“Musica Cortese: Santi, poeti e navigatori”: pronto al via il Festival Internazionale di musica antica nei centri storici del Friuli Venezia Giulia e della Goriška, organizzato dall’ensemble Dramsam. La nuova edizione, 23ma, conferma la sua vocazione a intrecciare musica, storia, paesaggio e patrimonio culturale, portando il repertorio medievale e rinascimentale in luoghi di particolare fascino del territorio regionale e transfrontaliero. Il programma propone 10 appuntamenti, dal 4 luglio al 10 ottobre, tra chiese, musei, dimore storiche e castelli, con un percorso che attraversa il Friuli Venezia Giulia e la Goriška, valorizzando spazi carichi di memoria e identità. La musica medievale resta il cuore del festival, ma il cartellone si apre anche a eventi collaterali e a nuove forme di dialogo tra linguaggi, come la colonna sonora dal vivo del film muto “Robin Hood” del 1922, realizzata dall’ensemble Dramsam in collaborazione con l’Associazione Premio Sergio Amidei di Gorizia. L’edizione 2026 si muove idealmente tra devozione, poesia e viaggio. Dai repertori religiosi del Quattrocento e Cinquecento alle Cantigas de Santa Maria, dalle liriche provenzali alle musiche legate alla tavola e al convivio, fino alla figura del musicista e navigatore veneziano Zorzi detto Trombetta, Musica Cortese costruisce un itinerario sonoro che unisce ricerca, divulgazione e spettacolo. Accanto ai concerti, il festival conferma la presenza di prolusioni, visite guidate, percorsi naturalistici e momenti conviviali, pensati per ampliare l’esperienza del pubblico e favorire una fruizione più profonda dei luoghi che ospitano gli appuntamenti.

Gli intervenuti all’incontro di Gorizia.


La manifestazione è stata presentata ieri, nella sede municipale di Gorizia, dove è stato illustrato in dettaglio il cartellone di Musica Cortese 2026. All’incontro sono intervenuti l’assessore comunale alla Cultura e agli Eventi culturali, Fabrizio Oreti, la presidente dell’associazione Dramsam, Alessandra Cossi, e il direttore artistico di Musica Cortese, Fabio Accurso. In apertura, Oreti ha ringraziato l’associazione Dramsam per l’impegno portato avanti con continuità e qualità da oltre vent’anni, sottolineando il valore di un percorso che, dopo l’attività del 2025 legata a GO! 2025, prosegue oggi ampliando il proprio raggio d’azione all’intero territorio regionale, con il coinvolgimento anche di Pordenone, designata Capitale italiana della Cultura 2027. La presidente Cossi ha quindi evidenziato una delle caratteristiche distintive del festival: la capacità di affiancare alla proposta artistica e alla valorizzazione storica anche un’importante dimensione didattica ed educativa. In questa prospettiva si inseriscono i laboratori musicali realizzati con la Glasbena šola di Nova Gorica e il Vdc di Aidussina-Vipava, nati nel solco del percorso avviato con la mostra permanente Theatrum Instrumentorum, ospitata al Castello di Gorizia. Alessandra Cossi ha inoltre ricordato gli eventi collaterali, da sempre parte integrante del progetto, e i due nuovi partenariati avviati con il Premio “Sergio Amidei” e con il Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Storici del Friuli Venezia Giulia. Infine, Accurso ha illustrato il calendario dell’edizione 2026, ispirata al titolo “Santi, poeti, navigatori”, ripercorrendone alcuni dei programmi musicali più significativi: dalle Cantigas de Santa Maria al Castello di Tricesimo alle laudi francescane in programma all’Hospitale di San Tomaso di Majano, fino ai due concerti coprodotti con l’Alto Livenza Festival di Pordenone e Flores Musicae di Nova Gorica.

Il programma

Musica Cortese si apre sabato 4 luglio alle ore 20.00 all’Hospitale e Chiesa di San Giovanni di San Tomaso di Maiano, con la prolusione di Angelo Floramo e il concerto “Laudato sie, mi Signore” dell’ensemble Dramsam. Formazione storica della musica antica in Friuli Venezia Giulia, Dramsam è particolarmente conosciuto per il suo lavoro sul patrimonio musicale medievale di area romanza, condotto con attenzione filologica ma anche con forte sensibilità narrativa e scenica. Il concerto inaugura il festival nel segno della devozione poetica tra Quattrocento e Cinquecento.

Domenica 5 luglio, al Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli, alle ore 20.30, l’ensemble Aball Redon presenta “Figh’e lasagne”. Un programma dedicato a musiche sul tema della tavola e del convivio, della fame e del digiuno, in cui convivono repertori popolari, popolareschi e colti pieni di arguzia. Gruppo particolarmente ricercato nell’ambito della musica medievale di carattere profano e conviviale, Aball Redon lavora su repertori in cui il canto, la danza, il gusto teatrale e l’ironia popolare si incontrano. Il programma porta al Festival una nota vivace e brillante, tra tavole imbandite, fame, digiuno, arguzia e piacere del racconto musicale.

Sabato 11 luglio, al Castello di Tricesimo, dopo la visita guidata con inizio alle ore 19.30 a cura del sindaco Giorgio Baiutti, l’ensemble La Manticora propone “Miragres!”. Formazione dedita alla riscoperta dei repertori medievali iberici e mediterranei, La Manticora si distingue per un approccio che unisce ricerca storica, cura timbrica e gusto per la narrazione. Le Cantigas de Santa Maria diventano così un affresco sonoro di frontiera, nato dall’incontro tra culture cristiane, musulmane ed ebraiche alla corte di Alfonso X.

Domenica 12 luglio, a Villa Codelli – Cobenzl di Mossa, la prolusione delle ore 20.00 di Valter Colle introduce “Cori Miu” con Pino De Vittorio. Attore e cantante tra i più originali interpreti della tradizione vocale del Sud Italia, Pino De Vittorio è una figura di riferimento per la capacità di unire teatro, musica antica e cultura popolare mediterranea. La sua presenza porta a Musica Cortese una vocalità intensamente espressiva, capace di attraversare villanelle colte, canto popolare e memoria salentina. A seguire, buffet storico a cura dell’Accademia Jaufrè Rudel.

Giovedì 16 luglio, a Palazzo Torriani di Gradisca d’Isonzo, alle ore 20.30, Matteo Zenatti presenta “Raimbaut, vida et cansos”. Interprete specializzato nel rapporto tra voce, strumenti antichi e parola poetica, Zenatti costruisce i propri progetti come veri racconti musicali. In questo appuntamento dà voce alla vita e alle canzoni del trovatore Raimbaut de Vaqueiras, in un concerto-recital che restituisce alla lingua provenzale il suo colore originario e la sua forza teatrale.

Giovedì 23 luglio, al Parco Coronini Cronberg di Gorizia, dopo una visita guidata alle ore 19.30, l’ensemble Dramsam accompagnerà dal vivo “Robin Hood”, celebre film muto del 1922 diretto da Allan Dwan e interpretato da Douglas Fairbanks. Con questo progetto Dramsam mostra una delle sue direzioni più originali: far dialogare la musica antica con altri linguaggi, in questo caso il cinema delle origini e l’immaginario cavalleresco. La colonna sonora dal vivo trasformerà il film in un’esperienza nuova, sospesa tra Medioevo immaginato, avventura e pratica musicale storicamente informata.

Domenica 26 luglio, alla Chiesa del Santo Crocefisso di Cormons, preceduto alle ore 19.00 da un percorso naturalistico guidato alla Subida, l’ensemble Anonima Frottolisti presenta “Gloriosus Franciscus”. Formazione nata ad Assisi e attiva nei principali circuiti della musica antica, Anonima Frottolisti è particolarmente apprezzata per il lavoro sui repertori medievali, umanistici e rinascimentali. Il suo tratto distintivo è la capacità di restituire alle fonti storiche una vitalità concreta, fatta di voci, strumenti, parola cantata e attenzione al contesto culturale.

Venerdì 31 luglio, al Museo Nazionale di Archeologia Subacquea dell’Alto Adriatico di Grado, dopo la visita guidata delle ore 20.30, l’ensemble De Vulgari propone “Diario di bordo”. Ensemble votato alla riscoperta dei repertori antichi in relazione alla lingua, alla storia e alla cultura materiale, De Vulgari porta nel festival un programma dal forte carattere narrativo. La figura di Zorzi detto Trombetta, musicista e navigatore veneziano del Quattrocento, diventa il punto di partenza per evocare rotte adriatiche, strumenti, viaggi e sonorità della Serenissima.

Il festival riprende, poi, venerdì 25 settembre a Vila Vipolže, in Slovenia, con visita guidata alle ore 19.00 e il concerto “Amour courtois” del Trio Bailly Lopes Baker alle ore 20.00, in co-produzione con il festival Flores Musicae e il Kulturni Dom di Nova Gorica. La formazione riunisce musicisti di diversa provenienza e sensibilità: il pianista jazz francese Baptiste Bailly, il polistrumentista Efrén López e Matthew Baker al baryton. Il progetto è tra i più trasversali del cartellone: rilegge le melodie medievali attraverso improvvisazione, strumenti storici e linguaggi contemporanei, creando un ponte inatteso tra amor cortese e jazz.

La chiusura di Musica Cortese è prevista sabato 10 ottobre a Palazzo Attems Petzenstein di Gorizia, con visita guidata, alle ore 19.30, con a seguire aperitivo “cortese” e il concerto “Arianna vive” dell’ensemble Dialogos in co-produzione con l’Alto Livenza Festival di Pordenone. Ensemble internazionale fondato e diretto da Katarina Livljanić, Dialogos è riconosciuto per la capacità di unire ricerca musicologica, vocalità medievale e forte dimensione teatrale. In “Arianna vive”, il mito classico viene riletto attraverso la musica e la parola, trasformando il racconto di Arianna in una presenza scenica viva e contemporanea.

Dialogo transfrontaliero – Con “Santi, Poeti e Navigatori”, Musica Cortese rinnova il proprio ruolo di festival capace di far dialogare ricerca musicale, valorizzazione del patrimonio e racconto del territorio. La musica antica diventa così materia viva capace di illuminare luoghi, storie e comunità attraverso un ascolto contemporaneo. Ogni appuntamento sarà un’occasione per scoprire repertori medievali e rinascimentali e, insieme, per attraversare spazi che custodiscono la memoria del Friuli Venezia Giulia e dell’area goriziana e slovena: chiese, musei, dimore storiche, castelli, parchi e palazzi che entrano a pieno titolo nell’esperienza del festival.
Il titolo di questa nuova edizione suggerisce un percorso ideale tra spiritualità, parola poetica e viaggio. I santi richiamano la dimensione devozionale, il canto delle confraternite, la preghiera e la memoria francescana; i poeti evocano la lirica cortese, i trovatori, la forza narrativa della parola cantata; i navigatori aprono lo sguardo alle rotte, agli scambi, agli incontri tra popoli e culture che hanno attraversato l’Adriatico e l’Europa medievale. In questa prospettiva, Musica Cortese conferma la propria vocazione a costruire ponti: tra epoche diverse, tra musica colta e tradizione orale, tra ricerca filologica e divulgazione, tra spettacolo e conoscenza dei luoghi.
Le visite guidate, le prolusioni, i percorsi naturalistici e i momenti conviviali che accompagnano diversi appuntamenti contribuiscono a rendere il festival un’esperienza culturale ampia, in cui il concerto diventa parte di un itinerario più ricco. È proprio in questo intreccio tra repertori antichi e luoghi vivi, tra memoria e presente, che Musica Cortese trova la sua cifra più riconoscibile: un percorso di ascolto e scoperta che invita il pubblico a rileggere il patrimonio storico e musicale come spazio condiviso e aperto, capace di parlare al nostro tempo.

Musica Cortese si realizza grazie al contributo della Regione Friuli Venezia Giulia, della Fondazione Carigo, della Fondazione Friuli, dei Comuni di Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Cormons e del Kulturni Dom di Nova Gorica con il supporto della Direzione Regionale Musei FVG, del Premio “Sergio Amidei” e del Consorzio per la Salvaguardia dei Castelli Fvg.
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti sono reperibili sul sito dramsam.org e sui profili social dell’ensemble.

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In copertina, il quartetto di musica antica Dramsam che organizza il festival internazionale; all’interno, Aball Redon, De Vulgari Ensemble e Amour courtois.

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