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La storia del Novecento del Friuli Venezia Giulia diventa un Alfabeto del tutto speciale, una mappa interattiva composta di 26 lettere per evocare altrettanti aneddoti, personaggi, eventi e luoghi che hanno scandito, nel tempo, l’identità e le vicissitudini del territorio. Un patrimonio di memoria, racconti e suggestioni raccolti in queste settimane nei centri che hanno aderito al progetto – Udine, Fagagna, Martignacco, Tavagnacco e Gorizia, che sarà sede dell’ultima tappa in programma oggi 25 luglio – attraverso cinque eventi nei quali sono stati coinvolti, e interverranno tanti giovani e tante famiglie. Un lavoro corale e un affascinante itinerario tra scrittura, disegno e fotografia promosso dalla cooperativa Damatrà e guidato dall’autrice e artista Chiara Carminati, Premio Strega Ragazzi, scrittrice pluripremiata e apprezzata per la sua creativa sensibilità. Insieme a lei hanno costruito il progetto dell’Alfabeto del Novecento il giovane storico Diego Compagnoni e il fotografo Bartolomeo Rossi, stimolando e congiungendo i contributi arrivati nel corso degli incontri e dei laboratori da giovani e adulti, grazie alle trame di un progetto che tesse nuovi legami tra la Storia e le storie. Storico di formazione, Diego Compagnoni ha lavorato all’individuazione dei luoghi peculiari per ogni centro coinvolto, ricostruendone la storia e il legame con il Novecento e cercando aneddoti e curiosità utili per le attività proposte al pubblico. Bartolomeo Rossi, fotografo da sempre interessato al paesaggio come luogo di appartenenza e di radici, usa la lente della percezione intima e privata per cercare e fotografare gli alfabeti nei luoghi: grazie al suo lavoro l’Alfabeto verrà composto in una mappa interattiva che sarà disponibile da settembre 2024 su piattaforma digitale.


L’ultima tappa di “Alfabeto del 900”, resa possibile dalla collaborazione con il Comune di Gorizia Servizio delle Attività Educative e Scolastiche, è in programma oggi a Gorizia, nel suggestivo dedalo di strade cittadine della zona dell’ex Ghetto ebraico, fra la centralissima via Ascoli e il Giardino Bruno Faber, dedicato al più giovane goriziano deportato e ucciso ad Auschwitz all’età di soli 3 mesi e 19 giorni. Posto proprio a fianco della Sinagoga ebraica, il Giardino Faber è delimitato da un cancello settecentesco in ferro battuto proveniente dalla casa Ascoli, ritenuto l’antico portone del ghetto di Gorizia. Nel giardino è stato realizzato un percorso di “arte ambientale” destinato ai bambini, con una installazione di Emanuele Luzzati. Appuntamento alle 10 a Casa Ascoli dove, grazie agli esperti della Società Filologica Friulana, bambini e ragazzi potranno scoprire l’affascinante crocevia di lingue e sonorità che abitava, e abita ancora, la città. Da qui si partirà poi a caccia di tracce del passato e personaggi da scoprire, con esplorazioni disegnate e una silenziosa ricerca fotografica insieme all’artista Virginia Di Lazzaro e al fotografo Bartolomeo Rossi. Dalle 14 alle 16 tutti “A pesca nelle storie” con il laboratorio di giochi di parole condotto da Chiara Carminati, che setaccerà insieme al pubblico le vicende vere, quelle riscoperte e quelle immaginate: «Dalle narrazioni storiche e dal racconto delle storie che hanno abitato i luoghi del progetto, nascono i giochi di parole che ci aiuteranno a sintetizzare gli aspetti più suggestivi, da tramandare attraverso un inconfondibile filtro creativo – spiega la scrittrice Carminati -. Insieme ai partecipanti sperimenteremo acrostici, tautogrammi e alfabeti figurati, ma soprattutto la soggettività di ciascuno: diventerà una vera e propria “rete da pesca”: ognuno di noi trattiene infatti, da ogni storia, i contenuti che ritiene più significativi, e che spesso si collegano al proprio vissuto personale. Tutto questo diventa patrimonio condiviso grazie agli “ami” della scrittura creativa».

Chiara Carminati


Il laboratorio di scrittura si svolgerà presso il Centro Lenassi, edificio importantissimo per la storia dei Servizi Educativi della città. Fra le storie finora “pescate”: c’è la G che ci riporta alle Galline allevate da Caterina Tomba, la famosa “Catine” della Cjase di Fagagna, c’è la S che racconta degli oltre Sessanta abitanti della casa: una comunità operosa dove ciascuno aveva il suo compito, anche i bambini. Un tuffo in un passato non così lontano, ma che per i giovani protagonisti della “Caccia alle storie” significa atterrare in un altro pianeta. Alfabeto del Novecento è realizzato dall’ente capofila Damatrà Onlus con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia con la partnership di Anpi comitato provinciale di Udine, Associazione Witness Journal, Puntozero società cooperativa, Comune di Udine, Comune di Tavagnacco, Comune di Gorizia, Comune di Martignacco, Comune di Fagagna, in collaborazione con Festival La notte dei lettori, Fondazione Luigi Bon, Udine Esposizioni. Perno centrale di questa entusiasmante ricerca dei segni da cogliere nel paesaggio e nelle architetture è Cjase di Catine, sede di Damatrà e futuro riferimento per la Casa delle culture bambine che verrà inaugurata in novembre. Tappa d’arrivo dell’Alfabeto del Novecento sarà, nel mese di settembre, la pubblicazione delle 26 lettere che compongono la “Mappa” digitale su piattaforma web, nel corso dell’evento che lancerà anche la “call to action” denomina “Cartoline del Novecento”.

Info: damatra.com

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In copertina e all’interno il progetto a Martignacco, Tavagnacco, Fagagna e Udine.

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