(g.l.) “Aldo Peressa. Metamorfosi delle piante” è il suggestivo titolo della personale che l’architetto-artista propone da oggi, 13 marzo, con il Centro Friulano Arti Plastiche nello spazio espositivo della Fondazione Friuli in via Gemona 3 a Udine. La vernice, che sarà animata dalla presentazione di Alberto Vidissoni, si terrà alle 17.30; la mostra sarà quindi visitabile fino al 29 marzo prossimo con i consueti orari della galleria: venerdì 16-19, sabato e domenica 10-12.30, 16-19.
Aldo Peressa
Ma vediamo di conoscere meglio l’autore che, all’attività professionale, abbina anche il ruolo di presidente dell’attivissimo sodalizio culturale Il Mulino a Nordest. «Aldo Peressa – informa una nota del dottor Vidissoni, riportata sulla locandina del Cfap diretto da Bernardino Pittino – svolge la sua attività professionale di architetto, ma – come spesso accade – quello dell’architetto è un mestiere che, accanto alla dimensione tecnica, comporta comunque la ricerca della miglior forma di espressione, ricerca che tende talora a sconfinare in attività e mestieri collaterali, come quello artistico, in questo caso, nel quale si esercita la possibilità di sperimentare soluzioni non soggette alla funzione o all’uso. Le sue opere nascono da una tensione costante tra ordine e scarto, tra costruzione e residuo. Nelle piccole installazioni plastiche presentate in mostra, Peressa lavora come un archeologo del presente: raccoglie frammenti, materiali poveri, brandelli di natura, simboli logori e li ricompone in micro-mitologie contemporanee».
«Il Minotauro – si legge ancora – non abita più il labirinto, ma il sistema; The Waste Land è un paesaggio morale prima che ambientale; Vegetable Bondage interroga la natura addomesticata e messa alla prova dei sensi, mentre Golfer’s Heaven immagina un aldilà rigorosamente recintato e riservato ai soci. L’ironia è il suo strumento principale, ma non è mai fine a sé stessa: è un’ironia architettonica, strutturata, che regge pesi concettuali di fatto importanti. In Willy Rescue e Edenmarket la salvezza e il paradiso diventano servizi a scaffale; la Rosa Unica e Quinconce giocano con l’ossessione per il collezionismo e l’ordine, rivelandone l’aspetto qua si superstizioso. Anima Mundi tenta una sintesi impossibile, mentre La Grande Guerra riduce la tragedia storica a un oggetto fragile, come se la memoria stessa potesse incrinarsi». E poi il critico d’arte prosegue: «Con Evoluzione del Comunismo, infine, Peressa affronta l’utopia politica come fosse un organismo biologico: nasce, cresce, muta, e inevitabilmente si deforma e diventa fatto privatissimo. per formazione, artista per necessità, Aldo Peressa costruisce opere che non chiedono di essere comprese, ma osservate con sospetto e curiosità. Le sue installazioni non offrono rifugi, bensì piccoli dispositivi critici: non si abitano, ma si attraversano mentalmente, come stanze di un edificio che somiglia molto al nostro tempo».
«Tutti i lavori qui esposti – conclude Alberto Vidissoni – consistono in una riflessione sul rapporto natura-artificio, declinato in varie forme e soluzioni. Ora io sono convinto che l’uomo sia il soggetto più antinaturalistico presente sulla terra e che la sua produzione, anche quando si tratta di fatti artistici, ovvero privi di un valore d’uso, consista nel realizzare artifici. Dirò di più: anche l’introduzione di pezzi di natura (acqua, terra, fauna, flora) nell’ambiente antropico (parchi, giardini, aiuole, terrazzi, ecc.) significa realizzare artifici, sorta di ossimori che potrebbero essere catalogati come natura artificiale, ovvero artifici naturali. Ecco, dunque, il senso dei lavori che sono esposti. A partire da un “terreno” univoco (il pannello 40×50) che rappresenta una sorta di campo di lavoro teorico, quasi un’unità minima da laboratorio di prototipazione, sono sviluppate varie riflessioni, che vanno dalla religione, alla mitologia, all’arte, alla politica, al fumetto, al costume, ecc. in cui è comunque presente un frammento di natura metamorfizzata. Si tratta, quindi, di ipotesi interpretative che si propongono di stimolare nel fruitore la capacità di leggere i fenomeni da punti di vista non ortodossi, cogliendone gli aspetti autoironici e paradossali».
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In copertina e all’interno due immagini della personale di Aldo Peressa a Udine.

