Un profondo e intenso respiro collettivo: «quattro giornate che ci hanno permesso di “respirare” insieme, per leggere il nostro tempo e provare -insieme – a capire, in un momento che tutti avvertiamo di drammatica importanza per il mondo, e le nostre vite». La presidente dell’Associazione vicino/lontano di Udine Paola Colombo,co-curatrice del festival, a poche ore dalla conclusione della XXII edizione così racconta un’edizione fortemente partecipato dal pubblico, che ha affollato ogni evento e ogni sede di incontro, spesso con lunghe code, come per la serata di Anteprima dedicata all’evento scenico “Specchi. Gaza e noi”, e per la serata di consegna del Premio Terzani 2026, sabato sera con il vincitore Alaa Faraj al Teatro Nuovo Giovanni da Udine, sold out in ogni ordine di posto. «La parola chiave scelta, respiro, è stata realmente importante per questa edizione – spiega ancora Paola Colombo – e ha dato spessore e continuità a tutti gli eventi in programma. Il festival ha dimostrato coraggio in questa e in altre scelte: e questa visione è stata premiata dal pubblico, spesso commosso, come nella Chiesa di San Francesco quando, a conclusione di “Specchi. Gaza e noi”, gli spettatori si sono sciolti in un toccante pianto, in un emozionante momento collettivo di assunzione di responsabilità, quando in chiesa di San Francesco è stato aperto il “Sudario della memoria”, il lenzuolo lungo 25 metri che riportava impressi i nomi dei 18.457 bambini uccisi a Gaza, preparato dall’associazione Carnia per la pace».
Ogni giorno migliaia di spettatori hanno affollato gli eventi di vicino/lontano 2026, promosso sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo, oltre 80 dal 7 al 10 maggio, preceduti dal cartellone di anteprime, con il coinvolgimento di oltre 200 personalità del mondo delle scienze, della letteratura, dell’arte, dello spettacolo e dell’informazione. Fra questi, Pankaj Mishra, Paola Caridi, Tomaso Montanari, Nabil Bey Salameh, David A. Graham, Francesca Mannocchi, Rodrigo D’Erasmo, Alex Cobham, Lucio Caracciolo, Sigrid Kaag, Raffaele Simone, Lorenzo Bini Smaghi, Riccardo Noury, Omran Shroufi, Alessandra Algostino, Aldo Schiavone, Silvio Brusaferro, Luciana Castellina, Piero Ignazi, Anna Maria Giordano, Pier Aldo Rovatti, Riccardo Staglianò, Artur Weigandt, Angelo Floramo, Danilo De Marco, Ebru Günay, Giacomo Marramao, Paola Bonfante, Marino Sinibaldi, Luciano Boi, Loris De Filippi, Gian Mario Villalta, Giuseppe Remuzzi, Tonia Mastrobuoni, Vittorio Di Trapani, Roberto Scaini, Marinella Chirico, Giovanni Bianconi, Carlos Duarte i Monserrat, Luigi Ferrajoli, Luciana Esposito e Gustavo Zagrebelsky, Angela Terzani, Alessandra Sciurba.
«Un’edizione – commenta il presidente del Comitato Scientifico, Nicola Gasbarro – che ci ha fatto registrare la solidarietà di Udine, una vicinanza “rinvigorente”, perché il respiro sociale è di conforto a quello individuale. Abbiamo cercato di affrontare i temi forti del nostro tempo, talvolta anche di provocare. Certamente questa edizione ha rinnovato il forte senso di appartenenza del pubblico e centrato i suoi obiettivi anche dal punto di vista scientifico e culturale, con l’alto livello dei relatori, a loro volta colpiti dal clima del festival e desiderosi di tornare e ritrovarsi con noi, a Udine, le prossime edizioni».

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Alaa Faraj, serata di emozioni
in Teatro al “Premio Terzani”

Grande emozione, sabato sera, al Teatro Nuovo Giovanni da Udine per la Cerimonia di consegna della XXII edizione del Premio Letterario internazionale Tiziano Terzani al vincitore, Alaa Faraj, autore del romanzo epistolare “Perché ero ragazzo” pubblicato da Sellerio, attualmente detenuto nel carcere di Palermo, beneficiario di un provvedimento di Grazia parziale concesso dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenuto con l’autorizzazione del Tribunale di Sorveglianza di Palermo. «Siamo grati alle autorità competenti per aver permesso la partecipazione di Alaa Faraj a questa serata e siamo felici che il pubblico possa ascoltare la storia esemplare di dignità e coraggio alla quale abbiamo assegnato il Premio dalla voce stessa del suo autore», hanno spiegato, in una affollatissima cerimonia che ha fatto registrare il tutto esaurito, Angela Terzani, presidente di Giuria del Premio Terzani, e Paola Colombo, presidente dell’Associazione vicino/lontano che organizza il festival. “Perché ero ragazzo”, ha sottolineato ancora Angela Terzani leggendo le motivazioni del conferimento, «è un racconto doloroso ma necessario: abbiamo voluto premiare la storia di un ragazzo libico nato a Bengasi nel 1995, un ventenne studente di ingegneria e promessa del calcio che nel 2015 decideva di lasciare la Libia sconvolta dalla guerra civile, partendo a bordo di un barcone insieme agli amici di pallone, senza avvisare la famiglia. Durante quella traversata 49 persone morirono soffocate dentro la stiva. Sbarcato drammaticamente in Italia, Alaa Faraj è stato accusato, dopo una frettolosa indagine, di “concorso in omicidio plurimo e violazione delle norme sull’immigrazione”, e condannato a 30 anni di carcere. Eppure Alaa non si fa sconfiggere dalla disperazione. Studiare, imparare è diventato il suo modo di sopravvivere, continuando ad affermare la sua innocenza e accettando, sempre fiducioso nella giustizia, il ruolo del detenuto, ma mai quello del criminale». Condotta dal giornalista e critico letterario Marino Sinibaldi, membro della Giuria del Premio, la serata di ieri ha ospitato l’intervento della destinataria delle lettere di Alaa Faraj, Alessandra Sciurba, docente di Filosofia del diritto all’Università di Palermo che ha contribuito in modo determinante alla realizzazione del libro. E inoltre della giornalista Luciana Castellina, che per prima ne ha scritto, del giurista Gustavo Zagrebelsky in collegamento, del sacerdote don Francesco Saccavini, impegnato nel sociale. «Sono grato al Premio Terzani e ad Angela Terzani: questa è l’Italia che mi ha accolto, l’Italia che mi ha insegnato – ha detto commosso sul palcoscenico Alaa Faraj –. Il vostro Paese ha uno strumento straordinario che si chiama cultura, per il quale vi ringrazio e il mio pensiero va adesso a Tiziano Terzani per il suo insegnamento». Un ringraziamento che Alaa Faraj ha esteso all’editore Sellerio, per il coraggio nella pubblicazione del libro, al suo avvocato, a tutti i sostenitori della sua avventura umana e letteraria e naturalmente ad Alessandra Sciurba, senza la quale il libro non sarebbe mai esistito: Alaa Faraj ha infatti raccontato la sua storia in un italiano appreso dentro le celle, scrivendo a mano, in stampatello, su fogli rimediati in prigione e poi inviati – lettera dopo lettera – alla sua “carissima amica Ale”. Così è nato un romanzo epistolare e di formazione: “un resoconto in presa diretta, che si fa stile letterario a pieno titolo”, hanno chiosato le motivazioni del Premio Terzani 2026. «Purtroppo – ha dichiarato ancora Alaa Faraj – non viviamo tempi facili e non saremo mai in pace, quando gli altri sono in guerra: lo stiamo provando in presa diretta, con la guerra in Iran che ci fa soffrire tutti, e con il genocidio in atto a Gaza». La serata è stata introdotta dalle letture del libro a cura dell’attore e regista Massimo Somaglino, il suggello con l’esecuzione dell’Orchestra d’archi e percussioni del Conservatorio Jacopo Tomadini” di Udine, diretta dal Maestro Fabio Serafini, con Lucio Degani violino solista. La Giuria che ha assegnato il Premio Terzani 2026 è composta da Angela Terzani (presidente), Saskia Terzani, Enza Campino, Toni Capuozzo, Marco Del Corona, Andrea Filippi, Milena Gabanelli, Nicola Gasbarro, Carla Nicolini, Marco Pacini, Paolo Pecile, Remo Andrea Politeo, Marino Sinibaldi, Mario Soldaini.

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«Abbiamo puntato sul rapporto fra la testimonianza dei nostri ospiti e la riflessione – aggiunge la co-curatrice Franca Rigoni – per sostenere la possibilità di ogni cittadino di costruire un proprio giudizio autonomo. Valore aggiunto la possibilità di dialogo, a conclusione degli incontri, fra il pubblico e i relatori: un filo diretto che ha permesso di “respirare” insieme attraverso ogni incontro». E certamente – spiega il co-curatore Álen Loreti – abbiamo apprezzato anche la qualità del contributo offerto dal pubblico nel corso degli eventi, con interventi mirati e di qualità, che evidenziano il senso del nostro lavoro: il programma del festival punta infatti a offrire una “cassetta degli attrezzi” utile ad affrontare la complessità del nostro tempo. Ci siamo resi conto che le persone sono mediamente molto più informate e chiedono di essere coinvolte nei ragionamenti. È il loro modo partecipe di stare dentro al festival».
Vicino/lontano festival tornerà nel 2027, da giovedì 6 a domenica 9 maggio, con un programma come sempre ricco di anteprime. Ma l’edizione 2026 non finisce qui: nei mesi estivi prenderà infatti vista una nuova edizione di vicino/lontano mont, ed è già attesissimo l’evento che accoglierà il pubblico fra un mese esatto, mercoledì 10 giugno, per ricordare insieme Aldo Colonnello, instancabile seminatore di cultura. Sarà a Udine per ricordarlo, lo storico Carlo Ginzburg, assieme al fotografo Danilo De Marco e all’antropologo Gian Paolo Gri: appuntamento il 10 giugno, alle 18, nel Salone del Popolo. Sarà l’occasione per ritrovare una figura straordinaria della cultura, perché Aldo Colonnello, maestro elementare, era convinto che apprendere dai suoi piccoli allievi fosse necessario per non cristallizzare l’esperienza del sapere e fu capace di educare alla libertà di pensiero. La Biblioteca civica di Montereale Valcellina, da lui fondata e diretta per decenni, è stata un centro vivo di incontri, conferenze, ricerche archeologiche, poesia e storia locale. Attorno a quell’esperienza nacque il Circolo Menocchio, che ha trasformato un piccolo centro della pedemontana in un crocevia culturale capace di attirare studiosi e scrittori dal mondo. Fu lui a intuire, già negli anni Settanta, la portata del lavoro di Carlo Ginzburg e il suo Il formaggio e i vermi quando Menocchio non era ancora diventato un simbolo internazionale della microstoria. Fu sempre lui a dare spazio e voce a poeti come Federico Tavan, Pierluigi Cappello e a tanti artisti che hanno trovato lì una casa dove respirare una cultura libera e rigorosa, fondamento della società civile.

Vicino/lontano 2026 è stato organizzato realizza grazie al contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Udine, della Fondazione Friuli, della Camera di Commercio di Udine e Pordenone, di Confindustria Udine e con il sostegno di: Banca di Udine Credito Cooperativo, Ilcam, Amga Energia & Servizi, Axians, SOM, Eps international, Coop Alleanza 3.0, Legacoop Friuli Venezia Giulia, Confcooperative Alpe Adria, Prontoauto, Sistema Sosta Mobilità, Sub-ti, Farmacia Antonio Colutta, Fondazione per il Riformismo FVG e SISSA. Il festival gode inoltre del supporto di numerosi sponsor tecnici, espressione dell’imprenditoria del territorio. Anche quest’anno vicino/lontano si è svolto con la media partnership di Rai Radio 3 e Rai Friuli Venezia Giulia, con collegamenti in diretta dal festival.

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In copertina, un foltissimo pubblico in attesa di uno spettacolo davanti alla chiesa di San Francesco a Udine.

(Foto Lorenzo Scaldaferro)

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