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di Giuseppe Longo

CIVIDALE – Ah, l’operetta! Briosa, allegra, esilarante. Un’ora e mezza di grande spettacolo, divertente e coinvolgente, con tanta bella musica uscita dalle penne dei più grandi della “piccola lirica”, come gli austriaci Franz Lehar (di origine ungherese) e Johann Strauss, e l’italiano Carlo Lombardo. Protagonisti la Fvg Orchestra, diretta per l’occasione da Romolo Gessi, e tre voci di indubbio talento: quelle dei soprani Selma Pasternak e Ilaria Zanetti, e quella dell’istrionico tenore Andrea Binetti, un vero “animale” da palcoscenico. Che era quello del Teatro “Adelaide Ristori”, nel centro storico di Cividale poco lontano dalla casa natale di Paolo Diacono: proprio a un suo testo poetico dedicato a San Giovanni è legata la nascita delle sette note musicali che oggi tutti conosciamo.

Abituali e sempre molto applaudite presenze al Politeama Rossetti di Trieste – ormai accreditata come “capitale dell’operetta” -, i tre cantanti sono sono riusciti anche nella città longobarda a trasferire quel calore spumeggiante e scanzonato tipico di queste composizioni, premiati da generosi battimani che, sollecitati dallo stesso Binetti, hanno anche ritmato diverse musiche “accendendo” l’entusiasmo della folta platea, ripagato alla fine del concerto-spettacolo da ripetuti bis che, dopo un omaggio a tutti i papà per la loro festa in occasione della ricorrenza di San Giuseppe, hanno toccato l’apice con “E’ scabroso le donne studiar” da La vedova allegra del ricordato Lehàr, il “padre” o il “re” – fate voi – dell’operetta.
Ma lo spettacolo è stato tutto un susseguirsi di frizzanti motivi, presentati – con la riconosciuta verve -, ma anche interpretati con efficacia e con timbro sicuro da Binetti,  e dalla bravura dei soprani Selma Pasternak – artista serba che iniziò lo studio del canto al Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine – e Ilaria Zanetti, triestina, diplomatasi invece al concittadino “Giuseppe Tartini”. Conservatorio di cui è docente lo stesso maestro Gessi, il quale ha affascinato l’uditorio con un ricco e appagante programma aperto da quell’inconfondibile marcetta di Johann Schrammel dal titolo “Wien bleibt Wien!”, come dire Vienna è sempre Vienna, mentre dalla premiata Casa Strauss – la stessa che ci delizia a ogni concerto di Capodanno dal Musikverein – la Sinfonica regionale ha proposta una intramontabile Polka schnell e il walzer Voci di primavera in omaggio alla stagione proprio oggi sbocciata ufficialmente. Di Franz Lehar, all’inizio della serata, sono state eseguite con brio anche altre quattro pagine da La vedova allegra, fra le quali è emerso il sempre trascinante Tace il labbro. Festosi e coinvolgenti, poi, i brani tratti da La Principessa della Csárdás di Emmerich Kálmán, e il Fox-Trot dalle Gigolettes da La danza delle libellule, famoso lavoro di Franz Lehar e Carlo Lombardo presentato con grande successo la scorsa estate proprio al Festival internazionale dell’operetta di Trieste che quest’anno – come anticipato da Binetti – riserverà grandi sorprese. Quindi la piacevole Flieger Marsch (Marcia dell’aviatore) di Hermann Dostal per arrivare, infine, a quattro composizioni tratte da Al cavallino bianco, vero e proprio emblema dell’operetta, di Ralph Benatzky e Robert Gilbert. Prima di approdare, appunto, al gran finale con “Donne, donne…” tra gli scroscianti applausi di un pubblico appagato che avrebbe desiderato rimanere ancora un po’ incollato alla poltrona, tanto era stata piacevole quell’ora e mezza di musica con le… bollicine proposta dall’Ert, l’Ente regionale teatrale del Friuli Venezia Giulia, con la Fvg Orchestra e tre belle voci. Alla riuscitissima serata ha collaborato l’Associazione internazionale dell’Operetta Fvg di Trieste, presieduta da Rossana Poletti.

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In copertina, Andrea Binetti con Selma Pasternak e Ilaria Zanetti; all’interno, entusiasmo alla fine del concerto-spettacolo diretto da Romolo Gessi.

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