di Giuseppe Longo
«È un dato pastoralmente molto bello. Non parla soltanto di generosità, ma di appartenenza. In un tempo in cui tutto sembra intermittente (presenze, abitudini, partecipazione), questa continuità silenziosa dice che la Comunità c’è e si fa carico delle esigenze. Accanto a questo, c’è un secondo elemento altrettanto importante: la gestione ordinaria è positiva. La vita quotidiana della Parrocchia (celebrazioni, attività pastorali, utenze, assicurazioni, cura degli ambienti) si sostiene senza creare squilibri. Non stiamo vivendo sopra le nostre possibilità». Oggi su “Insieme”, il suo notiziario settimanale, la Parrocchia arcipretale di Sant’Eufemia, a Grado, apre un’ampia parentesi sulla sua situazione economica, non fornendo numeri ma considerazioni molto positive e incoraggianti.
«Il rendiconto economico della Parrocchia – scrive infatti monsignor Paolo Nutarelli – non è soltanto un insieme di numeri. È una fotografia della Comunità che lo esprime. Dentro quelle cifre ci sono volti, storie, gesti semplici e quotidiani. Ci sono mani che accendono una candela, persone che fanno offerte senza farsi notare… Se mettiamo insieme le elemosine, le offerte per le candele votive e le altre forme di sostegno, emerge un dato chiaro: le offerte complessive sono in linea con l’anno precedente, se non addirittura superiori, soprattutto se consideriamo anche quanto raccolto per eventi particolari (l’emergenza caldo, la raccolta per le alluvioni di Versa e Brazzano, il sostegno allo Sri Lanka)».
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Tanti pellegrini a Gemona
(g.l.) Una quarantina di gradesi assieme a tantissime altre persone di tutto il Decanato (quasi quattrocento) hanno partecipato ieri pomeriggio al pellegrinaggio quaresimale a Gemona, beneficiando peraltro di una bellissima giornata. Era presente anche l’arcivescovo emerito di Gorizia Carlo Redaelli – che presto ricoprirà un prestigioso incarico in Vaticano -, oggi amministratore apostolico della Diocesi in attesa della scelta del nuovo presule da parte del Papa, la cui nomina dovrebbe avvenire prima di Pasqua. Tre le tappe nella cittadina che si appresta a diventare la “capitale” delle celebrazioni per il cinquantenario del terremoto che l’aveva completamente distrutta causando la morte di quattrocento persone: il Duomo di Santa Maria Assunta, la chiesetta di San Rocco e il Santuario di Sant’Antonio di Padova, il più antico del mondo.
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E l’arciprete aggiunge: «Questo è un segno di maturità comunitaria, perché significa che non siamo costretti a rincorrere le emergenze, ma possiamo scegliere dove orientare energie e risorse. Le spese più consistenti, infatti, sono date da scelte pastorali: gli interventi straordinari, le manutenzioni, gli investimenti sulle strutture, sul Nido Integrato e sul Ricreatorio Spes non sono problemi da tamponare, ma scelte di futuro. Una Parrocchia non accumula per paura: reinveste per generare. Dentro questa logica va letto anche l’impegno economico per la Scuola dell’Infanzia ed il Nido integrato che non rappresenta un peso, ma una scelta pastorale resa possibile da una gestione ordinaria sana. Significa accompagnare bambini e famiglie nei primi anni di vita, esserci quando una famiglia cerca punti di riferimento, offrire un luogo educativo dove può nascere o rinascere un legame con la Comunità cristiana».
E proprio riguardo al Ricreatorio di Città Giardino, struttura formativa cui tiene molto, don Paolo aggiunge una importante riflessione. «Lo Spes – osserva – non è soltanto un edificio, ma uno spazio dove le relazioni prendono forma: bambini che crescono, adolescenti che imparano responsabilità, famiglie che si incontrano, Associazioni che trovano casa. Investire in questa struttura non significa sistemare muri, ma realizzare e custodire legami. Oggi la Comunità non nasce automaticamente: ha bisogno di luoghi concreti dove potersi fermare, incontrare e costruire rapporti. Il bilancio, allora, non racconta semplicemente un risultato economico: racconta una direzione e, soprattutto, una Comunità fedele, responsabile e capace di guardare avanti». L’arciprete quindi conclude: «Questi numeri, letti attentamente, lo dimostrano: tengono insieme equilibrio, generosità e prospettive. Tenere i conti in ordine significa poter avere aperte le porte: una Parrocchia vive davvero quando la persona può dire, con semplicità e verità: questa è anche casa mia!».
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In copertina, monsignor Paolo Nutarelli arciprete di Grado durante una celebrazione nella Basilica di Sant’Eufemia.

