di Mariarosa Rigotti
«E subito riprende il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare». È una citazione di Giuseppe Ungaretti che accompagna il Festival “Arrivano dal Mare!” che si animerà fino al 24 maggio tra Ravenna e Gambettola e conta come direttori artistici Roberta Colombo e Andrea Monticelli. Un’edizione che si inserisce nel contesto di Ravenna 2026 – Capitale Italiana del Mare (titolo conferito dal Ministero per la Protezione civile e le Politiche del mare), di “De Portibus”, il Festival dei porti che collegano il mondo (21-23 maggio Ravenna) e del programma Cultura Lituania in Italia 25-26. Un evento che, tra l’altro, conta una sezione con la presenza di una importante realtà della nostra regione, l’Alpe Adria Puppet Festival del Cta di Gorizia, e la partecipazione di Alfonso Cipolla, uno studioso noto anche in Friuli per la partecipazione sia a questo evento goriziano e gradese sia a convegni a Cividale, città dove ha sede il Centro internazionale Vittorio Podrecca con il Teatro delle Meraviglie di Maria Signorelli.
I fratelli Monticelli.
Un’edizione, dunque, come viene sottolineato, in cui “parole chiave” sono nomadismo e resistenza, un evento «dedicato all’incredibile mondo del Teatro di figura. Un universo difficile da narrare, che resiste, nonostante tutto, come solo l’Arte sa resistere e continuare a dare possibili risposte in un mondo confuso e privo di certezze». Va ricordato che questo Festival, cominciato nel lontano 1975, è riconosciuto come una tra le più longeve manifestazioni interamente dedicate al Teatro di figura in Italia e nel mondo e, dal 2015, la proprietà del marchio e la direzione artistica sono del Teatro del Drago/Famiglia d’Arte Monticelli di Ravenna, diretta dai fratelli Andrea e Mauro, in collaborazione con i Comuni ospitanti, la Regione Emilia Romagna e il Ministero della Cultura. Nel tempo, il il Festival è diventato un punto di riferimento e appuntamento immancabile per burattinai, marionettisti, pupari e narratori tradizionali, ma anche per artisti e compagnie emergenti coinvolti nella ricerca di nuovi linguaggi per l’immagine e la figura, studiosi del teatro, critici, amatori e spettatori.
E sull’importanza di questo evento si è soffermata anche Gessica Allegni, assessore regionale alla cultura: «”Arrivano dal Mare!” è un Festival che la Regione Emilia-Romagna sostiene con convinzione attraverso la Legge 13 sullo spettacolo dal vivo, perché rappresenta esattamente ciò in cui crediamo: cultura radicata nel territorio, accessibile, capace di aprirsi al mondo». Il Teatro di figura, ha aggiunto, «non è solo tradizione: è uno strumento educativo vivo, che nutre creatività e relazioni, nei bambini e negli adulti. Ringrazio la famiglia Monticelli, la direzione artistica, le operatrici e gli operatori di Teatro del Drago e le amministrazioni comunali coinvolte, per il lavoro straordinario che, edizione dopo edizione, rende l’arte un patrimonio condiviso da tutta la comunità».
Roberta Colombo
Un plauso anche da Ater Fondazione attraverso il direttore Antonio Volpone: «Siamo particolarmente lieti di avviare, per la prima volta, una collaborazione con il Festival “Arrivano dal mare!”. Il contributo di Ater si concretizza nel sostegno e nell’accoglienza di una delegazione internazionale di operatrici e operatori, direttrici e direttori di Festival di teatro di figura provenienti da numerosi Paesi, quali Repubblica Ceca, Serbia, Croazia, Canada, Lituania, Slovenia, Macau, Giappone, Usa, Scozia, Bulgaria, Finlandia, Portogallo, Germania, Montenegro, Bosnia-Erzegovina». Un evento, dunque, con in cartellone spettacoli, mostre, incontri letterari, workshop, il Focus Lituania, il progetto Cantiere, il progetto Senza fili, 3 Unima Ecosostenibilità Costruttori/Costruttrici di Italia, Spagna e Francia; e ancora Parole in figura, il percorso di alta formazione Animateria, il progetto EbalL – Palcoscenici per la danza contemporanea.
E tra il ricchissimo cartellone ricordiamo, dunque, quanto prevede la partecipazione dell’Alpe Adria Puppet Festival cioè Cantiere 2026. Si tratta di un percorso di accompagnamento alla produzione per artisti, artiste e compagnie di Teatro di figura a cura di Festival internazionali; Incanti, Anima IF, appunto, Alpe Adria Puppet Festival, Insolito Festival, “Arrivano dal Mare!”. Un Progetto Cantiere che nasce «per dare un’opportunità concreta alle compagnie emergenti che utilizzano il linguaggio del Teatro di figura come loro linguaggio principale. Promuove il Teatro di Figura in Italia investendo in modo strutturato nella creatività e professionalità di compagnie emergenti per creare un teatro che voglia sperimentare e in un’ottica di ricambio generazionale. In questa 13ma edizione sono stati selezionati otto progetti che presenteranno la loro idea di produzione attraverso un’azione performativa e un breve dialogo che avverrà in presenza di direttrici e direttori di Festival Internazionali di Teatro di figura».
Ma va citato anche quanto prevede la presenza di Alfonso Cipolla e cioè Parole in figura che, come viene spiegato dagli organizzatori, vuol dire: «L’arte della figura, negli ultimi anni, sta cercando di colmare un divario: quello della povertà di testi scritti sull’argomento e la 51ma edizione del Festival ne è una prova concreta. Da Shakespeare a Verdi, al teatro sociale, alla tradizione di Meneghino, fino ad arrivare alla drammaturgia contemporanea; alla incredibile esperienza di teatro nelle zone di guerra; al dossier di Hystrio: Teatro di Figura 2000». Il tutto si concretizza in sei appuntamenti che «attraversano il Festival per riflettere, conoscere, informare e dialogare su di una arte sempre più universale e coinvolgente ad ogni latitudine e longitudine».
Palazzo Rasponi a Ravenna.
Così, oggi, 22 maggio, nel salone Nobile di palazzo Rasponi, a Ravenna, sarà la volta della relazione del professor Cipolla con “Metamorfosi della rappresentazione. Shakespeare, Verdi e le marionette: storie di rimandi e tradimenti”. Un saggio che «attraversa secoli di teatro alla ricerca della sua materia più viva e mutevole. Un gioco “alchemico” che intreccia cultura alta e tradizione popolare, drammaturgia e oralità, melodramma e burattini. Al centro, la capacità del teatro di reinventare le storie prima ancora che diventino “classici”, in un dialogo serrato di rimandi, riscritture e tradimenti fecondi: filo rosso la lente deformante delle marionette».
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In copertina, il professor Alfonso Cipolla con i suoi amati burattini.
