Prosegue anche nel 2026 una delle cifre distintive del Piccolo Opera Festival, ovvero la valorizzazione del Patrimonio immateriale Unesco nella divulgazione della musica popolare e tradizionale, proponendo un emozionante contatto con culture vicine e lontane che incarna lo spirito transfrontaliero del festival e il tema di questa 19ma edizione, dedicato alla “Libertà” senza confini. Questi concerti, tra i più attesi del programma per l’occasione imperdibile di venire a contatto con culture e sonorità spesso sconosciute ai più, sono pensati come momenti da assaporare in luoghi che invitano alla meditazione fra dolci panorami collinari e siti carichi di storia e memoria, dove queste melodie trasformano il paesaggio del Collio goriziano in musica.

Romanzesu Bitti


Tre gli appuntamenti del “Canto dei Colli” nel calendario del festival: l’Ensemble Basiani, ensemble di Stato della Georgia, si esibirà nel Duomo di Cormons (domani 21 giugno ore 20.30) con musiche polifoniche dal sapore antico, che rimandano ai primi secoli del Cristianesimo, diffuse nella regione caucasica almeno dal IV secolo, nel legame con le liturgie sacre e i momenti di ritrovo collettivo, nel lavoro agricolo, nelle feste, nella condivisione di storie e miti. Il “canto a tenore sardo” risuonerà nell’incantevole Santuario di Santa Maria Regina dei Popoli in Preval a Mossa (25 giugno ore 20.30) con il gruppo Tenore Romanzesu Bitti, ensemble di quattro appassionati giovani cantori tutto under 30 (Claudio Sanna, Salvatore Ena, Giuseppe Crissantu, Andrea Sanna), che presenterà un repertorio di polifonia maschile tipica della Barbagia e della Sardegna centrale, tra canti religiosi e di festa popolare. Infine, l’Ensemble di canti e danze popolari del Teatro nazionale di Tirana, nell’antica chiesetta di Santo Stefano Protomartire di Giassico a Cormons (28 giugno), farà conoscere la tradizione della iso-polifonia albanese e della tradizione folclorica delle regioni centrali e meridionali del Paese, proponendo canti dal sapore poetico e sentimentale vissuti come patrimonio collettivo millenario.
Tutti i gruppi ospiti si distinguono, oltre che per la formazione specifica nel loro repertorio e nella prassi esecutiva, anche per la rigorosa ricerca sul campo, che li porta a conoscere e catalogare i canti della loro terra, preservando una memoria che si tramanda soprattutto come tradizione orale. Un lavoro meticoloso che contribuisce a mantenere vivo un ricco catalogo musicale che contribuisce in maniera attiva alla diversità culturale europea.
I biglietti per i concerti sono in vendita tramite il sito www.piccolofestival.org (online sul circuito www.vivaticket.com) oppure in prenotazione attraverso i contatti dell’InfoPoint del festival (ufficio presso Palazzo Strassoldo a Gorizia): tel/whatsapp +39 389 0295464 / mail: tickets@piccolofestival.org

(photo Damijan Simčič)

Intanto, l’Opera “Aida libera” ha aperto con successo la 19ma edizione del Piccolo Opera Festival giovedì 18 giugno nel meraviglioso Teatro di Verzura del Castello di Spessa, a Capriva del Friuli, tra i panorami del Collio, splendida scenografia naturale di questa nuovissima coproduzione europea realizzata con Opéra Grand Avignon e Sng Nova Gorica, nel cui Anfiteatro, dopo il debutto di ieri sera, sarà in scena anche oggi 20 giugno.
Questa rilettura del tutto originale, che “libera” la partitura di Verdi dal suo fardello epico ed eroico, è firmata dal regista dell’Opera di Avignone Fréderic Roels, nel suo intento di mettere maggiormente in luce l’intimo dramma che lega i personaggi principali, reinterpretando il triangolo tra Aida, Amneris e Radamès come potente metafora sulla libertà individuale oppressa dal potere. Il giovane musicista diciannovenne Solère, che ha riarrangiato l’orchestrazione per soli tre strumenti – cornetta per sostenere le melodie più distese, arpa per le parti più poetiche e live electronics come dirompente tappeto ritmico e drammatico – ha scommesso sulla forza dell’Opera coniugata a un’estetica più contemporanea per sottolinearne la straordinaria vitalità ed attualità nel parlare di amore, onore, sogni di felicità che si infrangono con sui confini invisibili degli Imperi e degli uomini.
Molti gli applausi per tutto il giovane cast di interpreti: il soprano russo Alina Tabolina nel ruolo dolente di Aida, il mezzosoprano iraniano Sarvenaz Forghani, allieva in master dell’Accademia GO! Borderless Opera Lab, in quello della sua feroce antagonista Amneris, il tenore cinese Zi-Zhao Guo nei panni di un appassionato Radamès e il baritono giapponese Tamon Inoue nell’ambiguo personaggio de L’Uomo dell’ombra, che, fondendo i personaggi di Ramfis e Amonastro, tira i fili di un destino già segnato. Musiche eseguite sul palco da Emmanuel Collombert (cornetta), Mathilde Giraud (arpa) e dallo stesso Solère (live electronics), mentre il simulacro di una piramide ha svelato o celato i protagonisti, con suggestivi effetti di luce e videoproiezioni, perfettamente inseriti nello scenario paesaggistico del parco.

Ensemble di Tirana

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In copertina, l’Ensemble Basiani dello Stato della Georgia che si sibirà domani a Cormons; all’interno, alcune immagini della bellissima serata inaugurale del Piccolo Opera Festival al vicino Castello di Spessa.

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