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I social? Tutto sommato esistevano già. Avevano altre denominazioni, altre logiche, altri modi di permeare le nostre vite prima di Internet, fluivano attraverso canali multiformi capaci di materializzare accanto a noi gli “influencer” di altri tempi, volti spesso iconici, associati agli intrattenimenti in voga e “glamour” di quegli anni. Il cinema, innanzitutto: la “settima arte” fu senz’altro presente e declinata anche negli ambiti più impensabili: Nei primi decenni del Novecento proliferarono non solo le figurine ma anche i calendarietti, le cartoline, le carte da gioco o i chiudilettera associati a beni di consumo come prodotti dolciari, tabacco, cosmetici, farmaci. Una versatile e pressoché inesauribile strategia di comunicazione attraverso miriadi di materiali iconografici che permettevano di vivere e condividere l’esperienza individuale, esattamente come producono oggi nelle nostre vite i canali social.


Da una accesa passione diventata vasta e articolata collezione – quella di Silvia Moras, organizzatrice di eventi cinematografici e di film e media education, formatrice del Piano Nazionale di Educazione all’Immagine dei Ministeri Mic e Mim, docente al Csc di Roma al corso di Conservazione e Management del patrimonio audiovisivo – nasce la prima mostra 2024 promossa dal Cicp, Centro Iniziative Culturali Pordenone, “Cinema effimero. Le carte povere raccontano la settima arte”, che si inaugura proprio oggi, alle 17.30, alla Galleria Sagittaria del Centro Iniziative Culturali Pordenone di via Concordia 7, dove resterà visitabile fino al 10 marzo.


Curato personalmente da Silvia Moras, il percorso espositivo propone un centinaio di pezzi provenienti da tutto il mondo fra album, figurine, calendarietti, calendari, ventagli, cartoline, carte da gioco e da domino, novelizzazioni, banconote pubblicitarie, scrapbook, tutto a tema cinematografico. Si tratta di una collezione originale e unica nel suo genere che copre una finestra temporale che va dai primi del Novecento al secondo dopoguerra, per scoprire o ritrovare i volti più o meno noti e le scene dei film che hanno reso grande la storia del cinema dal periodo del muto al sonoro fino alle produzioni del secondo dopoguerra. In esposizione il pubblico troverà per esempio gli album tedeschi degli anni Trenta, tra i quali la rarissima raccolta di cigarette cards della ditta Constantin dedicata al film “I Nibelunghi” di Fritz Lang del 1928; e ancora l’edizione della Lampo con la ricostruzione in figurine del “Ben Hur” di William Wyler del 1960, il calendarietto omaggio al celebre “Via Col Vento” di Victor Fleming, le carte da gioco spagnole dei coccolatifici con ritratti i profili dei divi del muto da Pola Negri a Buster Keaton e i preziosissimi “Ticket de bascula”, piccoli manufatti cartonati che venivano rilasciati dalle pese pubbliche spagnole con le celebrità degli anni Quaranta da Marilyn Monroe a James Stewart.
Ma non finisce qui, ci saranno anche pezzi rarissimi come la novelizzazione in figurine del “Napoleon” di Abel Gance (1928), le cartelle della tombola a tema cinematografico con Alida Valli e Ingrid Bergman, i ventagli con le caricature di Stan Laurel e Oliver Hardy e la banconota pubblicitaria pensata per la promozione di “Darò un Milione” di Mario Camerini del 1935. E ancora le cartoline con le sequenze filmiche interpretate da Francesca Bertini e Pina Menichelli, i “puzzle filmografici” che ricostruiscono le carriere di noti attori come Chaplin e Valentino, e le curiose figurine stampate su seta dei primi anni Venti.

È questa la 496a mostra d’arte della Galleria Sagittaria, visitabile con ingresso libero tutti i giorni con orario 15-19.
Informazioni
cicp@centroculturapordenone.it

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