Si aprirà con un concerto dedicato allo “Splendore del Settecento” la stagione 2026 dell’Orchestra da Camera di Pordenone, che vedrà nuovamente sul podio il maestro inglese Ben Palmer a rinnovare il suo incarico di direttore principale proponendo, com’è sua abitudine, un programma musicale di notevole ricercatezza stilistica. Il concerto si terrà oggi, 27 marzo, alle 20.45 nel Duomo Concattedrale di San Marco a Pordenone, grazie al sostegno del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Friuli e del Comune di Pordenone-Verso Capitale italiana della Cultura 2027. Ingresso libero.
Mozart e Haydn sono i due “giganti” della musica nella sua stagione scintillante del classicismo, entro la quale si muove il repertorio scelto per questa esibizione. Protagonista assoluta sarà l’orchestra, che nelle mani dei due compositori mostra tutta la sua potente dinamicità: mentre Mozart la usa per farci “vedere” la danza, Haydn la sublima nella costruzione di un tempio sonoro di pura logica ed emozione.
Le musiche per il balletto dell’opera “Idomeneo, re di Creta”, capolavoro del genio mozartiano, scritto nel 1781, non sono un semplice “riempitivo” ornamentale, ma mostrano una costruzione così ricca e strutturata che potrebbe quasi costituire una sinfonia a sé stante. La forza creativa del Mozart venticinquenne sprigiona una partitura che vuole stupire, nel soddisfare il gusto del pubblico dell’epoca per i grandi finali spettacolari.
Dall’indole “teatrale” di Mozart si passa quindi allo spettacolare rigore della forma in Haydn, la cui Sinfonia n. 54, scritta intorno al 1774, è una delle opere più ambiziose e imponenti del suo periodo alla Corte ungherese degli Esterhazy. Anche in questo caso la musica rivela un legame con sontuose feste di palazzo, che richiedono di destare l’ammirazione del pubblico per una musica grandiosa. L’Adagio iniziale è maestoso e solenne, adatto a predisporre l’ascoltatore a qualcosa di grande, mentre il successivo movimento lento propone un momento di introspezione profonda e raffinata, quindi dopo l’intermezzo di danze si apre un finale che lascia spazio all’energia “dirompente” di Haydn, capace di trasformare un semplice tema in un motore inarrestabile.
A Udine, invece, questa sera – pure con ingresso libero – verrà eseguito il Requiem del grande Salisburghese. A 270 anni dalla nascita di Wolfgang Amadeus Mozart, il “Festival dei Tiepolo e del Settecento in Europa” celebra, infatti, il genio classico della musica con l’esecuzione del “Requiem in re minore K 626” nel giorno della morte del pittore veneziano. Oggi, 27 marzo, alle ore 20.30 nella Cattedrale di Santa Maria Annunziata, una larga compagine composta dal Coro del Friuli Venezia Giulia, brillanti solisti ovvero il soprano Mara Corazza, il mezzosoprano Marianna Acito, il tenore Enrico Basso ed il basso Kevin Baliviera, con la Fvg Orchestra diretta da Paolo Paroni, darà suono e voce a quest’immenso affresco sonoro del Settecento, dove dolore, supplica, pietà e speranza trasformano la liturgia dei defunti in una meditazione universale sulla condizione umana. L’evento riporta a Udine le eccellenze musicali regionali, quali il coro e l’istituzione musicale sinfonica del Friuli Venezia Giulia, nell’occasione di un altro anniversario, i 330 anni dalla nascita di Giambattista Tiepolo, il pittore tra i più rappresentativi del Barocco europeo cui è dedicato, insieme ai figli Giandomenico e Lorenzo, il festival organizzato da Itineraria diretto artisticamente da Maria Paola Frattolin.
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In copertina, il maestro Ben Palmer; all’interno, l’Orchestra da Camera di Pordenone, la Fvg Orchestra e il Coro del Friuli Venezia Giulia.

