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Una straordinaria mappa “umanografica” dei paesi italiani, un viaggio alla scoperta di luoghi che conservano la memoria della gente che li ha abitati: tutto questo è racchiuso in “Poetica”, il nuovo spettacolo del pluripremiato drammaturgo, attore e regista Tindaro Granata (Premio Ubu nel 2016, premio Hystrio Twister nel 2017 e Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro 2023) che approda in esclusiva oggi, 23 febbraio, al Teatro Verdi di Pordenone nella sezione “Nuove Scritture” del cartellone di Prosa (ore 20.30, sala Palcoscenico).
Granata fa dialogare poesia e drammaturgia teatrale intrecciando le storie degli attori e le attrici della compagnia Proxima Res e le poesie del paesologo Franco Arminio, il poeta dei borghi.

Grazie ai ricordi e alle esperienze degli interpreti – Caterina Carpio, Emiliano Masala, Federica Dominoni e Francesca Porrini – assisteremo a cinque brevi storie che raccontano un momento cruciale nella vita di una persona, quale un abbandono. Il legame con le poesie di Arminio crea un risultato struggente, ma anche un ironico racconto familiare sulla perdita, la distanza, la solitudine, sul coraggio, la fiducia, la lungimiranza e l’amore che stanno nella quotidianità dei piccoli gesti. Attraverso la potenza evocativa delle parole del poeta si riscopre l’anima di un paesaggio che sta lentamente scomparendo. Tornano a vivere personaggi mitologici e personaggi popolari, figure il cui ricordo affiora ancora oggi nei discorsi di chi è rimasto. La scrittura di Tindaro Granata vuole essere a servizio della poesia di Arminio, sperimentando un modo originale di far dialogare poesia e drammaturgia, a volte includendo l’una all’altra, a volte rimanendo separate per unirsi solo attraverso lo spazio vuoto. Tindaro ha scritto grazie al confronto continuo, con i suoi attori e attrici: con loro è stato creato l’adattamento di Poetica e grazie ai loro ricordi sono nate le cinque storie che si snodano nello spettacolo. L’intuizione della scenografa e costumista di Proxima Res, Margherita Baldoni, crea un paese immaginario, onirico e originale, con cinque stendini sui quali si appendono i sogni e si fanno sgocciolare le fatiche di una vita di mille e più emozioni. Le storie e le poesie si muovono tra gli stendini come a muovere ogni persona in un quotidiano fare, perso nel tempo. Poetica è un tentativo di dialogo con i propri paesi, fisici o interiori. Fa capire che c’è bisogno di poesia.

Infine, domani, a partire dalle 10, Tindaro Granata sarà anche protagonista del laboratorio “Crescente”, dedicato al rito del pane. Non si tratta di un corso per panificatori ma l’occasione per conoscere i segreti di questa nobile arte – tra manualità dell’impasto di farine, acqua e “u criscenti” (il lievito madre) – e diventare custodi consapevoli di un antico lavoro umano. I partecipanti potranno realizzare un pane arricchito dei propri racconti condivisi: Granata racconterà la differenza tra il pane antico e quello moderno, l’origine del lievito e la sua gestione, parlando delle farine antiche e di quelle di oggi: il tutto impastando insieme, imparando le varie fasi di passaggio, sino al primo dei riposi dell’impasto, momento in cui si leggono i racconti/ricordi dei partecipanti. Si procede via via così, fino al termine della giornata. Il laboratorio si terrà nello Spazio Due del Teatro – ingresso da Via Roma – con inizio alle 10 e fino alle 12.30 e dalle ore 13.30 alle ore 16. Tutte le info sul sito www.teatroverdipordenone.it

www.teatroverdipordenone.it

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In copertina e all’interno, due immagini dello spettacolo; qui sopra, Tindaro Granata con il suo pane.

(Foto Giulia Lenzi)

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