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Oggi la comunità del Beato Odorico da Pordenone celebrerà in modo solenne due avvenimenti che hanno segnato la sua storia: il 50° anniversario dell’istituzione della Parrocchia e il 25° anniversario della Dedicazione della Chiesa. Due avvenimenti che non rappresentano solo una ricorrenza fine a se stessa, ma un’occasione per vivere meglio il presente e darsi uno slancio verso il futuro.
Alle 17, in Chiesa, un evento musicale unico nel suo genere con il concerto de “I Trobadores”. Per la prima volta in regione, l’ensemble umbro composto da giovani musicisti, grazie ad un continuo e approfondito studio del periodo compreso tra Medioevo e primi anni del Rinascimento ed un meticoloso lavoro filologico con ricostruzione di strumenti musicali sulla base delle miniature dei codici medievali, faranno vivere l’atmosfera che si respirava all’epoca in cui frate Odorico (Pordenone 1286 circa-Udine 14 gennaio 1331) partì per il suo meraviglioso viaggio verso la Cina. Al termine del concerto sarà possibile visitare la mostra, con video documentario, allestita alle Opere parrocchiali, che ripercorre i momenti più significativi che hanno visto la nascita e la crescita della comunità del centro cittadino, nonché alcune tappe fondamentali della costruzione delle opere architettoniche.

I Trobadores

IL CONCERTO – L’ensemble “I Trobadores” nasce ad Assisi nel 2017, con l’idea di portare avanti un continuo e approfondito studio musicale e culturale sul Medioevo e sui primi anni del Rinascimento. Ad un’attività concertistica molto attiva si aggiungono diverse partecipazioni in contesti rievocativi e storici nazionali, tra cui “Perugia 1416” di cui hanno curato l’intero settore musicale dal 2018 al 2020. Prendono parte ad importanti festival nazionali di musica antica e collaborano in ambito universitario con il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università degli Studi di Perugia e con l’Istituto di Bibliografia Nazionale di Roma per alcuni progetti di ricerca musicologica. Nel 2020 il giovane ensemble vince il Premio Italia Medievale nel settore spettacolo per essersi distinto nella promozione e valorizzazione del patrimonio medievale italiano. Nel luglio 2021 vincono la prima edizione del Concorso-Competizione Internazionale “Urbino Musica Antica” organizzato dalla Fondazione Italiana Musica Antica (Fima) e aprono la 53esima edizione del Festival di Musica Antica di Urbino. Il 2022 inizia con la partecipazione all’undicesima edizione del Concorso Internazionale di Musica Antica “Maurizio Pratola” dove conquistano il secondo posto per poi proseguire con l’incisione del loro progetto musicale dal titolo “Sento d’amor la fiamma – musica cavalleresca e cortese del Trecento italiano” in collaborazione con la casa discografica “Stradivarius dischi” di Milano, pubblicato il 27 dicembre 2022.

AI TEMPI DI FRATE ODORICO – Ancora oggi in molti considerano il Medioevo un’epoca buia e oscura: in realtà gli elementi essenziali dell’estetica medievale sono proprio il colore, la luce e la varietà. Parliamo degli anni in cui visse il Beato Odorico da Pordenone, a cui sarà dedicato concerto che rispecchia quello che era il panorama musicale tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV secolo, concentrandosi su alcuni generi che ebbero particolare successo, come ad esempio quello della Lauda, una forma particolare di musica religiosa, sviluppatasi nell’Italia centrale a seguito del movimento francescano (di cui lo stesso Odorico faceva parte).
La Lauda si sviluppava su una monodia semplice ma assai diversa dal gregoriano: è il primo passo della musica religiosa verso un linguaggio più moderno. Il testo era in volgare e ad ogni sillaba corrispondeva una nota. Non dobbiamo poi dimenticare le sacre rappresentazioni, forme teatrali a carattere popolare, in lingua italiana, che attingevano gli argomenti dalla Storia Sacra, dalle vite dei Santi e dalle leggende religiose.
Tra il Duecento e il Trecento le arti si evolsero; la musica vede affacciarsi la cosiddetta Ars Nova, forma musicale più complessa e con diverse melodie che si sovrappongono. Questo termine viene spesso utilizzato in contrapposizione a quello di “ars antiqua”, che invece si riferisce alla musica dell’epoca immediatamente precedente fino alla polifonia di Notre Dame, di cui saranno proposti alcuni esempi in questo concerto. Il corredo strumentale in questo periodo era davvero variopinto ed è impossibile non citare la viella, la ribeca, il liuto, il salterio, l’arpa gotica, numerose tipologie di flauti e di percussioni, l’organo portativo, la piva e strumenti ad ancia come la cennamella; tutti strumenti che attualmente vengono riprodotti, seguendo le linee guida che ci forniscono le iconografie stesse, dalle mani abili e sapienti di mastri liutai del nostro territorio.

Beato Odorico da Pordenone

I MUSICISTI – La formazione che si esibirà oggi a Pordenone è composta da: Nicola di Filippo e Nicholas Iles – Voci; Luigi Vestuto – Voce, Liuto medievale, Cìtola e Arpa gotica; Matilde Becherini – Viella e Ribeca; Roxana Elena Brunori – Salterio e Percussioni antiche; Giordano Farina – Liuto medievale e voce; Asia Martoccia – Traversiere medievale e Flauti diritti; Luca Ottavi – Flauti diritti, Flauto-tamburo, Cennamella e Piva Emiliana; Riccardo Bernardini – Flauti diritti e Cennamella

LA MOSTRA – L’allestimento fotografico e documentale illustrerà varie tappe che hanno consentito la crescita e il consolidamento della nostra comunità. Si compone di 14 pannelli di dimensioni cm 300 x 200 che tratterranno i seguenti argomenti: origini e istituzione della Parrocchia; inizio attività nuova Parrocchia presso la sede provvisoria di Casa “Madonna Pellegrina”; nascita delle nuove Opere parrocchiali; nascita della nuova Chiesa; opere e arredi sacri; venticinquesimo anniversario della Dedicazione della Chiesa; storia di Odorico e del suo viaggio; rassegna stampa; i parroci e loro collaboratori che hanno guidato la comunità. La mostra sarà visitabile fino al 31 gennaio alle Opere parrocchiali, con il seguente orario: da lunedì a venerdì dalle 17 alle 19.15, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19.30, mentre la domenica dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 16 alle 19.

Interni della Chiesa

DATE DA RICORDARE
7 ottobre 1973: viene formalmente decretata dal vescovo Abramo Freschi l’istituzione della nuova Parrocchia col titolo “Parrocchia BEATO ODORICO DA PORDENONE”
5 novembre 1973: viene immesso in possesso della parrocchia don Walter Costantin
20 gennaio 1974: viene istituito il primo consiglio pastorale
luglio 1978: il consiglio pastorale presieduto da don Walter Costantin, delibera e porta a termine l’acquisto del terreno di viale della Libertà, attuale sede delle Opere parrocchiali e della Chiesa
aprile 1979: gli architetti Pietro Beltrame e Giorgio Raffin presentano il loro progetto per le Opere parrocchiali. Nel novembre dello stesso anno hanno inizio i lavori di costruzione
17 gennaio 1982: data storica per la zona di viale della Libertà. Monsignor Abramo Freschi benedice la prima pietra delle Opere parrocchiali, che saranno dedicate al concittadino Odorico
aprile del 1983: in occasione del Giovedì Santo avviene il trasferimento definitivo delle celebrazioni religiose dalla sede provvisoria della Madonna Pellegrina alla nuova sede delle Opere parrocchiali. A luglio dello stesso anno don Walter Costantin e don Natale Padovese si trasferiscono definitivamente nella nuova canonica alle nuove Opere parrocchiali
18 giugno 1988: nella sala rossa del Palazzo municipale, l’architetto Mario Botta presenta alla città il suo progetto per la nuova Chiesa parrocchiale del Beato Odorico da Pordenone
25 ottobre 1989: inizio dei lavori di edificazione della Chiesa
19 ottobre 1991: la nuova Chiesa viene aperta al culto dei fedeli
10 ottobre 1998: si tiene il rito della Dedicazione della Chiesa

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In copertina, un’immagine della parrocchiale dedicata al Beato Odorico.

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