul tema Prospettive e indirizzi per lo sviluppo futuro delle indagini archeologiche ad Aquileia.

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In copertina, la basilica patriarcale simbolo di Aquileia e del Friuli.

(Foto di Elisa Michellut)

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