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di Giuseppe Longo

GRADISCA D’ISONZO – Una importante pagina di storia, poco conosciuta se non addirittura del tutto ignorata, e che meritava di essere riscoperta. Tanti a Gradisca e nell’Isontino, in genere, avevano il desiderio di farlo. E lo hanno dimostrato, ieri sera, riempiendo in ogni ordine di posti, in platea e nelle due gallerie, il Teatro Comunale. Gremitissima – più di 300 persone! – la magnifica sala per applaudire “La serva padrona”, l’opera buffa che Giovanni Battista Pergolesi (1710-1736) compose poco più che ventenne e che il maestro Carlo Grandi, direttore artistico dell’Orchestra Thomas Schippers, ha scelto per ricordare l’80° anniversario di quell’esperienza straordinaria che la Fortezza della Serenissima visse alla fine dell’ultima guerra. In quell’estate seguita alla Liberazione ospitò, infatti, il Teatro alla Scala di Milano – le cui storiche strutture, fate costruire dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, erano state devastate dal bombardamento di due anni prima – che dette vita a una stupenda stagione in riva all’Isonzo, proponendo un raffinato ventaglio di opere, replicate in decine di rappresentazioni, dei più grandi autori del belcanto italiano.

Interpreti della frizzante e divertente pagina pergolesiana, apripista della tradizione dell’opera buffa in Italia, due belle voci: quelle del soprano Mara Corazza nel ruolo di “Serpina” – la intraprendente e furba domestica che avrebbe ben presto assunto una posizione di comando – e del basso Eugenio Leggiadri Gallani che vestiva i panni di “Uberto”, il “padrone” di casa. Ma anche il “muto” Luca Facciolà nel ruolo di “Vespone”. All’Orchestra Schippers il compito di accompagnare i cantanti, nelle due parti portate in scena con la regia di Dario Ponissi, assieme al famoso clavicembalista Alberto Busettini. La formazione cameristica era formata da Laura Grandi, Marco Favento, Daniel Longo, Simonetta Fumiato e Lea Pangerc (violini); Emma Anna Krizsik (viola), Massimo Favento (violoncello), Laura Soranzio (contrabbasso). Ad applaudirli, tra il foltissimo uditorio, anche l’avvocato Cristiano Gobbi, presidente dell’Associazione Thomas Schippers che, appunto, esprime l’Orchestra protagonista dell’importante evento.
Prima della rappresentazione avevano portato un saluto il sindaco Alessandro Pagotto e Roberta Demartin, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia che con il Comune gradiscano ha finanziato il riuscitissimo allestimento. Nell’occasione, c’era stato anche un breve intervento introduttivo del maestro Grandi accompagnato da alcune interessanti note storiche e riflessioni di Paolo Sonson, dal brillante passato operistico al Verdi di Trieste, che il giorno precedente, durante la prova generale aperta, aveva proposto una “lettura” di quella straordinaria estate gradiscana del 1945: «C’ero anch’io – ha aggiunto scherzosamente -, anche se nel grembo di mia madre!». «Quella parentesi, pur limitata nel tempo – ha ricordato l’assessore alla cultura Marco Zanolla -, portò in città artisti, tecnici, maestranze e musicisti che rappresentavano il cuore della tradizione lirica e sinfonica nazionale. Fu allestito un teatro all’aperto da 3000 posti, dove si esibirono alcuni dei più grandi nomi della lirica italiana e mondiale, come Mario Del Monaco e Giulietta Simionato. La loro attività contribuì a restituire alla comunità un orizzonte di fiducia, riportando la musica sul palcoscenico pubblico proprio mentre il Paese cercava di ritrovare una propria fisionomia civile». E quella speciale “stagione” ebbe anche una importante ricaduta sull’economia di Gradisca che cercava di ripartire dopo i drammi del conflitto.


Tanti gli applausi alla fine dell’opera del giovanissimo Pergolesi da parte di un pubblico pure dispiaciuto che la rappresentazione fosse già conclusa: la sua durata è infatti appena di un’ora o poco più. E l’auspicio generale, al quale aggiungiamo anche il nostro, è che un’opera così ben allestita e apprezzata possa avere un seguito. A Gradisca d’Isonzo ha avuto uno scopo “celebrativo”, ma sarebbe bello potere riapplaudire “La serva padrona” anche in altre località della regione e magari d’Italia. Il maestro Grandi e l’Orchestra Schippers sono sicuramente d’accordo.

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In copertina, gli interpreti salutano tra gli applausi alla fine dello spettacolo; all’interno, l’Orchestra Thomas Schippers e una scena dell’opera buffa; i saluti del sindaco Alessandro Pagotto,  di Roberta Demartin per la Fondazione Carigo e del maestro Carlo Grandi, presente l’esperto Paolo Sonson. Quindi, un settore del foltissimo pubblico nel Teatro di Gradisca.

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