di Giuseppe Longo

Hanno scelto di chiamarsi “Vididule”, che in lingua friulana significa convolvolo (quello selvatico, perché ci sono anche numerose specie coltivate dai bellissimi colori), un’erba rampicante dalle caratteristiche campanule bianche. E mai avrebbero immaginato che questo nome, insolito e singolare per un gruppo musicale, si sarebbe rivelato una espressione di tenacia e di volontà di resistere anche nei momenti difficili. Come questi di Coronavirus che ne hanno fermato l’attività pubblica, ma non certamente la voglia di fare. Sì, perché come la “vididule” avvolge, arrampicandosi, qualsiasi supporto, anche un’altra pianta, mostrando tutta la sua forza, così questo grintoso sodalizio non molla e guarda avanti, fiducioso che la crisi sanitaria prima o poi finirà. “Nonostante l’emergenza – dicono infatti -, ci stiamo impegnando a fondo per portare avanti la nostra musica e tutte le nostre attività, nella speranza che questo periodo finisca presto e che si possa tornare in pista con i concerti e i live di presentazione del nostro album ‘Antesi’, uscito da pochi mesi”.


Si tratta dunque, l’avrete capito – perché proprio di questo lavoro avevamo parlato a fine gennaio, quando neanche lontanamente potevamo immaginare quanto sarebbe accaduto poche settimane dopo -, del gruppo “Vididule Project” attivo da una decina d’anni e che ora, stoppato dal morbo che ha squassato il mondo intero, si pone nuove mete. “Non appena sarà possibile – annunciano -, riprenderemo con i concerti/presentazione del nostro album, e soprattutto realizzeremo il nostro primo video musicale. Attualmente stiamo, infatti, lavorando al videoclip del brano ‘Anfore’ (prima traccia del Cd) e stiamo arrangiando e registrando un nuovo brano, ‘Libare Veretât’ (a distanza ovviamente), che uscirà nelle nostre piattaforme fra qualche giorno e che è un inno alla libertà del pensiero”.

Questi, dunque, i progetti del gruppo formato da Elisa Metus (oboe, voce e autrice), Rossella Zarabara (voce), Gianna Saccomano (voce e autrice), Daniele Ursella (chitarre e autore), Umberto Barborini (tastiere e voce), Nicholas Zampa (basso) e Fabrizio Ursella (batteria), provenienti da Reana del Rojale ma anche da altre località del Friuli come evidenziano i cognomi dei protagonisti. Ma ora facciamo anche un po’ di storia. Il gruppo nasce nel 2009 come sodalizio artistico dedito alla realizzazione di spettacoli teatro canzone. “Dal 2009 al 2014 – raccontano – abbiamo portato in diverse zone del Friuli gli spettacoli ‘Per quanto soffi il vento’ e ‘L’ultimo Palco’, che miravano a portare all’attenzione del pubblico i capolavori del cantautorato italiano e le nostre proposte inedite, il tutto accompagnato da una narrazione su una tematica di rilievo. Rendendoci conto dello straordinario feeling musicale e personale, e degli ottimi riscontri ottenuti con il pubblico grazie agli spettacoli, decidiamo di arricchire il nostro repertorio con l’inserimento di svariati generi, dal blues, al folk, al rock, e di focalizzarci sui concerti e sulla produzione di inediti“.
Dopo dieci anni di attività, nel novembre scorso nasce appunto “Antesi”, album che racchiude 8 brani firmati “Vididule”, alcuni in italiano e altri in friulano, che rispecchiano appieno l’identità pop-folk-rock del gruppo. “A quattro mesi dall’uscita del Cd – concludono – ci ritroviamo separati, ma non per questo meno forti di quelli che sono i nostri obiettivi. E, non appena sarà possibile, infatti riprenderemo appieno la nostra attività”. Bravi! Meritano un incoraggiamento e un augurio di buon lavoro. E ovviamente di nuovi, appaganti successi.

Ecco come  scoprire le 8 canzoni di “Antesi”, su Facebook, Spotify e Youtube. Il cd è disponibile anche per l’acquisto a questo link: http: //sostieni.link/25023

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In copertina e all’interno tutti i componenti di “Vididule Project”.

 

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