di Mariarosa Rigotti

Ci sarà anche il Cta di Gorizia, questa sera, 1 luglio, alla 7ma edizione di “Scene di paglia. Specchi d’acqua. Festival dei casoni e delle acque” a Piove di Sacco, quando si applaudirà “Adolf”, lo spettacolo realizzato in collaborazione proprio con il Centro teatro animazione e figure del capoluogo isontino. Un evento che proseguirà fino al 5 luglio in Veneto e poi, sempre in quella data, è previsto anche “Le Fenicie”, rappresentazione in prima regionale per il Veneto che conta anche sul sostegno di Tiere Teatro Festival – Biennale Internazionale di teatro antico di Osoppo.


Ma, tornando al festival, va ricordato che le serate si animano in casoni di campagna e laguna ma anche, in idrovore, ville storiche, parchi e centri cittadini. Sono tutte proposte in luoghi ricchi di fascino, «custodi – sottolineano gli organizzatori – di storie e tradizioni, palcoscenici d’eccezione per le diverse espressioni delle arti performative». Da aggiungere che lo spettacolo era previsto al Casone Azzurro di Arzergrande, ma visto il maltempo sarà presentato, alle 20.30, nella cornice di palazzo Pinato Valeri a Piove di Sacco.
E allora un’anticipazione su quanto si applaudirà, “Adolf, una storia di nomi”, appunto. Va detto che lo spettacolo conta su drammaturgia, regia e figure i Annalisa Nangano, mentre la consulenza artistica è di Claudio Montagna e, appunto, lo spettacolo è realizzato in collaborazione con il Cta di Gorizia, sodalizio di cui da qualche settimana è presidente Roberto Piaggio. Riguardo alla storia si scopre, invece: «Quanta responsabilità portano con sé i nomi! Quei piccoli segmenti di lettere ci definiscono. Possono avere generazioni di storie alle spalle oppure essere tratti dai libri, dai film; possono essere colori, fiori, giorni, persino paesi. Possono anche non piacerci». E ancora: «Questa storia racconta l’incontro di tre persone con lo stesso nome: Adolf. Un nome ingombrante, scomodo. Due di loro, per ragioni diverse, decidono di rinnegarlo e di farsi chiamare in un altro modo. Il terzo, invece, lo rivendica con orgoglio. Ma un nome non è mai soltanto un nome. Può diventare una ferita, una scelta o, talvolta, una condanna. E prima o poi arriva il momento in cui ciascuno deve chiedersi cosa resta davvero dietro quelle lettere, e se è disposto a portarne il peso».
A seguire, sempre questa sera, si applaudirà, alle 21.30, “Puis j’ai grandi di Permadance” che andrà in scena al teatro Filarmonico, sempre a Piove di Sacco. Si tratta di una prima nazionale con Maria Cargnelli e Vanda Forte, ideazione e coreografia Maria Cargnelli, performance e creazione sonora Vanda Forte, produzione Permadanse, coproduzione Cie Trans Pôle 109 Nice, con il sostegno di Klap Maison pour la danse, Pôle 164 Marseille. Qui, come viene anticipato: «Due performer che mescolano il movimento, la parola e la musica elettronica per dare vita a una performance pluridisciplinare volta a indagare l’identità di genere esplorando i percorsi tortuosi della costruzione di sé, tra sguardi esterni e affermazione interiore».

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In copertina, una scena di “Adolf”; all’interno, un’altra che si riferisce invece a “Permadance”.

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