(g.l.) Non solo i Tiepolo, protagonisti in queste settimane di iniziative di grande successo. Itineraria Fvg renderà omaggio anche a un grande artista friulano contemporaneo, del quale si è appena ricordato il decimo anniversario della scomparsa: Arrigo Poz. È quanto annuncia Maria Paola Frattolin che per gli auguri pasquali ha utilizzato l’immagine di un bellissimo affresco che si può ammirare nella Basilica delle Grazie a Udine. «Faremo degli incontri/itinerari dopo Pasqua», precisa la presidente dell’attivissimo sodalizio culturale. E al centro dell’importante iniziativa sarà proprio il celebre Santuario mariano di piazza Primo Maggio, quella che per gli udinesi è da sempre conosciuta come “Zardin Grant”.
«Un’Aula a Cielo Aperto è il programma che Itineraria attua dal 1993 per promuovere il territorio come “aula” privilegiata per la conoscenza, per imparare esplorando: storia, arte, fede e speranza», scrive la presidente Frattolin nel “biglietto” di auguri impreziosito anche di una composizione poetica di Novella Cantarutti, scritta dopo il sisma del 1976. E poi aggiunge: «L’itinerario indicato per questa nuova edizione della “Pasqua nell’Arte” ci porta al grande Santuario della Beata Vergine delle Grazie in Udine, luogo di devozione ininterrotta dal 1479, anno in cui il luogotenente Giovanni Emo donò l’icona miracolosa della Vergine con il Bambino. Alla “Madonute des Graziis” si sono rivolti i fedeli nei secoli con profonda devozione, per cercare conforto della Fede, con fiducia sincera nella sua capacità di illuminare i momenti critici e più drammatici dell’esistenza. L’opera da ammirare per la Santa Pasqua si trova nell’atrio della Basilica. Qui, nel 1979, l’artista Arrigo Poz (1929-2015) realizzò una grande composizione dedicata alle vittime del devastante terremoto che aveva colpito il Friuli, di cui quest’anno ricorrono i 50 anni».
«L’opera, realizzata a tecnica mista, rievoca drammaticamente – conclude Maria Paola Frattolin – il dolore e le sofferenze del tragico evento. L’inserimento di potenti elementi lignei verticali e orizzontali, a formare la croce che si erge sulle vittime e le macerie di un’intera civiltà, crea profondo smarrimento, temperato dalla rinascita della linea di luce all’orizzonte, dall’uomo che ricostruisce e dalla nuova vita che nasce. La composizione è pervasa da un intenso sentimento di fede, sotto lo sguardo amorevole della Vergine che trasmette incoraggiamento e speranza».

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In copertina, il grande affresco di Arrigo Poz nella Basilica delle Grazie a Udine.

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