Lignano si prepara ad accogliere uno degli autori italiani più apprezzati nel panorama della narrazione della cronaca contemporanea. Domani, 9 luglio, alle 18.30 al PalaPineta, nell’ambito della rassegna “Incontri con l’autore e con il vino” – promossa dall’Associazione Lignano nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito, e curata dallo scrittore Alberto Garlini, dal tecnologo alimentare Giovanni Munisso e dall’enologo Michele Bonelli – sarà ospite Stefano Nazzi per raccontare il suo “Predatori. I serial killer che hanno segnato l’America” (Mondadori), in dialogo con Alberto Garlini.
Considerato una delle voci più autorevoli del true crime italiano, Stefano Nazzi ha conquistato migliaia di lettori e ascoltatori grazie a uno stile sobrio, documentato e mai sensazionalistico, capace di restituire il contesto storico, sociale e umano dietro ogni vicenda. In questo suo ultimo libro, Nazzi conduce il lettore nel cuore della storia del fenomeno dei serial killer negli Stati Uniti, concentrandosi sul periodo tra gli anni Sessanta e Novanta, quando il fenomeno raggiunse dimensioni senza precedenti. Ripercorre quei decenni bui, portandoci nelle menti di alcuni dei più spaventosi serial killer americani raccontando non solo le vicende criminali più note, ma anche la nascita delle moderne tecniche investigative e del profiling criminale.
John Wayne Gacy vestiva da clown alle feste per bambini e seppelliva adolescenti sotto casa. Edmund Kemper, il gigante gentile discuteva con gli agenti di Shakespeare e poi tornava a sezionare cadaveri. David Berkowitz, il Figlio di Sam, diceva di agire per ordine di un labrador posseduto dal demonio. E ancora, Dennis Rader, padre di famiglia e tecnico della sicurezza, si firmava BTK – «Bind, Torture, Kill» – e Aileen Wuornos, sosteneva di uccidere per difendersi, ma lo fece sei volte, a sangue freddo. E Ted Bundy, colto, brillante, magnetico, «un tipico ragazzo americano che uccide tipiche ragazze americane». Accanto a loro, ci sono le storie delle donne e degli uomini che li hanno inseguiti, studiati, catalogati. Negli scantinati di Quantico, due agenti dell’Fbi, Robert Ressler e John Douglas, iniziarono ad analizzare i profili degli assassini seriali e poi a parlare con loro. Insieme alla psicologa Ann Burgess, visitarono le carceri di massima sicurezza e intervistarono trentasei serial killer. Con il rigore giornalistico che lo contraddistingue, Nazzi ricostruisce un’epoca e un fenomeno che hanno cambiato profondamente il modo di indagare sui delitti.
Come da tradizione, al termine della presentazione il pubblico potrà partecipare a una degustazione dello Schioppettino di Prepotto 2022 dell’azienda vinicola Lis Fadis di Spessa di Cividale. Un vino dal colore rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso esprime aromi fruttati di mirtillo, ribes nero e rovo che si sposano perfettamente con le note speziate di pepe verde. Al palato è vellutato, fresco, avvolgente e ben equilibrato. Invecchiando sviluppa un elegante bouquet di sottobosco e spezie. All’interno del PalaPineta, sarà allestito un corner da Librerie Coop per poter acquistare le copie dei libri con la possibilità di farsele autografare dall’autore.
Gli Incontri con l’autore e con il vino 2026 sono organizzati dall’Associazione Culturale Lignano Nel Terzo Millennio presieduta da Giorgio Ardito e curati da Alberto Garlini, Giovanni Munisso e Michele Bonelli. La manifestazione e le iniziative collegate (stage di scrittura creativa, cene con l’autore) hanno il sostegno della Città di Lignano Sabbiadoro, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Assoenologi, Società Lignano Pineta, Porto Turistico Marina Uno Resort, Hotel President Lignano, Hotel Marina Uno, Banca360FVG, CiviBank, Ramberti, Adriastrade, Aedificare, Lazzarini Impianti, Officine Zamarian, Repower, Ma.in.cart., Applicatori società cooperativa, Ceda Impianti, Costruzioni Cicuttin, Dersut Caffè, Esternogiorno, Superflex – CBR Tendaggi, T.KOM, Zulianello Paolo, Koki, Artesegno, Lignano Banda Larga, Legnolandia.
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In copertina, lo scrittore Stefano Nazzi in una foto di Claudio Sforza.
