di Mariarosa Rigotti

Al via da quest’oggi, a Venezia, il convegno “Exoticus ovvero l’alterità in scena. Opera, strumenti musicali e arti performative a Venezia nel XVII e XVIII secolo”. L’evento troverà spazio al Centro culturale Don Orione Artigianelli e si animerà fino a mercoledì 11 marzo. Tra i relatori ci sarà anche Cristina Grazioli, docente dell’Università di Padova, dove insegna Teatri di figure. Storie ed estetiche, Storia ed estetica della luce in scena, che ne spiega la sostanza: «Il convegno internazionale esplora l’esotismo nella cultura e nell’opera veneziana e presenta i risultati del progetto “L’esotico nell’opera veneziana del Sei e Settecento”, coordinato da Paola Dessì (Università di Padova) e Camilla Cavicchi (CNRS-Centre d’études supérieures de la Renaissance) sviluppato nell’ambito del progetto PNRR “MUSIC THEATRE AND NEW TECHNOLOGIES. Toward a New Paradigm in Opera Studies and Performance”». Inoltre, la docente evidenzia che «il programma prevede la proiezione di un documentario sugli approcci sperimentali all’esotismo nelle opere veneziane, un workshop pratico sulle percussioni “alla turca”, relazioni scientifiche e visite guidate alle principali collezioni veneziane».

Cristina Grazioli


Così, passando al programma nel dettaglio, come detto, si inizia oggi: dopo i saluti istituzionali, dalle 14 alle 15 sono previsti gli interventi di: Paola Dessì (Università di Padova) e Camilla Cavicchi (CNRS- Centre d’études supérieures de la Renaissance, Tours) per la presentazione del progetto MTNT – L’esotico in musica nell’opera veneziana del Sei e Settecento; e di Denis Brotto (Università di Padova) su L’esperienza di “Exotica. Storia di Irene e Il colore fa la Regina”; seguirà la proiezione del documentario “Exotica” (2026, 20′); poi dalle 15 alle 16.30 sarà la volta di “L’alterità nella cultura veneziana”, presiede Sergio Bozzola (Università di Padova), interventi di Rodolfo Baroncini (Conservatorio di Adria). L’integrazione delle culture medio-orientali nella Venezia del Cinque e Seicento; Cristina Ghirardini (Università di Trento) Turcherie musicali nei dipinti dei Guardi, Nicola Badolato (Università di Bologna) Navigazioni, viaggi e “istorie” varie nei paratesti dei libretti veneziani di metà Seicento. Dopo una pausa dalle 17 alle 19, è previsto un seminario pratico-teorico di prassi esecutiva: introduce Paolo Da Col (Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia), quindi Massimiliano Dragoni (Université de Tours) interverrà su Turchi, mori, taballi e nacchere. Proto-turcherie nell’immaginario musicale veneziano tra Cinque e Seicento.
Venendo invece a domani, martedì 10 marzo, la giornata prevede dalle 10 alle 11.30: “L’exoticus nell’opera. Cantanti, librettisti e compositori”. Presiede Philippe Vendrix (CNRS-Centre d’études supérieures de la Renaissance, Tours), interventi di Emily Wilbourne (The City University of New York) Giovannino Buonaccorsi in Venice: An enslaved Black singer on the public opera stage, Elena Murarotto (ricercatrice indipendente) L’Irene (1694) di C.F. Pollarolo e G. Frigimelica Roberti tra storia e immaginario ottomano, Chiara Casarin (Università Ca’ Foscari di Venezia) Dalla letteratura di viaggio alla scena operistica: drammaturgie dell’esotico ne Il Colore fa la Regina di Matteo Noris e Carlo Francesco Pollarolo.
Il convegno proseguirà poi dalle 12 alle 13, quando in programma c’è “L’exoticus nella scenografia. Filologia e attualizzazione”, presiede Cristina Grazioli (Università di Padova): interverranno Maria Ida Biggi (Università Ca’ Foscari di Venezia) L’elemento esotico presente nelle scenografie veneziane di Sei e Settecento, Lorenzo Cutùli (Accademia di Belle Arti di Venezia) con “Mirabilia & Artificialia: L’esotico reinventato. Intelligenza Artificiale e scenografie per l’opera del Seicento”.
Il convegno riprenderà, poi, con in cartellone, dalle 15 alle 16, “Danzare l’exoticus nell’opera”: presiede Elena Randi (università di Bologna), interventi di Stefania Onesti (Università di Siena) Serragli, principesse ed esploratori: l’esotico nel ballo teatrale veneziano della seconda metà del Settecento, Gloria Giordano (Accademia Nazionale di Danza, Roma) Il fascino dell’esotico nei balli di Gaetano Grossatesta per l’opera veneziana (1720-1745). Mentre, dalle 16.30 alle 19, sarà il momento della Visita alle collezioni in città, con tema “All’opera nelle collezioni del Conservatorio Benedetto Marcello”: Biblioteca del Conservatorio Marcello: il manoscritto del Lamento d’Arianna di Claudio Monteverdi, le scenografie di Giacomo Torelli, i manoscritti di Annamaria e Chiaretta dell’Ospedale della Pietà.
Infine, si arriva all’ultima giornata del convengo, mercoledì, quando, dalle 9.30 alle 13.30 è prevista un’altra Visita alle collezioni in città, questa volta con tema: “Sulle tracce dei turchi a Venezia” al Museo Correr: gli strumenti musicali ottomani della collezione Morosini e l’organo di Lorenzo Gusnasco da Pavia; e altro tema “All’opera nelle collezioni dell’Ospedale della Pietà, Santa Maria della Pietà: gli strumenti musicali. Infine, dalle 15 alle 16, sarà la volta di “Sulle tracce dei turchi a Venezia”, alla Scuola Dalmata: visita ai teleri di Vittore Carpaccio (strumenti musicali dei Seleniti) e Camminata verso il fondaco dei Turchi.

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In copertina, la località veneziana dove si terrà il convegno di tre giorni.

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